NUOTO, FUKUOKA 2023: CONSIDERAZIONI SPARSE SUI RISULTATI INTERNAZIONALI 1

NUOTO, FUKUOKA 2023: CONSIDERAZIONI SPARSE SUI RISULTATI INTERNAZIONALI

31 Luglio 2023 Off Di Andrea Labagnara

Archiviati i Campionati Mondiali di nuoto di Fukuoka 2023, viene naturale fare un bilancio su questa rassegna iridata valutata dai tifosi italiani in maniera contrastante.

10 Record del Mondo battuti - di cui due risalenti all'epoca del costumone - significano una sola cosa: il nuoto è cambiato, cresciuto come non mai.

Abbiamo assistito al Mondiale più bello di sempre - forse anche più bello di Roma 2009 quando vincere e battere Record era la normalità- un Mondiale che è stato il più veloce e avvincente di sempre e che in acqua ha mostrato un livello nettamente superiore a quello che, fino allo scorso anno, eravamo abituati.


LEON MARCHAND E HAYANG QIN: I DUE MIGLIORI NUOTATORI

Pensando a questi Mondiali il primo pensiero che vieni fuori è la enorme difficoltà che si può riscontrare nell’individuare la gara simbolo, più entusiasmante, più emozionante o piena di colpi di scena di questa rassegna iridata.

La prima gara che salta all’occhio sono i 400 misti, in passato dominati dai più grandi del nuoto di sempre: Michael Phelps e Ryan Lochte. Quest’anno ha registrato un nuovo nome, il nuovo volto del nuoto, Léon Marchand. Il francese è stato in grado di scavare un solco fra sé e il resto della vasca, raggiungendo il limite dei 4 minuti e 2 secondi, abbattendo l’ultimo Record del Mondo individuale che apparteneva alla squalo di Baltimora e dando la netta impressione che il muro dei 4 minuti non sia cosi inscalfibile. Solo l’americano Carson Foster è stato in grado di mantenere la leadership per la prima parte di gara, ma quello che l’atleta francese è in grado di nuotare nella terza frazione è impressionante.

L’unica gara che non ha visto ai blocchetti di partenza il prodigio francese, rispetto alle iscrizioni, è stato il 200 rana che ha raccontato un’altra impresa, l’ennesima di questo mondiale straordinario: nessuno mai era riuscito in campo mondiale a completare una tripletta nelle 3 gare della rana, almeno fino a settima scorsa quando l’uragano Haiyang Qin si è abbattuto nella vasca del Marine Masse di Fukuoka.

Il ragazzo proveniente dalla Cina era già qualche anno che nuotava bene e che si faceva notare nel panorama mondiale ma non aveva mai destato l’impressione di possedere la capacità per un risultato di tale portata. Vincitore dei 50 e 100 rana con tempi che solo Adam Peaty è stato in grado di nuotare, Qin è riuscito a siglare la propria vittoria nei 100 con un tempo di 57”69, ponendo un distacco quasi ridicolo con il resto della vasca a cui è seguita due giorni dopo la medaglia dei 50 e, infine, quella nei 200.


LO SPETTACOLO DELLO STILE LIBERO

Lo stile che più si è reso protagonista in queste 8 giornate è stato,però, lo stile libero. Certo, può sembrare scontato visto il numero maggiore di gare nuotate rispetto al resto degli stili, ma erano anni che certe gare dello stile libero non vivevano finali e risultati cronometrici cosi esaltanti.

I 200 stile libero e le sue regine

Un anno fa, nell’edizione mondiale di Budapest, una delle gare più deludenti e forse addirittura più noiose era risultata essere il 200 stile libero al femminile. Questo’anno, per molti, è stata la gara simbolo di questa rassegna iridata. Per descrivere la portata gigantesca di questa finale si può partire dal podio al termine delle 4 vasche: Mollie O’Callaghan, Ariarne Titmus e Summer McIntosh. Tre titani del nuoto mondiale, solo loro si sono aggiudicate 9 ori tra gare individuali e staffette, senza contare le medaglie di bronzo ed argento. Il Record del Mondo di Federica Pellegrini resisteva dalla storica edizione di Roma 2009, da lì non è più caduto, a più riprese sembrava sull’orlo del crollo ma è sempre rimasto in piedi. 

Ci sono volute tre delle donne più forti di questo pianeta per mettere in piedi una gara combattuta che ha visto il dominio della Titmus per i primi 150 metri di gara, Summer McIntosh ome un osso duro da rompere, è rimasta incollata chiedendo uno sforzo eccessivo all’australiana, ma li di fianco a loro era presente Mollie O’Callaghan che con un 50 finale pari a 28”11 ha fatto saltare il banco, prendendosi di prepotenza il mondiale e il nuovo Record del Mondo in 1’52”85. Non è un caso che per la nazionale australiana l’oro con conseguente primato mondiale nella staffetta 4x200 sia stata una pura e semplice formalità, una naturale conseguenza dello strapotere che hanno nei 200 in questo momento storico.

I 400 stile libero di Ariarne Titmus

Il 400 stile libero non è stato da meno con Ariarne Titmus che si è prodigata a confermare, se mai ce ne fosse bisogno, che in questa distanza rimane lei la donna da battere, nonostante il primato le fosse stato tolto dal prodigio McIntosh. Nella finale del primo giorno la ragazza australiana si è imposta con un’autorevolezza spaventosa in questa gara, escludendo fin dalla prima bracciata del 400 le due avversarie di uno spessore infinito: Summer McIntosh e Katie Ledecky.

Katie Ledecky, regina incotrastata

Concludendo il capitolo dello stile libero al femminile non si può non parlare di sua maestà Katie Ledecky, ennesimo mondiale che racconta di una ragazza proveniente dalla capitale americana Washington che tanto umana non è. E’ ormai più di una decade che il mezzofondo appartiene a lei, tanto che si potrebbero creare due finali per gli 800 e 1500: una per lei e un’altra per tutte le altre atlete che nuotano ad un livello mondiale altissimo. 

Per Katie Ledecky non è arrivato nessun Record Mondiale ma è innegabile che ad ogni rassegna olimpica o mondiale i tempi su cui nuota non sono mai distanti dai suoi primati personali. Sesto oro mondiale consecutivo negli 800, in altrettante edizione da lei disputate. Dal 2012, la prima Olimpiade per la ragazza americana, Katie Ledecky ha sempre nuotato e ha sempre vinto questa gara: 6 ori iridati e 3 ori olimpici. Il 1500 non è da meno: 5 ori, su altrettante finali disputate, solo Simona Quadarella nel 2019 ha interrotto questa striscia, ma Katie non era ai blocchi di partenza. La parola dominio suona come eufemismo nel descrivere il regno di Ledecky in queste distanze. L’impressione, la sensazione, ma si potrebbe azzardare anche la certezza, è che questi numeri non sono destinati a calare o a fermarsi, anzi, continueremo ad aggiornarli. 

Ahmed Hafnaoui e Samuel Short: spettacolo e velocità nel mezzofondo maschile

Nel capitolo maschile, nonostante il passo indietro del dominatore e mattatore dello scorso anno David Popovici, le distanze più lunghe non hanno fatto rimpiangere l’assenza di spettacolo, anzi si sono prese tutta la scena grazie a 2 nuovi, o quasi, volti del nuoto mondiale: Ahmed Hafnaoui e Samuel Short. Il primo è campione olimpico dei 400 sl due estati fa a Tokyo ma in un gara olimpica opaca, senza guizzi e senza grandi tempi, in cui lui è stato il più bravo a mettere la mano davanti, per poi sparire. Sembrava essere un’altra meteora del nuoto, come spesso capita di osservare: arrivano, vincono, spariscono, grazie e arrivederci. Non vale per il tunisino, che è tornato prepotentemente, protagonista dai 400 fino ai 1500.

Solo un meraviglioso Samuel Short gli ha negato la tripletta in queste gare: l’australiano ha vinto la distanza più breve delle tre con un tempo che avrà fatto gelare il sangue a Paul Biederamann che per soli 68 centesimi di secondo è riuscito a mantenere il suo primato mondiale. La sensazione è che grazie a questi due, però, l’appuntamento sia rimandato alla vasca di Parigi l’anno prossimo. Contiamo già i giorni che mancano.

Hafnaoui dopo il 400 che gli è valso la medaglia d’argento - nonostante il tempo gli avrebbe consentito di vincere ogni edizione mondiale da quella di Shangai 2011 fino a quella di Budapest 2022- non si è scomposto, anzi ha dominato. Ha vinto le due finali con distacchi risicati come se fossero un 200, ha nuotato dei tempi clamorosamente vicini al limite mondiale: per aiutare a comprendere, solo 5 decimi tra il suo 1500 e il tempo di Sun Yang, attuale Record del Mondo. La domanda appare scontata: di queste tre gare, l’anno prossimo rimarrà uno dei tre primati mondiali che ancora adesso sono presenti? Lo scopriremo la prossima estate a Parigi.


LE TRE DONNE PRODIGIO DEL NUOTO MONDIALE

McKeown vs Smith: la sfida va all'australiana

In questo resoconto manca ancora la donna premiata con il premio “miglior nuotatrice”: Kylee McKeown, unica ragazza in grado di completare la tripletta in campo mondiale delle tre gare a dorso. Essenziale nell’apertura della staffetta mista mista, poi oro alla fine delle 4 frazioni, e della mista femminile, risultata essere poi argento al termine della gara, per la McKeown è la rinconferma di essere la dorsista più forte del momento, il tutto certificato dalla grandiosa e appassionante rivalità con l’amica americana Regan Smith

L’americana quest’anno si deve accontentare di 3 argenti, nuotati tutti con tempi vicini al suo personale, soprattutto nelle distanze più brevi, non scordandoci però che la ragazza del Minnesota ha vinto pure il bronzo nei 200 delfino. 

Un duo che ormai non lascia più niente alle altre che siano i 50, i 100 o i 200. Queste tre gare hanno già le prime due medaglie assegnate, bisogna giusto vedere l’ordine delle due ragazze all’arrivo e la battaglia per il resto del mondo riguarda solo il bronzo. Nonostante quest’anno nessuna delle due dorsiste abbia nuotato un primato mondiale, che da 4 anni ormai continuano a scambiarsi, il dominio è netto, la superiorità delle due è disarmante, contando per di più la mole infinta di gare che sono chiamate a disputare. Anche grazie a loro lo spettacolo a Parigi l’anno prossimo è assicurato. 

Summer McIntosh: 17 anni e 10 medaglie mondiali

Infine, bisogna concludere con la ragazza che si è aggiudicata l’ultimo oro individuale in questa rassegna mondiale: Summer Mcintosh. Il prossimo 18 agosto la McIntosh compirà 17 anni e al termine di questa settimana la ragazza canadese vanta questo medagliere personale: 4 ori, 4 argenti e 2 bronzi. In due rassegne mondiali si è aggiudicata 10 medaglie iridate, di cui gli ori tutti provenienti da gare individuali e le 5 medaglie conquistate in staffetta tutte nuotate da grande protagonista.

Una ragazza di 16 anni che nuota come se avesse alle spalle 5 Olimpiadi. Il primo giorno nel 400 perde il primato mondiale per mano di Ariarne Titmus e conclude la sua gara in 4° posizione, uno smacco che per una ragazza di 16 anni può costare caro e che mentalmente poteva già decretare la fine dei suoi Mondiale. Non è stato così per la ragazza di Toronto: il quarto giorno si è aggiudicata una prestigiosa medaglia di bronzo nei 200 stile, poi l'oro nei 200 delfino, con tempo non distante dal primato mondiale, seguito dal bis nella sua gara, i 400 misti

Riesce difficile immaginarlo perchè i margini di miglioramento sono enormi, ma la forza di questa ragazza è fuori dal comune. Le avversarie ci sono, sono tante e sono agguerrite come poche, ma la domanda è: quanto riuscirà a vincere e in quali altre gare potrà estendere il suo dominio? Anche qui, come sempre, la risposta ce la darà l’edizione olimpica di Parigi 2024.


E I FLOP?

È difficile parlare di flop quando si parla di atleti che nella loro vita hanno vinto qualsiasi cosa si potesse vincere, e magari registrato anche un primato del Mondo, eppure alcune prestazioni sottotono si sono registrate anche in un'edizione da cardiopalma come questa.

È il caso di Emma McKeon, per la prima volta assente all'appuntamento con la medaglia in gara individuale - torna comunque a casa con un oro e due argenti in staffetta - facendo presagire uno stato di forma lontano da quello della ragazzina di Tokyo che vinse tutto il possibile. Quinta nei 50 stile libero -a due decimi dal podio- e 100 stile libero, quarta nei 100 farfalla e grande assente nei 50, il talento della velocità australiana torna a casa con la consapevolezza di dover costruire tanto in vista di Parigi.

Discorso differente, invece, per Lily King: la primatista del mondo dei 100 rana sembra essere arrivata a un momento di svolta della sua carriera nel quale la sua imbattibilità in ogni contesto non è più così scontata. La regina della rana subisce il peso delle avversarie e riesce a salire sul podio solo nei 50 rana. La sua immensa carriera ci dice che, in ogni caso, a Parigi lei riuscirà comunque ad essere protagonista. Le avversarie di Fukuoka, invece, ci dicono che lei non sarà l'unica protagonista.

In campo maschile, le prestazioni più "deludenti" arrivano dai giovanissimi David Popovici e Noé Ponti. I talenti rispettivamente di stile libero e farfalla tornano in patria senza alcun sigillo, dopo aver dominato negli ultimi anni le due specialità. Un risultato che lascia a bocca aperta ma che, come la storia ci insegna, può capitare dopo diverse stagioni al top quando si ha 20 anni.


LE NOSTRE CONSIDERAZIONI: APPUNTAMENTO FISSATO A PARIGI 2024

A livello internazionale, non si può che uscire da questo Mondiale soddisfatti per il movimento natatorio: questa edizione iridata ha regalato uno scossone a livello cronometrico esorbitante, aumentando il livello in tutte le competizioni. L’impressione è che difficilmente si possa assistere ad una settimana di nuoto cosi divertente ed entusiasmante, ma con questa generazione di talenti pronti a spaccare la vasca ogni volta che si buttano dal blocchetto di partenza tutto rimane possibile.

Se Roma 2009 aveva segnato un punto di svolta tra un'epoca pre-costumoni e post-costumoni, Fukuoka 2023 sembra giocare il medesimo ruolo, segnando uno spartiacque fondamentale. Il nuoto sta cambiando, i tempi e le prestazioni viste questa settimana lo confermano.

Un mondiale pre-olimpico degno del suo ruolo, una prova generale per la recita più importante per questi atleti che tra poco meno di un anno avranno a loro disposizione il palcoscenico contrassegnato dai 5 cerchi olimpici, che metterà a disposizione le medaglie più ambite e prestigiose per qualsiasi atleta pratichi sport a livello agonistico. Le date ci sono, il luogo c’è e i nuotatori sembrano più che mai pronti a questa rassegna, non ci resta che iniziare con il countdown per la prossima estate, carichi a molla.


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Profilo Autore

Andrea Labagnara
Andrea Labagnara
Andrea, Studente di Psicologia, amante della montagna, della lettura e una passione sconfinata per gli sport. Innamorato del nuoto da diversi anni grazie alle grandi imprese dei campioni che dedicano anima, cuore, corpo e testa a questa meravigliosa disciplina. Non riesce mai star fermo e appena ha del tempo libero si rifugia tra le mille storie dei libri o nella immensa natura delle sue amate montagne svizzere. Deve ancora capire chi diventerà da grande, ma sa che con la forza, la determinazione e la voglia di imparare lo capirà molto presto.