FINGERPOOLS: ECCO IL POOL-SHARING MADE IN ITALY

Fingerpools è una piattaforma di pool-sharing che permette di mettere in contatto i possessori di una piscina – privati, hotel, pub e strutture di vario genere – con chi è alla ricerca di un posto meno affollato delle piscine pubbliche per fare una nuotata in completo relax e per conoscere nuove persone. Già soprannominata l’Airbnb delle piscine, Fingerpools è una start-up tutta italiana che potrebbe rivoluzionare il modo di vivere il nuoto. Ecco la nostra intervista a Paola Carobbio e Beatrice Adorni, co-ideatrici e co-fondatrici di Fingerpools.

In questi anni la sharing-economy sta progressivamente prendendo piede: auto, case, divani … voi avete pensato di far condividere la piscina: come vi è venuta l’idea?

Era giugno del 2015, a Bergamo faceva caldissimo e non avevamo alternative alla piscina pubblica (troppo affollata per i nostri gusti) nelle vicinanze. Anche affidarsi a Google è stato inutile, così abbiamo realizzato che questo servizio mancava e, essendo in prima persona fruitrici della sharing economy, abbiamo pensato di costruirlo noi seguendo quel modello.

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Alcuni mesi fa scrivevamo a proposito di un signore del Minnesota – Keith Davison – che ha costruito una piscina nel giardino di casa sua dove i bambini del quartiere potessero venire a giocare, tenendogli così compagnia. Credete si possa essere ispirato un po’ a voi?

Il Giudice Davison (leggi la sua storia) ha fatto una cosa davvero ammirevole, a 94 anni. Scusate se è poco. Ed è la dimostrazione del benessere e delle gioie della condivisione. Bisognerebbe però domandare a lui stesso come mai ha pensato proprio ad una piscina per colmare il vuoto lasciato dalla perdita della moglie dopo 66 anni e per riportare l’allegria nella sua casa. Speriamo di avere occasione di chiederglielo al più presto.

La piattaforma è online da poco eppure sta già ottenendo degli ottimi risultati, specie nelle zone dove sta arrivando ora l’estate: quel è stata la chiave di questo rapido successo?

Secondo noi è presto per parlare di successo. Ma sappiamo che la cosa che ci ha portato fin
qui è sicuramente la perseveranza. Come diceva Ray Kroc, fondatore di Mc Donald’s: “Una
sola parola: perseveranza. Niente a questo mondo può sostituire la buona vecchia perseveranza, né il talento – che c’è di più comune degli uomini di talento che non hanno successo? – né il genio – il genio non riconosciuto è ormai un cliché – l’istruzione nemmeno  visto che il mondo è pieno di cretini istruiti. Soltanto la perseveranza e la determinazione sono onnipotenti”.

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Su Fingerpools oltre alle piscine dei privati si trovano anche quelle naturali: come mai avete scelto di inserire anche queste ultime?

Fingerpools vuole essere il punto di riferimento per chiunque cerchi un tuffo, ovunque si trovi. Spesso le piscine naturali sono proprio vicino a casa, ma ne ignoriamo l’esistenza. Oppure quando si viaggia ci si ritrova sempre nei luoghi più gettonati e, quindi, più affollati, quando magari a pochi chilometri si scopre un sito altrettanto meraviglioso ma meno frequentato. Tramite la sezione delle piscine naturali vogliamo contribuire alla valorizzazione dei  territori e fornire un’alternativa gratuita alla piscina o una piscina alternativa per gli amanti della natura o dell’avventura.

Una domanda che potrebbe quasi sembrare stupida … come vi è venuto il nome Fingerpools?

Ne avremo discussi almeno 50 prima di arrivare a questo. Poi abbiamo pensato al fatto che
ormai acquistiamo quasi tutto con un dito sullo smartphone: il gioco era fatto. Dito + Piscine = Fingerpools.

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Quali vantaggi e quali garanzie ha l’host, ossia chi offre la propria piscina attraverso Fingerpools ?

L’host stabilisce prezzo per persona, giorni e orari d’accesso. Sceglie la tipologia di ospiti che  desidera ed è libero di accettare, rifiutare o annullare qualsiasi prenotazione. Tutto ciò si traduce in un’esperienza di condivisione gradevole e in linea con le proprie esigenze, oltre che in un guadagno sicuro. Per quanto concerne le garanzie, la sharing economy è un po’ una garanzia già di per sé. Basti pensare che nel 2016, su 123 milioni di notti prenotate nelle case del mondo tramite una piattaforma di home sharing decisamente più imponente della nostra, ci sono stati problemi in meno dell’1% dei casi.

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Questo perché gli attori della sharing economy, tramite il meccanismo dei feedback, garantiscono un efficace sistema di autoregolamentazione, assicurato dalla continua interazione tra utenti e dalla forza dei loro commenti e delle loro valutazioni, in grado di interdire o  promuovere i membri della community. Naturalmente, stiamo comunque lavorando per creare delle partnership con delle compagnie assicurative in grado di aderire ai meccanismi della sharing economy, del tutto nuovi alle agenzie tradizionali.


Le strutture o i privati che inseriscono la propria piscina su Fingerpools e accettano prenotazioni, non rischiano di trasformarsi in piscine pubbliche e quindi di doversi assoggettare a una serie di norme aggiuntive, come la presenza del bagnino, per esempio?

L’host, innanzitutto ed indipendentemente dalla sua presenza su Fingerpools, è tenuto a essere in regola con le norme in vigore nel luogo in cui la piscina si trova: dovrà quindi essere sua cura verificare eventuali obblighi, come quello del bagnino, che variano a seconda della classificazione della piscina (es.: piscina privata, piscina turistico-ricettiva, ecc.). Per quanto riguarda l’eventuale uso pubblico della piscina, è necessario chiarire che, secondo la definizione di “pubblico” data dal Consiglio di Stato, può considerarsi “pubblica” solo la piscina il cui ingresso sia consentito ad un numero indefinito di persone indeterminate.

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L’utilizzo della piscina tramite la nostra piattaforma implica per chi ha la piscina la possibilità di determinare non solo il numero, ma anche la tipologia di ospiti ammessi (famiglie, coppie, over 65, lgbt, ecc.). Questo, unitamente alla totale libertà dell’host di rifiutare o annullare la prenotazione, opera una discriminazione che rende in-suscettibile di applicazione la definizione di “pubblica” alle piscine in questione. Al contrario, corrono invece il rischio di essere considerate pubbliche le piscine che accettano a pagamento l’ingresso di chiunque si presenti alla loro porta.


Couchsurfing – una delle più famose piattaforme di sharing economy – dà la possibilità di incontrare e uscire con una persona che si trova nella stessa città in cui sei tu … avete mai pensato di estendere questa funzione a Fingerpools, ossia di fare in modo che due nuotatori (o due persone che vogliono andare in piscina) si organizzino per andarci assieme?

Fingerpools non nasce per organizzare incontri, ma per promuovere la condivisione, dalla
quale possono poi sicuramente nascere piacevoli conoscenze. Se una piscina mette a disposizione 8 posti e tu ne occupi 2, potrai conoscere altre 6 persone a sorpresa. Favoriamo l’incontro di persone anche noi, ma in modo diverso.

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In Italia nel 2016 il nuoto è diventato lo sport più praticato, ma in tv è sempre il calcio a far da padrone. Credete che il pool-sharing possa avere una buona diffusione nel nostro territorio?

Noi speriamo di sì, perché i numeri per fare bene in Italia ci sono: si contano più di 330.000
piscine, delle quali solo 3.000 sono pubbliche. Il problema è più nella mentalità delle persone e nell’atteggiamento delle associazioni di categoria, che guardano spesso con diffidenza alle novità. Purtroppo, infatti, la volontà di costruire concreti percorsi di innovazione sociale favorendo benefici per i territori in forma di servizi (come la piscina) realmente sostenibili, utili e richiesti, si scontra con la mentalità di un Paese ancora morbosamente attaccato alla proprietà, che fa fatica a vedere come uno strumento in grado di generare vantaggi per tutti.


Veniamo a voi: nuotate? Da quando? E a che livello?

Beatrice: Io nuoto da quando avevo tre anni, ma non sono una nuotatrice sportiva. Però adoro
fare qualche tuffetto e un paio di bracciate per rinfrescarmi.

Paola: Nuoto da quando ho tre anni, ma per me è sempre stato un momento di divertimento,
relax e svago, più che di allenamento, e così mi piace viverlo tutt’oggi. Non per niente, il
motto di Fingerpools è: “Swim to be good, not to get first!”.

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Siete finaliste del Premio Cambiamenti 2017, come una delle più promettenti start-up nazionali. Tanti articoli online, tante interviste … come state vivendo questo momento di celebrità?

Siamo molto contente che la stampa apprezzi Fingerpools e ci abbia dedicato un po’ di
attenzione. Speriamo di avere la stessa notorietà nella stagione giusta, perché il paradosso è che adesso in Italia non è esattamente stagione di piscine. Cogliamo l’occasione per dire che
sono ben accette sulla piattaforma anche le piscine al chiuso e/o riscaldate, utilizzabili
anche nei mesi invernali.

Fingerpools’ mission is to “bring the sea” everywhere: in the desert, on top of a mountain or in the middle of a metropolis. And make it accessible to everyone.

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