MALAGÒ: "A RISCHIO IL FUTURO OLIMPICO ITALIANO"

MALAGÒ: "A RISCHIO IL FUTURO OLIMPICO ITALIANO"

17 Agosto 2019 Off Di Federico

Giovanni Malagò, presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, esprime tutte le sue preoccupazioni circa il futuro olimpico azzurro in un'intervista rilasciata a Tutto Sport: "Rischiamo conseguenze devastanti. La sospensione del Coni e, quindi, il divieto per i nostri atleti di gareggiare a Tokyo 2020 sfilando dietro il tricolore o indossando le maglie azzurre, retrocessi allo status individuale di 'atleta olimpico indipendente' con l'esclusione delle squadre".


Perché il futuro olimpico italiano è a rischio?

Il 6 agosto il CIO (il Comitato olimpico internazionale) ha inviato una lettera al CONI (il Comitato olimpico nazionale italiano) nella quale sottolinea come il disegno di legge 1372 approvato dal senato italiano (vedi sotto) si scontri con il diritto/dovere di autonomia che ogni comitato olimpico nazionale dovrebbe avere, come sancito dalla Carta Olimpica.

Il disegno di legge 1372 è un provvedimento promosso dal governo attuale e che delega all'esecutivo il potere di disciplinare lo sport italiano. Il Governo, potrebbe quindi intervenire nel settore sportivo e secondo il CIO questa norma comprometterebbe l’autonomia del CONI:

«Le organizzazioni sportive aderenti al movimento olimpico hanno il diritto e l’obbligo di autonomia, comprese la libera determinazione e il controllo delle regole dello sport, la definizione della struttura e della governance».


Le parole di Giovanni Malagò

Dopo alcuni giorni di silenzio, Giovanni Malagò - presidente del CONI - ha espresso le sue preoccupazioni, preoccupazioni che sono andate crescendo a seguito della crisi di Governo che potrebbe compromettere i prossimi incontri con il CIO. In un'intervista esclusiva a Tutto Sport, Malagò afferma:

«Sono preoccupato, molto preoccupato per il futuro olimpico dello sport italiano. Questo è un Ferragosto con tante nuvole nere all'orizzonte. Le addensano la crisi politica, l'incertezza sul futuro del governo e la bocciatura da parte del CIO della legge delega di riforma approvata dal Parlamento il 6 agosto».


Una situazione che non vede solamente a rischio la spedizione azzurra verso Tokyo 2020, ma anche i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Continua Giovanni Malagò:

«La cosa che mi sta più a cuore è il futuro dello sport, olimpico soprattutto. Quando ci sono queste spaccature, quelli che ci vanno di mezzo sono gli atleti».


Quanto sono fondati questi rischi?

La legge attualmente approvata dal Senato è una legge delega: ossia "una legge formale approvata dal Parlamento, che delega il Governo a esercitare la funzione legislativa su di un determinato oggetto". In altre parole, è una legge che contiene i principi generali a cui il governo dovrà attenersi nell'emanare la normativa.

Il CIO ha espresso le proprie preoccupazioni circa il contenuto di questa legge, ma se nello scrivere le singole disposizioni il governo eliminerà qualsiasi rischio di compromissione dell'autonomia del CONI, non ci saranno conseguenze. Questa è la nostra speranza, riprendendo le parole di Malagò: "Mi auguro che ci sia un soprassalto di ragionevolezza, nell'interesse dello sport." Il presidente del CONI conclude così la sua intervista:

«Siamo ancora in tempo per evitare danni incalcolabili. Ma non ne resta molto. In tutti gli altri Paesi, dopo l'aggiudicazione di un'Olimpiade, lo sport sarebbe stato premiato e portato ad esempio. Invece, guardate in quale situazione ci troviamo». → Leggi l'intervista completa su Tuttosport


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Profilo Autore

Federico
Federico
Una breve parentesi da nuotatore agonista, poi sono scappato dalle gare per dedicarmi alla filosofia. Dopo 5 anni di università non ho capito se sia peggio Kant o un 400 misti. Nel 2010, in una serata post allenamento, ho creato nuoto uno stile di vita, da quel giorno mi sono fermamente convinto di una cosa: "tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si nuota" (semicit). Da bambino Magnini era il mio idolo, crescendo ho iniziato ad amare il personaggio di Lochte, anche se quella di Ervin è la storia che mi affascina maggiormente. Regista e scenografo di film mentali da premio oscar, lettore a tempo perso, perdi tempo, mi sono laureato nel corso magistrale di Filosofia teoretica a Pavia e ora lavoro in una scaleup tecnologica italiana con sede a Pavia. Così, tra un json e una nuotata in piscina, mi diletto scrivendo articoli, curando la redazione del sito e pubblicando contenuti sui social.