L’IMPORTANZA DELL’ALLENATORE NELLA PRATICA DEL NUOTO

Molti atleti che praticano discipline natatorie master (o nelle quali vi sia una frazione di nuoto – come il triathlon), con alle spalle un trascorso di nuotatore di discreto livello, spesso commettono l’errore di impostare i loro allenamenti, il piano di attività competitiva e le discipline corollarie (vedi per esempio la preparazione “a secco”) in maniera auto-didatta, facendo leva sulle esperienze pregresse e sulla “memoria” mentale e muscolare.

Ho commesso questo errore in prima persona, pensando di sfruttare la mia “memoria” e riproporre al mio fisico sforzi e carichi ai quali era sottoposto 30 anni fa. UN DISASTRO! Spalle a pezzi, un’evidente regressione al posto dello sperato e atteso miglioramento e come conseguenza finale – ma non meno disastrosa – una progressiva perdita di motivazione. E’ a questo punto che ho deciso di rivolgermi ad un allenatore professionista, con esperienza nella gestione di atleti Master. Ecco che come per incanto la situazione si è trasformata.

In primis mi è tornato immediatamente quel senso di fiducia nella figura del Coach che avevo da ragazzo, si perché l’allenatore è un po’ il terzo genitore o (se volete) lo Zio simpatico, intelligente, divertente. E’ insomma quella figura adulta quando si è ragazzi, che diventa uno dei pochi punti di riferimento solidi nel processo di maturazione. L’aspetto incredibile è che oggi, alla verde età di 52 anni ho ritrovato lo stesso senso di “fiducia e di abbandono” nella figura dell’allenatore, anche se il mio Coach ha 12 anni in meno di me! (Strano, vero?)

Certo le modalità cambiano: spesso non ci si vede a bordo vasca ma si comunica via mail o tramite cellulare e non sempre è presente alle gare a cui partecipo … eppure il mio Coach c’è comunque e sempre: è il tecnico che mi ha fatto scoprire boccaglio, pinnette e quegli esercizi strani che 30 anni fa neppure potevano essere considerati “ALLENAMENTO”; è l’amico al quale nel comunicare il report della seduta, si confidano preoccupazioni gioie e sentimenti di ogni genere che poco hanno a che fare con nuoto, tabelle ed elucubrazioni natatorie varie; è colui che ti fa dire “ho voglia di allenarmi” anche dopo una giornata lavorativa straziante fisicamente e mentalmente; è l’uomo al quale credi a prescindere, perché ne devi avere piena fiducia, sempre!

Potrete non crederci, ma a seguito di questo rapporto, che definirei tecnico/umano/psicologico anche i tempi hanno cominciato a scendere! Lunga vita agli allenatori quindi e, permettetemi di dire, soprattutto a quelli dei master!

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