L’Italnuoto apre i Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026 con una giornata da 13 medaglie: 3 ori, 8 argenti e 2 bronzi. Il segnale più forte arriva dalla rana, con due doppiette consecutive: Benedetta Pilato e Gabriele Mancini vincono i 100 con il record della manifestazione, trascinando sul secondo gradino del podio Lisa Angiolini e Christian Mantegazza.
Il terzo oro porta la firma di Noemi Cesarano, che nei 1500 stile libero scende a 16’08″39, nuovo primato personale. Intorno, una serie di piazzamenti che conferma la profondità della squadra azzurra: Italia sul podio in tutte le finali della prima giornata e subito al comando del medagliere del nuoto.
Segue il recap con tutti i risultati principali del Day 1 a Taranto.
50 farfalla donne
- Record del mondo: 24″43 – Sarah Sjöström
- Record europeo: 24″43 – Sarah Sjöström
- Record italiano: 25″49 – Silvia Di Pietro
- Record dei Giochi: 25″48 – Farida Osman
La prima medaglia italiana di Taranto porta la firma di Viola Scotto di Carlo. Dopo aver guidato le batterie in 26″57, l’azzurra migliora fino a 26″29 nella finale e conquista l’argento, restando a 18 centesimi da Anna Ntountounaki. La greca, più efficace nella gara secca, mette la mano davanti in 26″11.
Il podio si decide in appena 21 centesimi: Farida Osman è terza in 26″32, a soli tre centesimi da Scotto di Carlo. Elena Capretta resta invece poco più indietro e chiude quinta in 26″59. Per l’Italia è un’apertura immediatamente da podio, anche se il record dei Giochi di Osman resta lontano.
Il podio
- Anna Ntountounaki (Grecia) – 26″11
- Viola Scotto di Carlo (Italia) – 26″29
- Farida Osman (Egitto) – 26″32
5. Elena Capretta (Italia) – 26″59
50 farfalla uomini
- Record del mondo: 22″27 – Andriy Govorov
- Record europeo: 22″27 – Andriy Govorov
- Record italiano: 22″67 – Thomas Ceccon
- Record dei Giochi: 23″18 – Abdelrahman Elaraby
Diciassette centesimi separano Lorenzo Gargani dal primo titolo italiano della manifestazione. Abdelrahman Elaraby trova la vasca migliore della giornata e chiude in 23″18, abbassando di due decimi il precedente record dei Giochi di Diogo Ribeiro. Gargani risponde con 23″35 e tiene dietro per appena due centesimi Stergios Bilas, bronzo in 23″37.
Un argento di buon valore per l’azzurro, che al mattino aveva nuotato 23″52 e riesce quindi a migliorarsi nettamente nella gara decisiva. Victor Sanin, secondo italiano in finale, chiude sesto in 23″65.
Il podio
- Abdelrahman Elaraby (Egitto) – 23″18 – record dei Giochi
- Lorenzo Gargani (Italia) – 23″35
- Stergios Bilas (Grecia) – 23″37
6. Victor Sanin (Italia) – 23″65
400 stile libero donne
- Record del mondo: 3’54″18 – Summer McIntosh
- Record europeo: 3’59″15 – Federica Pellegrini
- Record italiano: 3’59″15 – Federica Pellegrini
- Record dei Giochi: 4’00″41 – Federica Pellegrini
Francisca Soares Martins prende il comando fin dalle prime vasche e non lascia spazio alla rimonta delle azzurre. La portoghese passa davanti a ogni rilevamento e chiude in 4’09″00, costruendo progressivamente il margine necessario per tenere sotto controllo la finale.
Dietro, però, l’Italia occupa gli altri due gradini del podio. Bianca Nannucci torna seconda già ai 150 metri e difende la posizione fino al 4’11″61 finale; Antonietta Cesarano, quarta nella prima parte, sale invece al terzo posto ai 200 e da lì non si sposta più, chiudendo in 4’13″17. Due medaglie che premiano soprattutto Nannucci, classe 2008 e già capace di inserirsi con continuità nel gruppo azzurro assoluto.
Il podio
- Francisca Soares Martins (Portogallo) – 4’09″00
- Bianca Nannucci (Italia) – 4’11″61
- Antonietta Cesarano (Italia) – 4’13″17
400 stile libero uomini
- Record del mondo: 3’39″96 – Lukas Märtens
- Record europeo: 3’39″96 – Lukas Märtens
- Record italiano: 3’43″23 – Gabriele Detti
- Record dei Giochi: 3’42″71 – Oussama Mellouli
La gara cambia dopo metà distanza. Franko Grgic prova a impostarla davanti e guida fino ai 200 metri, ma ai 250 è Dimitrios Markos a prendere il comando. Il greco non lo lascia più e chiude in 3’47″07, mentre alle sue spalle comincia la rimonta di Alessandro Ragaini.
L’azzurro è soltanto sesto ai primi cento, risale quarto a metà gara, terzo ai 300 e passa secondo nella penultima vasca. Il 3’49″02 finale gli consegna l’argento per appena undici centesimi su Ahmed Jaouadi. Più amaro il finale di Marco De Tullio: ancora secondo ai 300 metri, perde terreno nell’ultima parte e termina quinto in 3’50″21.
Il podio
- Dimitrios Markos (Grecia) – 3’47″07
- Alessandro Ragaini (Italia) – 3’49″02
- Ahmed Jaouadi (Tunisia) – 3’49″13
5. Marco De Tullio (Italia) – 3’50″21
200 dorso donne
- Record del mondo: 2’03″14 – Kaylee McKeown
- Record europeo: 2’04″94 – Anastasia Zueva
- Record italiano: 2’05″56 – Margherita Panziera
- Record dei Giochi: 2’08″03 – Alessia Filippi
La finale prende immediatamente una direzione precisa. Camila Rodrigues Rebelo passa davanti già ai 50 metri e impone un ritmo che nessuna riesce ad avvicinare, aumentando il vantaggio vasca dopo vasca fino al 2’08″88 conclusivo.
Alle sue spalle Federica Toma costruisce una gara altrettanto lineare. Seconda già al primo passaggio, conserva la posizione per tutti i 200 metri e chiude in 2’11″62, con oltre un secondo e mezzo di vantaggio su Sudem Denizli. Alessia Bianchi perde invece contatto nella seconda metà e termina settima in 2’16″39.
Il podio
- Camila Rodrigues Rebelo (Portogallo) – 2’08″88
- Federica Toma (Italia) – 2’11″62
- Sudem Denizli (Turchia) – 2’13″13
7. Alessia Bianchi (Italia) – 2’16″39
200 dorso uomini
- Record del mondo: 1’51″92 – Aaron Peirsol
- Record europeo: 1’53″23 – Evgeny Rylov
- Record italiano: 1’53″96 – Thomas Ceccon
- Record dei Giochi: 1’54″96 – Aschwin Wildeboer
Matteo Venini sfrutta nel modo migliore la sua prima vera occasione internazionale. Il diciannovenne resta sempre nelle prime posizioni: passa secondo ai 50, è ancora a contatto a metà gara e torna stabilmente alle spalle di Apostolos Siskos ai 150. Da quel momento il podio è già sostanzialmente definito.
Siskos ha però più velocità nell’ultima vasca e chiude in 1’55″95, mentre Venini ferma il cronometro a 1’57″28, oltre due secondi davanti al terzo classificato Mohamed Ben Abbes. Daniele Del Signore resta vicino al gruppo fino ai 150, ma paga l’ultimo cinquanta e termina settimo in 2’00″60. Per Venini resta un argento che vale soprattutto come primo riferimento importante in un contesto internazionale assoluto.
Il podio
- Apostolos Siskos (Grecia) – 1’55″95
- Matteo Venini (Italia) – 1’57″28
- Mohamed Yassin Ben Abbes (Tunisia) – 1’59″43
7. Daniele Del Signore (Italia) – 2’00″60
100 rana donne
- Record del mondo: 1’04″13 – Lilly King
- Record europeo: 1’04″35 – Ruta Meilutyte
- Record italiano: 1’05″44 – Benedetta Pilato
- Record dei Giochi: 1’05″82 – Benedetta Pilato
La gara che Taranto aspettava di più finisce esattamente come sperava il pubblico della Torre d’Ayala. Benedetta Pilato prende immediatamente il comando, vira in 30″43 e costruisce già nella prima vasca un vantaggio superiore al secondo su Lisa Angiolini. Al ritorno Angiolini recupera quasi mezzo secondo, ma il margine è sufficiente: Pilato tocca in 1’05″82, Angiolini completa la doppietta in 1’06″55.
Il tempo della tarantina vale il nuovo record dei Giochi, dopo che già al mattino aveva cancellato con 1’06″64 l’1’07″19 di Jessica Vall risalente a Tarragona 2018. Pilato arriva inoltre a soli 38 centesimi dal proprio primato italiano. «Vincere e nuotare in casa è un’emozione incredibile. Io sono sempre stata abituata a fare chilometri e chilometri per allenarmi e gareggiare ed invece adesso mi trovo qui, con la famiglia e tanti amici in tribuna». Al di là del contesto emotivo, il dato tecnico è altrettanto interessante: reduce dagli Europei di Parigi, Pilato riesce a tornare immediatamente su un 1’05” di alto livello.
Il podio
- Benedetta Pilato (Italia) – 1’05″82 – record dei Giochi
- Lisa Angiolini (Italia) – 1’06″55
- Tina Celik (Slovenia) – 1’07″58
100 rana uomini
- Record del mondo: 56″88 – Adam Peaty
- Record europeo: 56″88 – Adam Peaty
- Record italiano: 58″26 – Nicolò Martinenghi
- Record dei Giochi: 59″94 – Gabriele Mancini
La doppietta femminile ha appena fatto partire la festa quando Gabriele Mancini e Christian Mantegazza replicano al maschile. Mancini sceglie subito di attaccare: passa in 27″93, unico sotto i 28 secondi, e costringe tutti gli altri a inseguire.
Mantegazza vira terzo in 28″55 e produce il ritorno più veloce della finale, 31″85, sufficiente per superare Joaquin Pardo e prendersi l’argento in 1’00″40. Davanti Mancini resiste e chiude in 59″94, primo uomo sotto il minuto nella storia dei Giochi del Mediterraneo: nove centesimi tolti all’1’00″03 con cui Berkay Omer Ogretir aveva fissato il precedente primato a Orano 2022. Due finali di rana, due ori, due argenti e due record della manifestazione per l’Italia.
Il podio
- Gabriele Mancini (Italia) – 59″94 – record dei Giochi
- Christian Mantegazza (Italia) – 1’00″40
- Joaquin Pardo Ortiz (Spagna) – 1’00″58
1500 stile libero donne
- Record del mondo: 15’20″48 – Katie Ledecky
- Record europeo: 15’31″79 – Simona Quadarella
- Record italiano: 15’31″79 – Simona Quadarella
L’ultima gara della giornata consegna probabilmente il risultato individuale più interessante, almeno in prospettiva. Noemi Cesarano vince i 1500 con 16’08″39 e toglie 7″88 al proprio personale, il 16’16″27 nuotato al Settecolli di giugno. Un progresso che, secondo i dati FIN, la porta dal decimo al quinto posto tra le migliori italiane di sempre sulla distanza.
La vittoria, però, non arriva con una gara condotta dall’inizio. Artemis Vasilaki resta davanti per i primi 750 metri, con Cesarano costantemente alle sue spalle. Il sorpasso arriva agli 800 per appena cinque centesimi: da quel momento cambia tutto. Ai 900 il margine è mezzo secondo, ai 1100 sfiora i tre, ai 1200 supera i cinque e continua ad aumentare fino ai 13″76 dell’arrivo. Vasilaki è seconda in 16’22″15; Azzurra Sbaragli, terza praticamente per tutta la gara, completa il podio italiano in 16’30″57. È un oro che vale più del metallo, perché colloca Cesarano su riferimenti cronometrici completamente nuovi.
Il podio
- Noemi Cesarano (Italia) – 16’08″39 – primato personale
- Artemis Vasilaki (Grecia) – 16’22″15
- Azzurra Sbaragli (Italia) – 16’30″57
La prima giornata si chiude così con l’Italia davanti a tutti nel medagliere del nuoto: 3 ori, 8 argenti e 2 bronzi, 13 medaglie complessive. La quantità impressiona, ma la parte più interessante sta forse nella distribuzione: Pilato conferma il proprio livello a pochi giorni da Parigi, la rana maschile trova Mancini e Mantegazza, Ragaini e Venini salgono sul podio e Noemi Cesarano compie il salto cronometrico più netto della giornata.
I Giochi del Mediterraneo sono appena iniziati!
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Autore

- Una laurea Magistrale in Filosofia presso l'Università di Pavia, un'innata passione per la scrittura, la comunicazione e i social network. Nel 2010, in una serata post allenamento, ho creato nuoto uno stile di vita, da quel giorno mi sono fermamente convinto di una cosa: "tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si nuota" (semicit). No, dopo 5 anni di università non ho capito se sia peggio Kant o un 400 misti.
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