Swimming Story di Simona

"Iniziai a nuotare per caso. Ero una delle tante bambine leggermente grassottelle che hanno bisogno di fare un po' di sport. Avevo quasi sei anni e mia madre scelse per me: "Simo, domani andiamo a nuotare". Mi iscrisse ad un corso per imparare a nuotare. Quando iniziai ad andare in piscina sapevo a stento fare qualche metro con entrambi i braccioli. Appresi velocemente come solo i bambini sanno fare ed entro la fine dell'anno stavo a galla da sola. L'anno seguente decisi di continuare. Il nuoto mi stava piacendo.

Ricordo ancora le parole che mi dissero mentre stavo provando qualche tuffo insieme agli altri bambini. 'Ti piacerebbe venire più spesso in piscina? Poi magari potremo anche fare qualche gara..' Certo che mi sarebbe piaciuto. Mamma mia se mi sarebbe piaciuto! Non risposi nemmeno, guardai la mia maestra e sorrisi, sorrisi e sorrisi ancora. Ormai volevo passare più tempo in acqua che fuori.

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Cosi iniziai l'agonismo. Conobbi il mister, che divenne un secondo padre, e conobbi nuove amiche che divennero una seconda famiglia. Il tempo passava e il nuoto mi stava già regalando e insegnando più di quanto, una bambina di 10 anni potesse capire. Migliorai tantissimo, soprattutto nel delfino che divenne il mio stile. Le gare andavano avanti e giorno dopo giorno, anno dopo anno, io e quella che era ormai diventata la mia migliore amica centravamo podi su podi. Io delfino, lei rana. Io che avevo bisogno di lei e lei che aveva bisogno di me.

Intanto crescevamo e superavamo insieme le delusioni e le difficoltà. E intanto cresceva il mio amore per il nuoto che poco a poco, divenne indispensabile per la sopravvivenza. Divenne la dose di amore quotidiano di cui non puoi fare a meno. Bracciata dopo bracciata, vasca dopo vasca, la mia vita cambiava. Ebbi la possibilità di qualificarmi per i campionati nazionali esordienti A.

Andava tutto a gonfie vele, poi alcuni allenamenti sbagliati. Le gare iniziarono ad andare male. Da allora iniziò il mio declino. Avevo alti e bassi ma non riuscivo più ad essere costante come prima. I tempi miglioravano, ma non come avrei voluto. Gli anni successivi non riuscii più a prendere il tempo per gli italiani. Poi in questo caos ci si mise anche la scuola. Dovevo iniziare il 4^ anno superiore, decisi di smettere.

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Decisi che non sarei più entrata in una piscina per nuotare. Terminai con gli allenamenti a giugno e non misi più piede in piscina per mesi e mesi e mesi. Stavo male. Mi resi conto che in realtà non potevo stare lontana da una piscina, mi mancavano le amiche, mi mancava il mister, mi mancava quello stupido e noioso profumo di cloro. Insomma, non ce la facevo più.

Così decisi di andare a nuotare una volta sola, per stare in compagnia delle vecchie compagne e del mio mister. Ricordo ancora il giorno in cui tornai. Ero a bordo vasca insieme alla mia amica di sempre, e avevo paura di tuffarmi. Forse perché ero stata troppo tempo lontana da quell'acqua a cui avevo raccontato di tutto in 10 anni. Ma ora eravamo lì sul muretto, una affianco all'altra, come sempre avevamo fatto. Lei mi guardò e sorridendo mi disse 'come sempre. Insieme?'

'Insieme.'
'1, 2, 3!'
Un tuffo, ed ero di nuovo a casa."

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