INTERVISTA A LUCA DOTTO

Siamo volati a Livigno, ai confini estremi dell'Italia del nord, in un paradiso di montagne che viene chiamato "Piccolo Tibet". Lì, a 1816 mt. di altezza, si trovano in ritiro - presso il centro Aquagranda Active You - 15 nuotatori della nazionale azzurra di nuoto, in collegiale prima dell'inizio degli Europei in Corta di Copenhagen. Tra di loro anche la stella del nuoto azzurro Federica Pellegrini, il campione europeo dei 100sl Luca Dotto e poi Simona Quadarella, Niccolò Martinenghi e Sara Franceschi ... Ecco la nostra intervista esclusiva a Luca Dotto:

È il campione d'Europa in carica nei 100 stile libero, è stato il primo italiano ad abbattere il muro dei 48 secondi nei 100 metri stile libero col tempo di 47"96, nella gara più breve (50sl) è diventato vicecampione mondiale nel 2011 a Shanghai, tutt'ora è l'unico italiano nella storia medagliato mondiale in questa gara:

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A Londra 2016 oro nella gara regina in 48”25, quanto sarà difficile difendere il titolo a Glasgow, in casa di Duncan Sctt (finalista sia ai Giochi Olimpici che ai mondiali), e con Mehdy Metella che è stato bronzo proprio a Budapest.

"Spero e voglio difendere il titolo. E' la prima volta che mi vedo a difendere qualcosa di importante. Il 2018 non lo vedo come un anno di transizione, voglio arrivare a Glasgow e giocarmi un'altra volta l'oro."

Dopo Londra non sono arrivati i risultati attesi. Sia i Giochi Olimpici che i mondiali sono stati un po' sotto-tono. Che spiegazione ti sei dato?

"Lo sport non è matematica dove se fai tutte quante le cose fatte bene sei certo che il risultato sia quello. Ci sono molte variabili che influiscono nella prestazione dell'atleta e molte volte anche l'atleta stesso non ha la capacità di controllarle e nemmeno di aspettarsele: infortunii, periodi in cui non sei troppo forte di testa ... Bisogna quindi essere capaci di evitare delle situazioni che vadano al di fuori del tuo controllo e che quindi possano negare delle buone prestazioni. Ora il lavoro che stiamo andando a fare quest'anno non sarà soltanto fisico, non sarà soltanto un lavoro in acqua o in palestra ma è anche un lavoro di convinzione e di testa con lo psicologo. Così da arrivare a Glasgow senza aver paura, senza aver "dei grilli in testa" che possono deviare quella che è la prestazione."

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Nel 2006 l’esordio nella nazionale giovanile … ormai sono quasi 12 anni e sei un veterano del nuoto azzurro: quali consigli dai alle giovani promesse della velocità?

"Sono in una situazione strana perché per la prima volta mi ritrovo capitano della velocità. Negli anni ho sempre avuto Filippo a fianco ed è sempre stato lui il capitano- Vorrei diventare per questi ragazzi un punto di riferimento.

Quello che consiglio a loro, che sono giovani e che hanno forse un talento maggiore a quello mio e di Filippo, è quello di divertirsi facendo questo sport, cercando di capire che loro sono dei fortunati perché ci sono molti atleti come noi che fanno un sacco di sacrifici e si sognano di fare un briciolo dei risultati che abbiamo noi. Di rendersi bene conto chi sono e dove sono e del sogno che possono realizzare."

Cosa rappresenta il nuoto per te?

"Non voglio essere ovvio ma è la mia vita. L'acqua in generale poi è l'ambiente che amo di più, perché una volta che esco dalla piscina tutti i miei interessi sono orientati in quello che è il mondo sottomarino con la subaquea, e poi la vela, ecc. Quindi per me il nuoto e l'acqua sono davvero il massimo."

RINGRAZIAMENTI SPECIALI

AQUAGRANDA ACTIVE YOU
APT LIVIGNO
CALENDARIO VALTELLINESE
VINI NERA
MELE SIMONINI

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