PERCHÉ SI FORMANO LE RUGHE STANDO IN ACQUA?

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Chiunque nuoti o abbia fatto un bagno piuttosto lungo avrà certamente notato che i polpastrelli di mani e piedi si raggrinziscono (formazione di piccole rughe) dopo un po’ che siete immersi in acqua. In questo articolo vi spiegheremo perché accade.

Prima di farlo, tuttavia, è doveroso fare un breve ripasso di scienze: la pelle umana è formata da più strati e partendo dalla superficie troviamo:

  1. lo strato corneo: composto da cellule morte piene di cheratina
  2. l’epidermide: dove risiedono le terminazioni nervose e funge da termoregolatore
  3. il derma: con nervi, capillari e ghiandole varie
  4. l’ipoderma: contenente grasso, nervi e grandi vasi sanguigni

Il fenomeno del raggrinzimento delle dita è temporaneo ed è, secondo la maggior parte degli scienziati, una reazione involontaria dei nervi. Proprio il sistema nervoso infatti, vedendo lo strato corneo (il più esterno) assorbire acqua e aumentare di volume, induce la vasocostrizione dei capillari del derma che causa l’increspamento dei polpastrelli.

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Altri scienziati hanno invece azzardato l’ipotesi che il fenomeno sia semplicemente un adattamento evolutivo dell’uomo per afferrare meglio gli oggetti immersi in acqua. Una ricerca del 2013 da parte dell’università di Newcastle ha infatti dimostrato come le pieghe che si formano sulla pelle agevolino la presa di oggetti anche lisci in acqua, facendo defluire l’acqua in modo molto simile al battistrada degli pneumatici.

Che siano prodotte da una semplice reazione nervosa o da un lungo processo evolutivo, le grinze sulle mani sono il segno inconfondibile che siete amanti dell’acqua, e che il vostro allenamento è stato parecchio lungo. (scopri altre CURIOSITA’ sul NUOTO)

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