ALVAREZ: LA PROTESTA SILENZIOSA CONTRO IL CINISMO DELLA FINA

Talvolta una gara non fatta può equivalere ad una medaglia d’oro ancora più grande. Talvolta restare fermo sul blocchetto di partenza è un messaggio più importante di una vittoria dedicata. È questo che probabilmente ha pensato il ranista spagnolo Fernando Alvarez che nella finale dei 200 rana dei mondiali master in corso a Budapest (gara in cui era dato tra i favoriti) è restato fermo in piedi sul blocchetto, raccogliendosi in un minuto di silenzio in memoria delle vittime sulla Rambla di Barcellona, minuto che la FINA non aveva concesso.

Fernando Alvarez è un nuotatore spagnolo di 71 anni, ai Campionati Mondiali Master di Budapest partecipa a 3 gare: 50, 100 e 200 rana. L’attentato di Barcellona lo colpisce e lo ferisce – un po’ come ha colpito e ferito tutti quanti – così chiede alla FINA che venga concesso un minuto di silenzio prima della competizione in memoria delle vittime.

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La risposta secca e cinica che riceve è che non si sarebbe potuto perdere nemmeno un minuto. Così Fernando Alvarez progetta di fare la sua protesta solitaria e silenziosa: allo start dei 200 rana – mentre i suoi 7 compagni di gara si tuffano in acqua – rimane fermo immobile sul blocco. Rimane lì per 60 secondi, dopodiché si tuffa e nuota la sua finale.

“Avevo già nuotato venerdì, poi i fatti di Barcellona hanno sconvolto un po’ tutti e così venerdì ho deciso di mandare una mail al presidente. Non ho ricevuto risposta. Prima della gara sono andato a parlare ancora con la direzione, ma mi han detto che non potevano farci nulla perché non si poteva perdere nemmeno un minuto visto lo schedule già prefissato della giornata. I fatti di Barcellona hanno colpito tutti, non solo noi spagnoli e credo sarebbe stato un buon gesto. E così quel minuto me lo sono preso comunque, fermo sul blocco mentre tutti si tuffavano. Non mi importa comunque, mi sento molto meglio così anche perché certe cose non valgono tutto l’oro del mondo…”

Così Fernando Alvarez ha mostrato a tutto il mondo che c’è qualcosa di più importante delle medaglie. Che c’è qualcosa di più profondo e pieno di significato di un programma da seguire e di una tempistica da rispettare. Così Fernando Alvarez ha attuato la sua protesta silenziosa contro il cinismo della FINA. Così Fernando Alvarez ha vinto la medaglia d’oro più bella, quella che nessuna finale assegna, quella che viene vinta solo da chi ha un cuore grande così.

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