LETTERA A MICHEAL PHELPS

Caro idolo, non so cosa succederà tra qualche mese. Non so come andranno i Trials. Non so se alla fine riuscirai davvero a conquistare il pass per partecipare ai Giochi della XXXI Olimpiade. Io ci spero. L’ho sperato fin dal primo giorno dopo il tuo addio. L’ho sognato almeno 1000 volte: di vederti seduto in camera di chiamata appena prima dell’ennesima finale, di vederti entrare in vasca con lo sguardo di chi vuole conquistare l’ennesimo oro, di vederti salire sul podio, magari sul gradino più alto, ancora una volta.

Ci ho sperato, sai? E adesso non mi sembra quasi vero! In camera, sopra il letto, ho incorniciato la pagina della Gazzetta Dello Sport con scritto “RIECCO PHELPS, IMPOSSIBILE ESSERE NORMALE”, sotto c’è una tua foto: era il 15 aprile 2014 e avevi appena annunciato il tuo ritorno al nuoto agonistico. Sì, per te è proprio impossibile essere normale. Perché una vita senza nuove sfide non è degna di essere vissuta, vero Michael?

Ci hai dimostrato la tua grandezza, il tuo nome è leggenda e le tue imprese sono scolpite nel cuore di ogni nuotatore; nonostante tutto questo, a  16 anni dalla prima olimpiade,  il tuo obbiettivo è essere ancora in vasca, non so se per semplice divertimento o per conquistare l’assoluta eternità, non lo so, ma sarai lì.

E lì, nella piscina olimpionica di Rio, non sarai solo. Tra te e l’eternità ci saranno un’infinità di nuotatori più giovani, ragazzini che 8 anni fa osservavano dal televisore il loro idolo conquistare 8 ori. Loro sul divano, mentre tu a Pechino scrivevi la storia. È strana la vita, non è vero? Il tempo vola, ma sono certo che tu in acqua, sarai capace di volare, ancora una volta, più veloce anche del tempo. Ci sono storie che sembrano non finire mai, tu sei il protagonista di una di queste.

LEGGI LA BIOGRAFIA DI MICHAEL PHELPS

Non ci siamo mai incontrati, ma è come se ti conoscessi da una vita. Con i tuoi successi, con la tua passione e il tuo amore per questo sport, hai fatto crescere un’intera generazione di nuotatori, io sono uno di questi. Comunque vada, comunque andrà a finire, grazie. Grazie per averci insegnato che si può sempre tornare sui proprio passi, grazie per averci mostrato che tutti possono sbagliare, grazie per averci fatto innamorare di questo meraviglioso sport.

Grazie Dio del Nuoto
e buona fortuna per Rio 2016.

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