Rio 2016 – LA MAGIA DEL NUOTO

E’ bello quando a vincere sono due ragazzi così. Ragazzi sempre con il sorriso, la grinta e lo sguardo tipici di chi ha la stoffa del campione, sempre con la battuta pronta e il desiderio di migliorarsi. E’ bello quando a vincere sono due ragazzi che un po’ sul podio si emozionano, che esultano ma non troppo, che nuotano perché non potrebbero vivere senza questo sport.

Campioni genuini, rivali, ma anche e sopratutto amici. E allora ecco che appena terminata la gara si abbracciano, come due fratelli che hanno compiuto qualcosa di straordinario. Compagni di allenamento e di stanza: assieme sul podio e assieme a far le foto sotto un piccolo tricolore che non riesce a contenere la loro straordinaria impresa.

Signori, questo è il nuoto, questa è la magia di uno sport straordinario come pochi. Uno sport fatto di tanti, tantissimi sacrifici e di infinite emozioni. Fatto di nuotatori che prima ancora di essere campioni sono persone meravigliose, fatto di atleti che si allenano per amore e non per soldi, fatto di sogni che si infrangono e si realizzano, fatto della forza e della determinazione di chi non si arrende mai. Fatto di ragazzi che hanno macinato una quantità di km in acqua che scoraggerebbe chiunque, che per ore ed ore hanno parlato solo con se stessi, che per anni hanno visto solo una linea da seguire e hanno avuto solo un cronometro da battere.

E poco importa se alla fine a vincere è un canadese o un australiano, se sul gradino più alto c’è Gregorio Paltrinieri o Katie Ledecky, poco importa se è la tua prima medaglia o il tuo ventitreesimo oro olimpico: tutte le storie dei nuotatori si assomigliano tra loro, accomunate da un comune amore per il nuoto, accomunate da un straordinario e reciproco rispetto per i propri avversari. Sì, perchè in piscina al posto di vedere sportivi che litigano tra loro vedi atleti che piangono e si abbracciano, che alla fine della gara si danno la mano, facendosi i complimenti a vicenda. Questi sono i Nuotatori. E nuotatori  non si nasce. Nuotatori lo si diventa piano piano, una bracciata alla volta, una gocciolina negli occhialini alla volta. Nuotatori lo si diventa lentamente, allenamento dopo allenamento, sacrificio dopo sacrificio.

Questo è il nuoto. Uno sport che non c’è solo ogni 4 anni, c’è tutti i mesi: si nasconde tra canali che nessuno guarda e nelle ultime pagine dei quotidiani sportivi, come se volesse mantenere la sua purezza lontano dagli sguardi di chi non è in grado di apprezzare la sua straordinarietà. Lontano dal marcio che ha attaccato troppi altri sport. Questo è il nuoto, uno sport troppo spesso dimenticato, trascurato, ignorato, ma questo lo rende ancora più unico, incredibile, ed emozionante.

Brividi e lacrime, abbracci e sorrisi, sacrifici ed emozioni.
Questo è il nuoto, questa è la sua magia.

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