Swimming Story di Annarita

“Avevo 5 anni quando cominciai a nuotare e lo facevo perché, come tutti i fratelli minori che si rispettino, volevo imitare mio fratello maggiore. Ma, giorno dopo giorno, scoprì che in realtà questo sport era per me qualcosa che andava oltre il voler mettersi al centro dell’attenzione: divenne per me una passione, una vera e propria droga.

Così, sulla scia di mio fratello, mi ritrovai a gareggiare al livello agonistico. Dopo alcuni successi iniziarono ad arrivare fallimenti che, per una bambina di dieci anni super competitiva come me, incisero negativamente sulla mia autostima e sulla mia passione. Nonostante tutto, però, continuavo ad allenarmi assiduamente per raggiungere risultati migliori, finché un giorno, durante l’ora di educazione fisica a scuola, la mia spalla si lussò.

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Fu un giorno sconvolgente per me, non tanto per la mia spalla che mi faceva male, ma per la brutta notizia che il dottore mi diede: dovevo smettere di nuotare, poiché la mia articolazione non poteva sopportare sforzi eccessivi. Dovevo abbandonare l’elemento a cui ero sempre stata legata. Mi sentivo male ogni anno che passava. Mi mancava il cloro che per giorni rimane sulla tua pelle. Il sentirsi stanchi dopo un duro allenamento.

La voglia di voler volare sull’acqua anche per un solo attimo quando esegui la farfalla. L’inquietudine prima della gara che si trasforma in pura energia appena senti il fischio dell’arbitro. Eh si dai, mi mancavano anche i riscaldamenti pre-gara. Sentivo che giorno dopo giorno tutto questo mi chiamava forte come il profumo dell’acqua clorata.

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Così, dopo 5 anni, 5 anni di sofferenze inaudite e di riabilitazione tutt’altro che piacevoli, mi sono abbandonata al suo richiamo e sono tornata a tuffarmi. Ma a ogni bracciata, a ogni respiro che faccio accanto alla corsia degli agonisti rivedo e ripenso sempre a quella cocciuta bambina di 10 anni che cerca di stare al passo con ragazzi alti il doppio di lei.

Perché una cosa è certa: quello che ardentemente desideri è ciò che non hai mai avuto o quell’opportunità che hai perduto in passato e che ora rimpiangi quando in ogni singolo momento tu la sprecavi…”

– Annarita

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