Siamo volati a Livigno, ai confini estremi dell’Italia del nord, in un paradiso di montagne che viene chiamato “Piccolo Tibet“. Lì, a 1816 mt. di altezza, si trovano in ritiro – presso il centro Aquagranda Active You – 15 nuotatori della nazionale azzurra di nuoto, in collegiale prima dell’inizio degli Europei in Corta di Copenhagen. Tra di loro anche la stella del nuoto azzurro Federica Pellegrini, il campione europeo dei 100sl Luca Dotto e poi Simona Quadarella, Niccolò Martinenghi e Sara Franceschi … Ecco la nostra intervista esclusiva a Nicolò Martinenghi:

E’ il Primatista italiano nei 100 rana, di cui detiene anche il record mondiale Juniores. Ai mondiali giovanili di Indianapolis è stato oro nei 50 e nei 100 rana, a Budapest due finali iridate sfiorate per un soffio (con due noni posti). Nicolò Martinenghi è la giovane promessa della rana made in italy.
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Questo 2017 che va concludendosi ti ha proiettato come una delle promesse del nuoto azzurro e della rana mondiale. Quali sono le emozioni che hai provato questa estate?

“Sicuramente è stato un anno ricco di emozioni. Un anno che è stato preparato dal primo all’ultimo giorno, è stato un anno in cui sono riuscito – anche sopra le mie aspettative – a dare il 100% in tutte le gare che ho fatto con qualche eccezione dovute alle malattie a Budapest. E’ stato un anno veramente da incorniciare. Sicuramente arrivare nono al mio primo mondiale, non essendo al massimo della condizione fisica (per un problema esterno che non si poteva gestire, è stato un’emozione bellissima. Partecipare a questo mondiale, confrontarsi con tutti i big e quindi passare dall’ambito giovanile all’ambito assoluto è stato veramente emozionante.”

Alcuni lo hanno fatto … noi per scaramanzia rimaniamo ancora in silenzio. Ma come ci si sente ad essere paragonati ad Adam Peaty?

“Spesso mi è stato detto di questo paragone. Io mi sento molto sulle mie: lui è lui e io sono io. Abbiamo due cammini paralleli ma completamente diversi, per me gareggiare al suo fianco è uno stimolo personale e non qualcosa che mi mette tensione. Confrontarsi con gente del suo calibro è sempre un onore e c’è sempre molto da imparare. Questo paragone lo vivo un po’ come un confronto tra due atleti di diversa fascia e con due strade allo stesso tempo simili e diverse.”

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Sei giovanissimo e potenzialmente hai una lunghissima carriera davanti. Cosa rappresenta il nuoto per te?

“Il nuoto in questi anni sto capendo che è un po’ una lezione di vita. Come tutti gli altri sport capisci che per ottenere qualcosa devi sudartela e che ogni sacrificio comunque viene ripagato e il fatto di riuscire a rinunciare a determinate cose  in una fascia molto giovane come la mia ti indirizza a una mentalità che difficilmente riesci poi ad acquisire in futuro o a crearti da solo. Lo sport e il nuoto insegnano molte cose, e c’è sempre da imparare anche in questo.”

#TeamMusica o #TeamSilenzio? Sono 2 modi completamente opposti di approcciare una gara, eppure in ogni sport ci sono esempi di atleti che si avvicinano ascoltando canzoni che gli danno la carica, ed altri che esigono l’assoluto silenzio. Da che parte stai?

“Entrambi. Poco prima della gara preferisco il silenzio, preferisco stare con me, stare da solo, isolarmi dal contesto in cui sono in quel momento. Però nelle ore che precedono la gara, lungo il pomeriggio ecc. devo ascoltare la musica: sono amante di tutti i generi musicali ed è una cosa che mi accompagna sempre.”

RINGRAZIAMENTI SPECIALI

AQUAGRANDA ACTIVE YOU
APT LIVIGNO
CALENDARIO VALTELLINESE
VINI NERA
MELE SIMONINI

APPASSIONATO DI NUOTO?

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