SPECIALE ELEZIONI - I POLITICI IN PISCINA

SPECIALE ELEZIONI - I POLITICI IN PISCINA

Non attivi Di Marco

A breve dovremo andare alle urne per decidere le sorti del nostro paese. Infatti il 4 marzo si voterà per le elezioni politiche. Noi ci siamo divertiti a immaginare come si sarebbero comportati i protagonisti di queste elezioni in piscina. Ecco il nostro Speciale Elezioni 2018:

Luigi Di Maio (Movimento 5 Stelle)

Luigi è il ragazzino di 12 anni che ha appena iniziato la carriera agonistica. Pensa di essere già un campione, ma non ha ancora capito come funzionano le cose. Dice di essere migliore degli altri, ma ogni giorno commette qualche errore, giustificandosi con “non lo farò più”.

Matteo Salvini (Lega Nord)

È quel nuotatore che appena arriva in vasca fa un 200 delfino di cattiveria per far capire a tutti di chi è la corsia. Gli altri devono stare lontani, e sarebbe anche meglio se tornassero a casa e lasciassero tutta la piscina libera per l’uso esclusivo di Matteo e di pochi eletti. Per lui il fagiano è solo un condimento della polenta.

Silvio Berlusconi (Forza Italia)

Dopo una lunghissima carriera agonistica ad alti livelli, Silvio decide di diventare istruttore di acquagym. In questo modo può fare tutte e tre le cose che gli riescono meglio: guadagnare soldi, tenersi in forma, e provarci con più ragazze contemporaneamente.

Matteo Renzi (Partito Democratico)

È quello che ti ruba le cose dalla borsa, ma ti paga i 20 centesimi per la doccia, quindi non ci fai caso. Ha detto che si sarebbe ritirato dopo il pesante fallimento all’ultima gara, per il quale hanno festeggiato tutti, eppure è ancora qua.

Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia)

Avete presente il 200 delfino di Matteo? Ecco, lei fa un 400 delfino con le palette, per evitare incomprensioni. Anche il proprietario della piscina deve chiedere a lei il permesso per entrare.

Emma Bonino (+ Europa)

Allena da ormai 30 anni, e non fa altro che ripetere “il nuoto fa bene alla salute, il nuoto è uno sport completo, il nuoto è bello e non ci sono più le vasche da 33 metri per la pallanuoto”, ma il maggior successo della sua squadra è stato quello nel meeting ‘genitori vs figli’, dove sono arrivati secondi.

Pietro Grasso (Liberi e Uguali)

Se fosse per lui i calciatori nuoterebbero, i pallavolisti nuoterebbero e i rugbisti nuoterebbero. Anche tutti gli altri nuoterebbero. Il problema è che le piscine sono quelle che sono, e quindi ogni allenamento sarebbe come il riscaldamento prima delle gare, con 250 nuotatori per corsia.

Simone di Stefano (Casapound)

È il bambino iperattivo che i genitori hanno costretto ad andare in piscina. Il problema è che l’attività fisica non gli basta, e quindi decide di prendersela con gli altri per sfogarsi, anche se nessuno lo considera realmente.

Vittorio Sgarbi (Rinascimento)

È quel nuotatore che non ha raggiunto gli obiettivi sperati, e ha quindi deciso di diventare allenatore per sfogare la sua frustrazione sui bambini. Anziché insegnare ai bambini a nuotare a cagnolino preferisce insegnar loro la nuotata a capra.

Menzione d’onore per Beppe Grillo. È vero che ha preso le distanze dal Movimento 5 Stelle che ora è in mano a Di Maio, ma c’è una notizia di qualche anno fa che ci costringe a nominarlo. Nel 2012 infatti, a scopo propagandistico, ha attraversato lo Stretto di Messina a nuoto. Forse non avrà una nuotata impeccabile, sicuramente non sarà il prossimo premier italiano, ed essendo un comico c’entra relativamente poco con la politica, ma almeno è un discreto nuotatore.

In qualsiasi caso il riscaldamento è finito e domenica mattina ci sarà la partenza dai blocchi, verso sera lo sprint finale, e solo alla fine della giornata sapremo chi sarà il vincitore.

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Profilo Autore

Marco
Marco
Laureato in design al Poli di Milano ed ex agonista, prosegue la carriera sportiva all'interno del circuito natatorio del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (del quale fa parte). Appassionato di sport in generale, antropologia e scienze, è l'autore della rubrica Arte & Nuoto, nonché il membro più anziano (ma solo di qualche mese) della redazione.