UNA RIMONTA D'ORO FIRMATA FEDERICA PELLEGRINI

UNA RIMONTA D'ORO FIRMATA FEDERICA PELLEGRINI

Off Di Sara

Ancora una volta la protagonista è lei: Federica Pellegrini, la Divina del nuoto italiano, regala nuovamente una bellissima medaglia alla nostra Italia. L'appuntamento tra Fede e i suoi 200 stile libero sono diventati sinonimo di emozioni, di gioia, e di vittoria! Ma questa volta Fede non è sola, a fianco a lei ci sono le altre stelle della nostra nazionale: Alice Mizzau, Stefania Pirozzi e Chiara Masini Luccetti. Quella che vi sto per raccontare è la 4x200 stile libero disputatasi agli Europei di Berlino nel 2014, ed è un racconto che sa di magico!

La 32° edizione dei Campionati Europei di Nuoto si svolge nella capitale tedesca. Al Velodrom di Berlino si danno appuntamento i migliori nuotatori d'Europa. L'Europeo del 2014 è il trampolino di lancio per quelli che, negli anni a venire, diverranno dei veri e propri campioni. E' l'Europeo di Adam Peaty, che fa la sua prima comparsa a livello internazionale e vince ben 3 ori; è l'europeo di Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti che per la prima volta faranno doppietta sia negli 800 che nei 1500 stile libero (con Gregorio che nei 1500 siglerà il nuovo Record Europeo, il suo primo Record). Ma è anche l'Europeo in cui vediamo, per la prima volta, le staffette miste (2 maschi e 2 femmine), che regaleranno anche una medaglia d'oro alla nostra nazionale!

Oggi però non parliamo di grandi campioni o di staffette mai viste. E' il 21 Agosto 2014 e al Velodrom di Berlino si nuota la finale della 4x200 stile libero femminile. Pellegrini e compagne sono chiamate a far bene e a difendere il titolo del 2012, quando le azzurre a Debrecen avevano battuto le ungheresi padrone di casa e si erano laureate campionesse europee. L'Italia parte della corsia numero 1, la prima dal basso. A fianco delle azzurre ci sono le svedesi capitanate da Sarah Sjostrom, che si riveleranno le avversarie da battere.

Una partenza col turbo, le prime due frazioni di Mizzau e Pirozzi stratosferiche. Poi l'incubo che porta il nome di Sarah Sjostrom. E' proprio la svedese, campionessa del mondo in carica nei 100 e delfino e vice - campionessa nei 100 stile libero, a far tremare l'Italia. Una gara che, alla fine della 3° frazione, sembra già archiviata. Ma ancora una volta è lei, l'araba fenice, a far risorgere la nostra nazionale. Perché se la Svezia schiera la regina della velocità, l'Italia ha la regina dei 200 stile libero. Preparatevi a un duello tutto al femminile!


LA GARA

In prima frazione c'è una scatenatissima Alice Mizzau. L'azzurra parte col turbo, con un tempo di reazione al blocchetto di +0.76. Ai 50 metri la friulana è 3°,(27"61 il suo tempo), "Un passaggio corretto quello di Alice Mizzau" - commenta Luca Sacchi. "Buono il passaggio di Alice, sul treno delle svedesi, vicine di corsia, e ottima anche la sua bracciata" continua l'ex nuotatore. Alla virata dei 150 metri conduce sempre la Svezia, rappresentata da Michelle Coleman, ma l'Italia è lì, ai piedi del podio. Nella vasca di ritorno la Coleman subisce il rientro delle avversarie, in particolare della Spagna che, guidata da Melanie Costa Schmid, si porta in prima posizione. Dietro Russia e Svezia crollata negli ultimi metri.

Ai 200 metri l'Italia è 4° e Alice Mizzau (1'58"34), dà il cambio a una formidabile Stefania Pirozzi, che con la sua frazione riporta l'Italia sul podio. La prima vasca nuotata da Stefania è la più veloce: 26"92. Con una prima metà di gara davvero impressionante, Stefania ci riporta sul podio e ai 100 metri l'Italia è terza. Nonostante una virata non perfetta, Stefania continua la sua progressione, sempre più forte, sempre più veloce. Una Stefania incontenibile, che non ha solo voglia di fare, ma di fare bene! A metà gara Stefania dà il cambio a Chiara Masini Luccetti; l'Italia è 3° dietro a Svezia e Russia, ma il distacco è di soli 9 centesimi!

Con la terza frazione tutto cambia. In acqua c'è Sarah Sjostrom che già dalle prime bracciate mette tutti dietro a sé. Ai 50 metri il distacco è già notevole: +1.15 secondi dividono l'Italia dal primo gradino del podio. Nella seconda vasca la svedese guadagna un altro secondo sulla Masini Luccetti, che con forte tenacia, porta avanti la sua gara, limitando al minimo il distacco. Un'eternità divide l'Italia dal gradino più alto del podio. Nonostante un'ottima frazione (1'58"06), Chiara Masini Luccetti termina la sua gara con un ritardo di +4,51 secondi nei confronti della Svezia. Il podio è sicuro, ma la lotta per il gradino più alto, ora, è impresa più che impossibile.

Sarah Sjostrom contro Federica Pellegrini. Italia contro Svezia. Sembra che la lotta per la medaglia più pregiata sia già archiviata a favore delle scandinave. Sembra, ma in acqua c'é Federica Pellegrini, la unica e vera regina dei 200 stile libero, colei che nei suoi 200 stile libero ci ha sempre abituati a rimonte spettacolari. A fianco della Divina, la Svezia schiera Stina Gardell, specialista dei misti. "E' difficile adesso riuscire anche solo a pensare di poter rientrare sulle scandinave" - dice Luca Sacchi.

Un cambio forzato, molto veloce da parte di Federica, per poter guadagnare qualcosa sulle svedesi (+0.10). Dopo 100 metri il distacco è minore ma pur sempre ampio: 3"84 secondi dividono l'Italia dal primo posto. Un'impresa impensabile, "servirebbe un terzo super 50 di Federica Pellegrini ed il naufragio di Stina Gardell nell'ultima vasca" commenta Tommaso Mecarozzi. Detto e fatto, Federica non delude. Ai 750 metri il distacco è di 2"53 secondi, soltanto una vasca per completare l'impresa. All'uscita della virata Stina Gardell può vedere l'avversaria nel lato opposto. 2 secondi e 53 centesimi. Un'inifnità di tempo, ma non per Federica. Federica si fa sotto, intensifica la sua azione. Non può perdere, non lei.

Una vasca in apnea. Per tutti noi che da casa eravamo incollati davanti al televisore quell'ultima vasca è stato vero e puro show! E' un duello, Federica è li, mancano pochi metri. La vede, Stina Gardell è lì, le caviglie della svedese sono così vicine. 25 metri, "Forza Stina, manca poco" avrà pensato la Gardell, mentre la fatica di quei 200 metri a stile libero che lei poco conosceva cominciavano a farsi sentire. 15 metri. "Forza Fede, ci sei" gridiamo tutti noi da casa. Fede è li, forza Fede! 5 metri, la Gardell è affondata, ora Fede è davvero lì, è un testa a testa. "Grande finale di Federica Pellegrini" grida con tutto il fiato che ha in corpo Tommaso Mecarozzi. "Arriva a velocità doppia, medaglia d'oro Italia". Un oro conquistato, sudato, lottato. Oro e Record dei Campionati.


CONCLUSIONI

4 secondi e mezzo. Una rimonta incredibile, una vittoria che sembrava lontana. Una vittoria di squadra, di un gruppo forte e coeso che anche di fronte al "mostro Sjostrom" ha portato avanti la sua gara. Un gruppo che, un anno dopo, sarà argento mondiale! Ma soprattutto una vittoria della Pellegrini. Se Federica Pellegrini ci ha sempre abituati a gare da cardiopalma, questo è qualcosa di impossibile anche per lei. Nuotare ben 4 secondi e mezzo in meno di un'avversaria, la forza e la tenacia mentale necessarie per una rimonta, sono la firma di chi, nonostante tutte le debolezze, è e rimarrà per sempre una vera Campionessa!


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Profilo Autore

Sara
Sara
Studentessa al secondo anno di Scienze Linguistiche per le Relazioni Internazionali, è una delle scrittrici di nuotounostiledivita.it. Appassionata di Sport, ha praticato nuoto sin da bambina. Ora gestisce @lefotodellastoriadelnuoto, con l’intento di raccontare gli eventi più belli che hanno fatto la storia di questo sport. Ama leggere, viaggiare e guardare serie TV!