Swimming Story di Antonio

“La mia Swimming Story inizia così: un tendine che fa male, l’impossibilità di correre lungo la fascia come avevo sempre fatto. Plantari, punture e antinfiammatori non fanno nessun effetto e da lì la triste decisione di lasciare quello sport che mi aveva accompagnato sin dall’infanzia: il calcio. Ho sempre amato lo sport, mi fa sentire vivo: i muscoli che bruciano, il sudore, la fatica, le soddisfazioni (e le delusioni) che ti accompagnano giorno dopo giorno. Quell’estate io stavo sul divano e in televisione trasmettevano alcune gare di nuoto.

L’eleganza, la potenza, la resistenza dei nuotatori mi colpì, il desiderio di stare in acqua e di poter provare sensazioni diverse da quelle provate fin a poco tempo prima calpestando l’erbetta del campo, mi incuriosiva piacevolmente. La prima lezione fu un disastro: entrai in acqua arrogantemente “sono forte, ho i muscoli, andrò veloce”. L’acqua, nella sua semplicità, mi ha punì.

Hai una tua Swimming Story e vuoi condividerla con noi?
INVIACELA

L’acqua entrava negli occhialini, il cloro mi bruciava il naso … io non galleggiavo e venticinque metri mi sembravano dei chilometri. Il nuoto mi stava sfidando e io non volevo perdere. Iniziai ad andare in piscina due giorni a settimana, poi tre … iniziai a trattenermi oltre la lezione, nuotando per conto mio.

Poco alla volta mi affezionai alla sua calma, alla sua tranquillità, al suo silenzio. Un amore crescente si andava manifestando e la passione che andava costituendosi venne ricambiata dai primi piccoli risultati. Un collega al lavoro mi chiese di andare a fare una 2,5km in mare con lui, avevo fatto solo scuola nuoto fino a quel momento e non ero mai arrivato a fare le famosissime cento vasche… accettai comunque e imparai un’importante lezione di vita.

Il mare era mosso, non respiravo, bevevo, metà percorso lo feci a rana, l’altra metà nuotando alla meglio… arrivai al traguardo, ero ultimo. Conclusi la mia prima gara in mare in 1 ora e 19 minuti. Il pazzo che mi aveva convinto a percorre la “due e mezzo” non si arrese e mi convinse ad entrare nei master.

Era ottobre. Mi unii a una squadra composta da ex agonisti, ragazzi capaci, nuotatori DOC. Io, che manco sapevo virare, mi domandavo cosa ci facessi lì in mezzo. Il pazzo collega mi diede alcune dritte motivazionali, “vira anche se stai senza ossigeno, anche se brucia tutto” e cavolo se bruciava tutto, polmoni, naso … quante bevute, quante lacrime. In quella stagione ho gareggiato in tutte le distanze dello stile libero, dai 50 ai 1500, tutte con tempi altissimi.

Memorabile la prima gara con la partenza dal basso per un 100 stile libero che chiusi in 1’39” … ricordo ancora il bruciore alle braccia. In quegli anni ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere un grande allenatore, era un ex agonista che non si vantava di quello che aveva fatto. Quando mi lamentavo dei miei risultati rispondeva sempre così: “zitto e nuota” … e così ho fatto sempre.

Agli allenamenti in vasca con i master ho iniziato ad aggiungere giorni extra per prepararmi a quella che infine si è rivelata la mia grande passione: le acque libere. Col tempo e gli anni le sfide sono cambiate e gli allenamenti in vasca per le acque libere si sono trasferiti direttamente in mare. Iniziare a nuotare dopo il lavoro, dalle 18 alle 20 / 20.30… dovevo finire assolutamente i programmi che mi aveva dato il mister. Nuotare durante il tramonto e godermi lo spettacolo che solo la natura può offrire e poi uscire dall’acqua soddisfatto anche se distrutto non ha prezzo e crea un legame troppo forte e bello col nuoto e con l’acqua. Torni a casa con una sensazione di beata felicità.

Sono passati gli anni (ormai sono nove, credo) e sono aumentati i metri e i chilometri da percorrere, ogni anno una sfida nuova: due e mezzo, cinque, sette, una splendida 21 nei Navigli con arrivo in Darsena a Milano, un’estenuante 14 in lago e una 27km sempre in lago, allenato da una grande allenatrice, dotata di un carisma e personalità, una leader, insomma!

Hai una tua Swimming Story e vuoi condividerla con noi?
INVIACELA

Alla fine i numeri restano solo numeri, non sono un agonista e la consapevolezza di quello che faccio è cresciuta negli anni di pari passo con la passione per questo sport. L’amore incondizionato per l’acqua e il nuoto mi ha dato tanto. Avere la possibilità di conoscere persone che come me amano nuotare, persone che come me hanno scoperto che l’acqua ti può amare anche se non sei un campione…

Perché in fin dei conti l’acqua ha solo bisogno di essere rispettata, sei nel suo ambiente, trattala bene e ripagherà con piacere. Ringrazio quel giorno che per colpa di un infortunio ho avuto la possibilità di scoprire tutto questo: il nuoto mi ha fatto conoscere chi sono veramente, perché alla fine la regola è sempre la stessa. Zitto e nuota.”

– Antonio

SCOPRI LE MIGLIORI SWIMMING STORIES

SEI APPASSIONATO DI NUOTO?

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER
TANTE CLOROSE NOTIZIE IN ARRIVO