VIRATA STILE LIBERO: DUE CONCETTI CHIAVE PER IMPARARLA E MIGLIORARLA

VIRATA STILE LIBERO: DUE CONCETTI CHIAVE PER IMPARARLA E MIGLIORARLA

0 Di Paolo Gasparotto

La virata a stile libero con capovolta è un particolare tecnico molto importante, tanto che si può dire, senza esagerare, che è uno di quei particolari che distingue un vero nuotatore da un principiante. In questo articolo ti spiegherò due concetti chiave sulla virata che devi sempre tenere a mente. Seguendo i consigli che ti darò in questo articolo imparerai a fare virata in modo semplice, e se invece sai già farla, riuscirai a renderla più efficace e veloce.

Iniziamo subito!

La virata a stile libero con capovolta è un particolare molto importante perché da un lato ti fa risparmiare energie preziose, e allo stesso tempo ti fa andare più veloce rispetto al semplice cambio di direzione senza capovolta (che di solito viene chiamato “virata semplice”).

Anche se la virata a stile libero ha questi vantaggi, è considerata da tantissimi nuotatori molto difficile da imparare e da perfezionare.

Se stai imparando a fare le virate sono sicuro che sei convinto che farai molta fatica e ci metterai molto tempo ad apprendere la giusta tecnica. Se invece sai già farla sono certo che, quando ti sei imbattuto per la prima volta in questo particolare tecnico, hai trovato molte difficoltà, e scommetto anche che ancora adesso ti sembra ancora imperfetta e vorresti migliorarla e velocizzarla. Non è vero?


E tutto questo è molto strano, perché ti assicuro che fare una virata veloce ed efficace è molto più semplice di quello che pensi. La cosa importante è avere ben chiari due concetti di base. Per prima cosa è importante che tu abbia ben chiaro che:

LA VIRATA NON È SOLO UNA CAPOVOLTA!

La virata a stile libero viene spesso identificata con la una semplice capovolta. Per me invece non è così. Tutte le virate infatti sono composta da molti passaggi consequenziali, che sono:

  1. L’approccio al muretto, che comprende le ultime bracciate prima di finire la vasca e i movimenti da eseguire subito prima del cambio di direzione;
  2. Il cambio di direzione vero e proprio, che può essere fatto con o senza capovolta;
  3. La spinta dal muretto, fatta con le gambe;
  4. La fase subacquea;
  5. L’uscita dall’acqua.

Questa suddivisione vale non solo per la virata a stile libero con capovolta, ma anche per le virate di tutti gli altri stili e nei misti.

Ognuna di queste cinque fasi è strettamente connessa alle altre, che si influenzano quindi a vicenda. Se vuoi ottenere una buona virata, devi fare correttamente ognuna di queste fasi, nessuna esclusa. Per esempio non puoi pretendere di fare una buona capovolta se arrivi male sul muretto. Come non puoi pretendere di fare una buona subacquea se ti spingi male dal muretto.

È per questo motivo che identificare la virata con una semplice capovolta è sbagliato. Ed è per questo motivo che se vuoi imparare o perfezionare la virata devi prestare attenzione a tutti questi particolari, e non alla sola capovolta.

Questo articolo è scritto in collaborazione con nuotofacile.com


L’altro concetto che devi sempre tenere a mente per fare una buona virata a stile libero è che:

VIRATA EFFICACE E VELOCE = CAPOVOLTA “SEMPLICE”

È vero, la virata è composta di cinque diversi elementi. Ma è anche vero che l’elemento chiave della virata a stile libero è la capovolta, che è il particolare più complesso e dove si concentrano la maggior parte degli errori.

Uno tra tutti questi errori è veramente pericoloso, oltre che dannatamente comune. Vediamo insieme di quale si tratta.

Immagina di avvicinarti al muretto a stile libero e di fare una capovolta in avanti, perfettamente dritta. Prima di iniziare la rotazione sei a pancia in giù e la tua testa che si sta avvicinando al muretto, mentre dopo aver fatto la capovolta ti ritrovi con la pancia in su e i piedi appoggiati al muretto. A questo punto per tornare alla posizione prona (la posizione propria dello stile libero) non ti resta fare una rotazione laterale.

In pratica il cambio di direzione nella virata a stile libero è composto da due rotazioni, una in avanti e una laterale. Per gli amanti dei termini tecnici si tratta di un movimento di beccheggio e un movimento di rollio.

L’errore sta proprio qui, ovvero nel fare questi due rotazioni insieme, in un unico momento. Il problema nasce perché questo movimento composto da due rotazioni su due assi diversi, è molto complesso, e di conseguenza difficile da imparare, poco efficiente e molto lento.

Se vuoi imparare facilmente a fare la virata, oppure se vuoi renderla più veloce ed efficiente devi semplificare il più possibile questo cambio di direzione. Farlo è semplice. Ti basterà infatti dividere le due rotazioni, frontale e laterale, facendole in due diversi momenti della virata:

  • Inizia la virata facendo una capovolta in avanti perfettamente dritta;

  • A questo punto ti ritroverai a pancia in su, con i piedi appoggiati al muretto;

  • Spingiti dal muretto da questa posizione (anche se sei a pancia in su);

  • Durante la spinta dal muretto inizia la rotazione del tuo corpo dalla posizione prona (pancia in giù), alla posizione supiba (pancia in su);

  • Completa la rotazione nella successiva fase subacquea.

Questo, oltre che essere metodo più semplice per imparare la virata, è anche l’approccio che seguono tutti i nuotatori di alto livello. Se noti infatti anche loro quando si spingono dal muretto dopo una virata non sono in posizione prona (pancia in giù) ma in posizione quasi perfettamente supina (pancia in sù).

Questo metodo ti permetterà di imparare le virata molto velocemente. Se invece sai già farla ti permetterà di ottimizzarla rendendola molto più efficiente e rapida.


CONCLUSIONI

In questo articolo abbiamo scoperto perché la virata a stile libero non è da confondere con la semplice capovolta. Le virate di tutti gli stili sono infatti composte da cinque parti:

  • Approccio al muretto;
  • Cambio di direzione;
  • Spinta dal muretto;
  • Fase subacquea;
  • Uscita dall’acqua.

Oltre a questo abbiamo visto come, per imparare la virata in modo semplice, o per perfezionarla rendendola più veloce ed efficiente, sia molto utile dividere le due rotazione (in avanti e laterale) in due momenti separati della virata, ovvero la capovolta in avanti e la spinta dal muretto.


Questo articolo fa parte della rubrica Nuoto & Tecnica, in collaborazione con Nuoto Facile. Se non vuoi perdere i prossimi articoli dedicati alla rana abbonati alla newsletter #nuotounostiledivita, e metti mi piace alla pagina Facebook Nuoto Facile. L’appuntamento con la rubrica Nuoto & Tecnica è ogni terzo giovedì del mese.

Paolo Gasparotto
per nuotofacile.com

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Profilo Autore

Paolo Gasparotto
Paolo Gasparotto
Ideatore e autore di Nuoto Facile, ha insegnato nuoto per oltre 10 anni ed ora condivide la sua esperienza grazie al web. Su Nuoto Facile condivide spunti, guide ed informazioni utili che ti aiuteranno ad esprimere tutto il tuo potenziale, e a vivere il mondo del nuoto in modo più consapevole ed efficace. Tutto spiegato in modo semplice e comprensibile. Perché nuotare è facile… se ti viene spiegato in modo semplice!