Chasing. Inseguire. Come gli scienziati possono essere ispirati dall’acqua… o da Anthony Ervin. Chasing Waters – Elegy of an Olympian è, non a caso, il titolo dell’autobiografia dell’olimpionico statunitense Anthony Ervin, scritta in collaborazione con Constantine Markides nel 2016.
Anthony Ervin, entrato nella storia per essere riuscito a vincere due medaglie d’oro alle olimpiadi a distanza di 16 anni (Sydney 2000 e Rio 2016, nei 50 stile libero), non si è contraddistinto solo per i successi in ambito natatorio, ma anche per la sua sicurezza e vivacità – punto in comune di un po’ tutti gli sprinters – con cui ha affrontato le stravaganti avventure e difficoltose sfide che la vita gli ha posto.
Nonostante il vissuto travagliato, ha sempre inseguito i suoi sogni di cloro, ha sempre rincorso l’acqua e il nuoto (anche dopo il temporaneo ritiro, la vendita della medaglia su eBay dando il ricavato ai sopravvissuti dello tsunami indiano del 2004, la fedina penale sporca e una dipendenza da droghe con cui combattere) perché ne era follemente innamorato, oltre ad essere un uomo testardo e determinato. E il cronometro parla chiaro: Anthony Ervin ha fatto dell’acqua la sua vita, rasentando un’impresa ai limiti dell’impossibile.
Anthony Ervin – il cui nome è scolpito nella Hall of Fame del nuoto, forgiato da un doppio oro olimpico nella vasca secca – è una fonte d’ispirazione per moltissime persone che, come lui, con la dedizione e il tacito zelo che contraddistingue i nuotatori, ogni giorno si tuffano in piscina sapendo di dover nuotare per ore, avanti e indietro su una striscia nera, per migliorare i propri limiti andando contro il tempo, scandito solo dal rintocco delle quattro lancette e dai battiti del cuore.
Ma l’acqua viene inseguita anche da chi è seduto dietro a una scrivania, che ha studiato, si è laureato e lavora ogni giorno, rintanato nei laboratori o nascosto dietro grossi tomi scientifici, per comprendere la scienza che c’è dietro. Di questo vi parlerò, con linguaggio semplice e mirato, in una serie di articoli in cui si analizzerà la continua ricerca del miglioramento nel nuoto: insegue la Chimica con i costanti esperimenti sulle fibre tessili per la commercializzazione del costumone più performante, insegue la Matematica con i modelli cartesiani basati sulla progressione dei record mondiali, insegue la Fisica studiando la forza d’attrito per capire quale sia il giusto spazio fra le dita durante la bracciata.
Oggi il comparto scientifico nel nuoto non è mai stato così attivo, forte di discipline diverse con lo stesso obiettivo comune, in continua corsa per la massima resa. E c’è ancora molto da inseguire.
BIBLIOGRAFIA
Anthony Ervin, Constantine Markides, Chasing Water, Edge, 2016;
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Profilo Autore

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Su NUSDV unisco le mie due più grandi passioni: la scrittura e il nuoto.
Mi piace raccontare tutti i tipi di storie di cloro e, in particolare, curo una rubrica scientifica dove approfondisco l'aspetto tecnico di questo sport, per guardarlo attraverso le lenti di matematica, fisica e chimica. Quando non sono in laboratorio, mi trovate in piscina a fare qualche bracciata. Dopo dieci anni di agonismo pensavo di aver visto il peggio, ma il dottorato mi ha fatto rivalutare positivamente persino le serie in B2.
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