Swimming Story di Veronica

“Mi sono avvicinata al mondo del nuoto all’età di 6-7 anni, semplicemente per risolvere un problema che ha segnato la mia infanzia: l’obesità. Cominciare a praticare uno sport era diventato un obbligo imposto dalla pediatra, per cui mia madre decise di portarmi in piscina, pensando fosse una soluzione giusta perché come dice mamma “saper nuotare può sempre far comodo“.

Il corso di nuoto durò due settimane e si può riassumere in due parole: ansia e terrore. Mi ricordo che entravo sul piano vasca inebriata dall’odore di cloro, come una trappola, ma poi saliva in me un senso di paura che mi mandava fuori di testa ed essendo sempre stata una bimba difficile da gestire, mia madre mi portò a casa e mi disse “Veronica bisogna perdere peso e cominciare uno sport, scegli te quale“.

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Così è cominciata la mia lunga “carriera” nel mondo della pallacanestro durata fino ai 21 anni. Il problema del sovrappeso non c’era più, sono cresciuta insieme a ragazze che tutt’ora sono le mie amiche e devo ammettere che fu la scelta giusta: spirito di squadra, competizione, disciplina, benessere e divertimento. Poi è arrivato l’anno della svolta: il 2008.

Avevo 21 anni, studiavo all’università e la sera lavoravo in un pub, saltavo spesso gli allenamenti e di conseguenza le convocazioni alle partite non arrivavano… delusa di me stessa, ma effettivamente non potevo trascurare né gli studi né il lavoro. Quando potevo, andavo a correre, ma un pomeriggio, per il gusto di tenersi in forma facendo qualcosa di diverso, tornai in quella piscina dove avevo lasciato qualcosa in sospeso. L’odore di cloro era inebriante come ricordavo ma la vasca non faceva più paura, perché ormai l’acqua arrivava al petto.

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Nuotai, boh, 40 minuti a caso, anche perché non ho mai pensato di fare corsi nuoto per imparare la tecnica, ma tornai a casa con una sensazione buffa, pensai “ho sempre corso dietro una palla e ora mi sono divertita facendo uno sport da sola, sdraiata e in acqua… certo che saper nuotare farebbe comodo!”. Mamma aveva ragione. Cominciai a imparare la tecnica guardando video su youtube e con qualche consiglio del bagnino che mi sentiva tossire quando bevevo.

Ma, per ogni slancio arriva una mortificazione e la voglia di tornare in piscina a imparare un movimento nuovo si rifletteva con il pensiero di abbandonare una routine che mi accompagnava da 15 anni… il basket. Vinse il cloro e mollai tutto! Oggi ho 31 anni, da 9 anni sono una nuotatrice master, gli allenamenti saltati si possono contare su un palmo di mano, il movimento ripetitivo delle vasche è un senso di libertà indescrivibile, il rumore dell’acqua è musica e la pelle che profuma di cloro è inebriante. Non posso più farne a meno. Mamma aveva ragione!”

– Veronica

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