#AUSTRALIADAY: SOFIA CI RACCONTA IL NUOTO IN AUSTRALIA 1

#AUSTRALIADAY: SOFIA CI RACCONTA IL NUOTO IN AUSTRALIA

26 Gennaio 2019 Off Di Redazione

L'Australia non esiste? Vallo a dire a Ian Thorpe, a Mack Horton o a Emily Seebohm. Oppure, per rimanere all'interno dello stivale, vallo a dire a a Massimiliano Rosolino, Domenico Fioravanti e Davide Rummolo... insomma, per noi nuotatori l'Australia esiste e rappresenta una terra quasi leggendaria per il nuoto mondiale. Oggi, in occasione dell'Australia Day, Sofia ci racconta la sua esperienza di nuoto in terra australiana e 10 grandi differenze che ci sono col nuoto azzurro/europeo.

"Il nuoto unisce persone da tutto il mondo, ci unisce in un unica grande comunità. Ma non è lo stesso dappertutto, quali sono le differenze con il paese più distante dall'Italia, dall'altra parte del mondo nella distante terra australiana? (sempre che esista). Un viaggio dalla piccola piscina stilelibero di preganziol (TV) fino a Newcastle sulla costa orientale dell’Australia all'insegna del nuoto mi ha portata a capire quante differenze ci siano.


1. Si nuota a sinistra

La prima di tutte, forse la più divertente, è che si nuota a sinistra, adattarsi era difficile ma dopo tante virate andate male e moti imbarazzanti incidenti andandomi a scontrare con i miei nuovi compagni mi sono abituata. (Anche se ogni tanto quando posso,per nostalgia, nuoto a destra). Poi dico sempre: “the right side is the right side”.


2. Rispetto all'Italia si da molta più importanza all'allenamento che alla gara

Se noi lo vediamo come un mezzo per fare tempi migliori, qui è il contrario. Hanno un tabellone con i record societari fatti in allenamento, non in gara.


3. Le squadre sono formate da atleti di tutte le età e ci si allena tutti assieme

In Italia le squadre sono molto omogenee e si differenziano generalmente in base all'età e alla categoria degli atleti. In Australia c'è un ambiente molto più eterogeneo con atleti di tutte le età che si allenano assieme.


4. Ci sono tanti atleti di livello medio

Mi spiego, in Italia c’è questa enorme differenza tra il livello agonistico e andare due volte a settimana per 45 minuti, qui ci sono persone che pur non nuotando per ottenere i migliori risultati, lo fanno per stare in forma e perché gli piace.


5. Fare i doppi è normale

L'allenamento al mattino è fisso prima di andare a scuola, il pomeriggio un optional. In Australia si inizia generalmente a fare doppi da molto più giovani rispetto che in Italia.


6. Si fanno tanti misti

Si fanno così tanti misti da mettersi le mani nei capelli... sopratutto delfino! Il proprio stile lo si nuota più raramente, perfino nel lavoro principale. (Il problema è che io faccio solo stile e niente altro).


7. Molti assieme al nuoto fanno salvamento

Un altra grande differenza rispetto all'Italia è che molti nuotatori oltre al nuoto puro fanno anche nuoto di salvamento, caratteristica peculiare visto che in Italia il nuoto per salvamento è uno sport completamente distaccato dal nuoto puro.


8. I genitori ogni tanto fanno i giudici

In generale i genitori sono molto più presenti nella vita sportiva dei figli, ad esempio capita spesso che facciano i giudici prendendo tempi senza il completo bianco.


9. La pre-chiamata è molto più organizzata della nostra

Funziona così: ogni gara chiamata “event” divisa per età e sesso sono numerate, bisogna avere un foglio all dove ce le si segna, i bambini più piccoli (e le persone più sbadate ) se le scrivono sul braccio. Un tabellone india il numero della gara in corso quella che stanno chiamando alla “marshalling area”. Ti presenti e ci sono file di sedie una parte per le femmine e una per i maschi. Vai da dei volontari (noti per essere molto irritati) ed evidenziano il nome.

Se arrivi in ritardo si incavolano come caimani e spesso succede che non ti fanno partecipare. (io me la sono cavate accentuando un accento straniero e dicendo “im sorry it’s different in italy i didn’t understand”) poi eroicamente dovresti stare li ma tutti girano e vanno a parlare con amici.


10. Niente medaglie: meglio i soldi

In Australia hanno intelligentemente capito che la maggior parte della gente ha fin troppe medaglie quindi come premio ai trofei si possono vincere soldi.


Questa è la mia esperienza personale. L’Australia esiste ed è una grande nazione nota per l’alto livello del nuoto, e da cui si possono imparare molte cose."

Sofia Ambler


Ringraziamo di cuore Sofia per questo divertente racconto dedicato al nuoto australiano e alle sue differenze con il nuoto azzurro. Voi avete vissuto esperienze simili all'estero? Potete raccontarci le vostre storie all'interno della rubrica mensile Swimming Stories!


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“nuoto uno stile di vita” nasce nel 2010 grazie all'idea di due giovanissimi nuotatori (allora quindicenni) di condividere online la propria passione per il nuoto. Attraverso news, articoli, aforismi, foto, video e poesie, cerchiamo di offrirvi tutto quello che desiderate leggere sul mondo degli sport acquatici.