Il quinto giorno di gare degli Europei di nuoto di Parigi 2026 consegna all’Italia un altro oro, un bronzo e diverse indicazioni importanti verso le finali del weekend. Simona Quadarella conquista il decimo titolo europeo individuale della carriera dominando i 1500 stile libero e abbassando anche il record dei Campionati. Sul podio sale anche la 4×100 stile libero mixed, con Carlos D’Ambrosio, Thomas Ceccon, Sara Curtis ed Emma Virginia Menicucci terzi con il nuovo record italiano.

La rana continua a parlare italiano: Simone Cerasuolo e Nicolò Martinenghi vincono le rispettive semifinali dei 50 e si presentano alla finale con i due migliori tempi, con Cerasuolo già protagonista al mattino del nuovo primato nazionale. Sara Curtis è quarta nei 50 stile libero, mentre Alberto Razzetti conquista la finale dei 200 farfalla con il terzo crono. Passa anche Anita Gastaldi nei 200 misti. In una serata ricca di riferimenti internazionali, David Popovici si conferma campione europeo dei 200 stile e Sarah Sjöström avvicina la barriera dei 24 secondi nei 50.


I RISULTATI DELLE FINALI & SEMIFINALI


100 farfalla donne – finale

  • Record del mondo: 54″33 – Gretchen Walsh
  • Record europeo: 55″48 – Sarah Sjöström
  • Record italiano: 57″04 – Elena Di Liddo

Nessuna azzurra al via nella prima finale della serata, dominata da Roos Vanotterdijk. La belga conferma quanto mostrato nei turni precedenti e prende progressivamente il controllo della gara, costruendo il margine decisivo già nella prima vasca e difendendolo al ritorno.

Angelina Köhler prova a ricucire negli ultimi metri ma si ferma a 56″39, 31 centesimi dalla vincitrice. Il bronzo va a Daria Klepikova, Neutral Athletes B, in 56″76.

Il podio

  1. Roos Vanotterdijk (Belgio) – 56″08
  2. Angelina Köhler (Germania) – 56″39
  3. Daria Klepikova (NAB) – 56″76

200 stile libero uomini – finale

  • Record del mondo: 1’42″00 – Paul Biedermann
  • Record europeo: 1’42″00 – Paul Biedermann
  • Record italiano: 1’44″72 – Carlos D’Ambrosio

David Popovici si riprende il titolo europeo dei 200 stile libero con una gara condotta sempre nelle posizioni di testa. Il rumeno arriva davanti all’ultima vasca con il margine necessario per contenere il ritorno degli avversari e chiude in 1’44″15. Alle sue spalle Tomas Navikonis e James Guy costruiscono il podio soprattutto negli ultimi cinquanta metri: il lituano risale fino all’argento in 1’44″55, il britannico è bronzo in 1’44″87.

Carlos D’Ambrosio resta pienamente dentro la corsa alle medaglie per tre quarti di gara. L’azzurro parte bene, occupa a lungo la terza posizione e paga soltanto nel finale il ritorno degli uomini più esperti, chiudendo quinto in 1’45″19. Non arriva il podio, ma resta una finale di alto livello per un atleta che a Parigi ha già portato il record italiano a 1’44″72.

Il podio

  1. David Popovici (Romania) – 1’44″15
  2. Tomas Navikonis (Lituania) – 1’44″55
  3. James Guy (Gran Bretagna) – 1’44″87

200 rana donne – finale

  • Record del mondo: 2’17″55 – Evgeniia Chikunova
  • Record europeo: 2’17″55 – Evgeniia Chikunova
  • Record italiano: 2’22″28 – Lisa Angiolini

La finale cambia volto nella seconda metà. Angharad Evans prende inizialmente il comando e passa davanti a metà gara, ma Evgeniia Chikunova costruisce progressivamente la rimonta e negli ultimi cento metri impone un ritmo che la britannica non riesce più a sostenere.

La primatista mondiale chiude in 2’19″32, nuovo record dei Campionati Europei, precedendo Evans di quasi due secondi. Terza Mona McSharry in 2’22″43.

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Il podio

  1. Evgeniia Chikunova (NAB) – 2’19″32 – record dei Campionati
  2. Angharad Evans (Gran Bretagna) – 2’21″21
  3. Mona McSharry (Irlanda) – 2’22″43

100 dorso donne – semifinali

  • Record del mondo: 57″13 – Regan Smith
  • Record europeo: 57″99 – Mary-Ambre Moluh
  • Record italiano: 58″92 – Margherita Panziera

La prima semifinale resta compatta fino alla piastra, con Marrit Steenbergen che precede Katie Shanahan di appena un centesimo. Nella seconda il livello sale nettamente, trascinato dalle francesi: Mary-Ambre Moluh chiude in 58″21 e si prende il miglior tempo complessivo, davanti a Pauline Mahieu, 58″93.

Federica Toma nuota 1’00″50 e chiude quarta nella propria semifinale. Il suo crono vale il decimo posto complessivo e la seconda posizione tra le riserve: una prova vicina al tempo del mattino, ma non sufficiente per entrare tra le migliori otto.

Le otto finaliste

  1. Mary-Ambre Moluh (Francia) – 58″21
  2. Pauline Mahieu (Francia) – 58″93
  3. Alina Gaifutdinova (NAB) – 59″15
  4. Marrit Steenbergen (Paesi Bassi) – 59″70
  5. Katie Shanahan (Gran Bretagna) – 59″71
  6. Lauren Cox (Gran Bretagna) – 59″74
  7. Irene Ciercoles Galve (Spagna) – 59″77
  8. Camila Rodrigues Rebelo (Portogallo) – 59″90

50 rana uomini – semifinali

  • Record del mondo: 25″95 – Adam Peaty
  • Record europeo: 25″95 – Adam Peaty
  • Record italiano: 26″20 – Simone Cerasuolo

La rana veloce europea arriva alla finale con due azzurri davanti a tutti. Nicolò Martinenghi vince la prima semifinale in 26″62: la gara rimane compatta fino agli ultimi metri, quando l’azzurro trova l’accelerazione e soprattutto un ottimo arrivo.

Nella seconda Simone Cerasuolo prende invece subito l’iniziativa e conserva il comando fino alla piastra in 26″23. Dopo il record italiano di 26″20 firmato al mattino, il romagnolo conferma una condizione di altissimo livello. Cerasuolo e Martinenghi entrano così in finale con il primo e il secondo tempo: una situazione ideale, anche se il margine sugli avversari resta abbastanza ridotto da lasciare aperta la corsa al titolo.

Gli otto finalisti

  1. Simone Cerasuolo (Italia) – 26″23
  2. Nicolò Martinenghi (Italia) – 26″62
  3. Koen de Groot (Paesi Bassi) – 26″71
  4. Ilya Shymanovich (NAA) – 26″77
  5. Volodymyr Lisovets (Ucraina) – 26″84
  6. Ivan Kozhakin (NAB) – 26″85
  7. Stepan Babenko (Ucraina) – 26″91
  8. Melvin Athohame Michael Imoudu (Germania) – 26″93

50 stile libero donne – semifinali

  • Record del mondo: 23″55 – Gretchen Walsh
  • Record europeo: 23″61 – Sarah Sjöström
  • Record italiano: 24″09 – Sara Curtis

Sarah Sjöström alza immediatamente il livello della gara. La svedese domina la prima semifinale in 23″83, prendendo un margine importante su tutte le avversarie e avvicinandosi alla barriera che separa il resto del campo dai riferimenti mondiali della specialità.

La seconda semifinale va a Milou van Wijk in 24″07, mentre Sara Curtis chiude terza nella serie in 24″13 e conquista la finale con il quarto tempo complessivo, a soli quattro centesimi dal proprio record italiano. Silvia Di Pietro nuota invece 24″77 nella prima semifinale e resta fuori dall’atto decisivo.

Le otto finaliste

  1. Sarah Sjöström (Svezia) – 23″83
  2. Milou van Wijk (Paesi Bassi) – 24″07
  3. Katarzyna Maria Wasick (Polonia) – 24″08
  4. Sara Curtis (Italia) – 24″13
  5. Marrit Steenbergen (Paesi Bassi) – 24″29
  6. Beryl Gastaldello (Francia) – 24″54
  7. Arina Surkova (NAB) – 24″63
  8. Neza Klancar (Slovenia) – 24″69

200 farfalla uomini – semifinali

  • Record del mondo: 1’50″34 – Kristof Milak
  • Record europeo: 1’50″34 – Kristof Milak
  • Record italiano: 1’54″28 – Federico Burdisso

Leon Marchand prende la scena nella seconda semifinale davanti al pubblico di casa. Il francese nuota con grande controllo e chiude in 1’53″95, unico atleta della serata sotto l’1’54 e miglior tempo d’ingresso alla finale.

Alberto Razzetti aveva già lanciato il proprio segnale nella prima semifinale, vinta nettamente in 1’54″67. L’azzurro prende il comando e costruisce progressivamente un margine importante, chiudendo con il terzo tempo complessivo dietro anche a Richard Marton, 1’54″47. Domani ritroverà quindi Marchand in una finale che si annuncia di livello molto alto. Andrea Camozzi termina invece quinto nella stessa semifinale di Razzetti in 1’56″06 e chiude undicesimo complessivo.

Gli otto finalisti

  1. Leon Marchand (Francia) – 1’53″95
  2. Richard Marton (Ungheria) – 1’54″47
  3. Alberto Razzetti (Italia) – 1’54″67
  4. Hubert Kos (Ungheria) – 1’55″13
  5. Arbidel Gonzalez Alvarez (Spagna) – 1’55″23
  6. Krzysztof Maciej Chmielewski (Polonia) – 1’55″55
  7. Apostolos Siskos (Grecia) – 1’55″55
  8. Michal Antoni Chmielewski (Polonia) – 1’55″88

200 misti donne – semifinali

  • Record del mondo: 2’05″70 – Summer McIntosh
  • Record europeo: 2’06″12 – Katinka Hosszú
  • Record italiano: 2’09″30 – Sara Franceschi

La Gran Bretagna porta due atlete nelle prime tre posizioni delle semifinali. Amalie Smith vince la prima serie in 2’11″12, ma è Abbie Wood a prendersi il miglior tempo complessivo: la britannica scende sotto il muro dei 2’10 con 2’09″99 e si presenta in corsia centrale alla finale.

Dentro anche Anita Gastaldi, protagonista di un importante salto di qualità rispetto alle batterie. L’azzurra chiude in 2’11″21, sesto tempo complessivo, e conquista una finale tutt’altro che scontata alla vigilia. Chiara Della Corte migliora invece fino a 2’13″35 ma si ferma all’undicesimo posto.

Le otto finaliste

  1. Abbie Wood (Gran Bretagna) – 2’09″99
  2. Alba Vazquez Ruiz (Spagna) – 2’10″87
  3. Amalie Smith (Gran Bretagna) – 2’11″12
  4. Anastasia Gorbenko (Israele) – 2’11″14
  5. Justina Anna Kozan (Polonia) – 2’11″19
  6. Anita Gastaldi (Italia) – 2’11″21
  7. Ellen Walshe (Irlanda) – 2’11″26
  8. Roos Vanotterdijk (Belgio) – 2’12″07

50 dorso uomini – finale

  • Record del mondo: 23″55 – Kliment Kolesnikov
  • Record europeo: 23″55 – Kliment Kolesnikov
  • Record italiano: 24″38 – Michele Lamberti

Finale decisa sul filo dei centesimi. Miroslav Knedla trova il miglior arrivo e sorprende Kliment Kolesnikov e Pavel Samusenko, che erano tra i principali riferimenti della gara. Il ceco mette la mano davanti in 24″11, appena un centesimo prima di Kolesnikov e tre davanti a Samusenko.

Thomas Ceccon, dalla corsia otto, non riesce invece a inserirsi nella lotta per il podio. L’azzurro chiude in 24″54 e termina settimo, a 43 centesimi dal titolo.

Il podio

  1. Miroslav Knedla (Repubblica Ceca) – 24″11
  2. Kliment Kolesnikov (NAB) – 24″12
  3. Pavel Samusenko (NAB) – 24″14

1500 stile libero donne – finale

  • Record del mondo: 15’20″48 – Katie Ledecky
  • Record europeo: 15’31″79 – Simona Quadarella
  • Record italiano: 15’31″79 – Simona Quadarella

Simona Quadarella conquista il decimo titolo europeo individuale della carriera. Dopo l’oro negli 800 stile libero, la romana completa la doppietta del mezzofondo imponendosi anche nei 1500 con una gara condotta sempre al comando.

Quadarella passa davanti già ai primi cento metri e prova immediatamente a imporre il proprio ritmo. Isabel Gose resta però incollata all’azzurra per tutta la prima metà: ai 500 metri il distacco è di appena quattro centesimi e agli 800 soltanto tre decimi. La gara comincia a cambiare dai 900, quando Quadarella porta il margine oltre il secondo. Ai 1000 sono quasi due, ai 1200 diventano 2″18: Gose non riesce più a ricucire e l’azzurra può allungare definitivamente.

Il tocco arriva in 15’46″22, nuovo record dei Campionati Europei, quattro secondi meglio del 15’50″22 con cui Boglarka Kapas aveva vinto a Londra nel 2016. Gose è seconda in 15’49″31, Maya Werner terza in 15’52″50. Un titolo costruito nella parte centrale della gara, quando Quadarella ha trasformato un confronto ancora apertissimo in un successo netto.

Il podio

  1. Simona Quadarella (Italia) – 15’46″22 – record dei Campionati Europei
  2. Isabel Gose (Germania) – 15’49″31
  3. Maya Werner (Germania) – 15’52″50

4×100 stile libero mixed – finale

  • Record del mondo: 3’18″48 – Stati Uniti
  • Record europeo: 3’19″68 – Neutral Athletes B
  • Record italiano: 3’20″80 – Italia

La serata azzurra si chiude con il bronzo e il record italiano della 4×100 stile libero mixed. Carlos D’Ambrosio lancia bene il quartetto, Thomas Ceccon mantiene l’Italia nelle posizioni di testa e Sara Curtis riporta gli azzurri pienamente dentro la battaglia per il titolo prima dell’ultima frazione.

Emma Virginia Menicucci parte così a stretto contatto con le prime e prova a difendere la posizione nel confronto con le frazioniste di Neutral Athletes B e Paesi Bassi. Negli ultimi metri le due avversarie riescono ad allungare, ma l’Italia conserva il podio e chiude in 3’20″80, abbassando nettamente il precedente record nazionale di 3’21″48.

Davanti vincono le Neutral Athletes B in 3’19″95, nuovo record dei Campionati, appena 14 centesimi prima dei Paesi Bassi. Per gli azzurri arriva un bronzo che conferma la competitività della staffetta anche con una formazione profondamente giovane.

Il podio

  1. Neutral Athletes B – 3’19″95 – record dei Campionati
  2. Paesi Bassi – 3’20″09
  3. Italia – 3’20″80 – record italiano

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Autore

Marta
Marta
18 anni, studentessa liceale all'ultimo anno. Sei anni di nuoto alle spalle, ora si dedica solo alla palestra. Sogna un futuro da giornalista. Quando non si dispera per aver deciso di iscriversi al liceo scientifico legge o guarda film, sopratutto thriller mentre odia quelli romantici troppo sdolcinati. Se si diploma, dopo frequenterà l'università di scienze della comunicazione. Non vede l'ora di abbandonare per sempre la matematica e di dimostrare che non serve essere raccomandati o particolarmente belli per avere successo.