Sei giorni di gare hanno restituito un’Italia capace di restare costantemente dentro il cuore dell’Europeo. Kocaeli si chiude con 61 medaglie, 29 ori e il secondo posto nel medagliere, ma soprattutto con 23 atleti su 24 almeno una volta sul podio: un dato che racconta meglio di ogni altro la profondità della squadra azzurra. Nell’ultima giornata arrivano altri quattro titoli, tre argenti e tre bronzi, mentre il confronto con Funchal 2024 consegna un altro elemento significativo: tre ori in più rispetto a due anni fa, da 26 a 29.

Il Day 6 completa anche alcuni dei percorsi individuali più importanti della manifestazione. Carlotta Gilli aggiunge un quinto titolo, Monica Boggioni conquista il quarto oro personale, Stefano Raimondi torna sul gradino più alto del podio e la 4×100 stile libero mixed chiude l’Europeo italiano con una vittoria.

Nel confronto con Funchal 2024 diminuisce leggermente il numero complessivo delle medaglie – da 63 a 61 – ma aumentano gli ori, da 26 a 29.

Credits image: FINP – Bizzi


Gilli e Boggioni d’oro

La prima medaglia azzurra dell’ultima sessione arriva con Xenia Francesca Palazzo, argento nei 200 misti SM8 in 2’50″02. Poco dopo Angela Procida conquista il secondo posto nei 50 dorso S2 in 1’10″26, mentre Alessia Berra sale sul podio dei 100 stile libero S12 con il bronzo in 1’05″22.

Nei 50 stile libero S7 arriva anche il bronzo di Federico Bicelli, che chiude in 28″13 e firma il nuovo record italiano. Per il bresciano è la terza medaglia individuale dopo l’oro nei 400 stile libero e l’argento nei 100 stile libero.

Il primo titolo della giornata porta ancora la firma di Carlotta Gilli. Nei 400 stile libero S13 l’azzurra tocca in 4’37″27 e completa un Europeo da cinque ori individuali e un argento. Aveva già vinto 100 farfalla, 100 stile libero, 200 misti e 50 stile libero, oltre al secondo posto nei 100 dorso.

Subito dopo arriva un’altra vittoria con Monica Boggioni, prima nei 200 stile libero S5 in 2’53″51. È il quarto titolo della sua settimana, dopo quelli nei 50 stile libero, 50 rana e 100 stile libero, all’interno di un programma che l’ha vista raccogliere medaglie anche nei 50 dorso, nei 200 misti e nelle staffette.

Nella prova maschile dei 200 stile libero S5 Francesco Bocciardo conquista invece il bronzo in 2’28″79.


Barlaam chiude con un altro argento, Raimondi vince i 100 stile libero

Anche l’ultima giornata porta Simone Barlaam sul podio. Nei 100 dorso S9 l’azzurro è secondo in 1’01″21, portando a sei le medaglie personali conquistate a Kocaeli.

Il suo Europeo si chiude così con tre ori — 50 e 100 stile libero, 100 farfalla — e tre argenti tra 200 misti, 400 stile libero e 100 dorso. Nei 100 stile libero era arrivato anche il crono più vicino a un primato mondiale dell’intera settimana italiana: 52″27, appena quattro centesimi dal record del mondo.

L’ultimo oro individuale dell’Italia è invece di Stefano Raimondi. Nei 100 stile libero S10 il veronese chiude in 51″89, aggiungendo il titolo a quello già conquistato nei 200 misti SM10. A Kocaeli Raimondi raccoglie anche l’argento nei 50 stile libero e il bronzo della staffetta 4×100 mista mixed 34 punti.


L’ultimo oro arriva dalla staffetta

A chiudere l’intero Europeo azzurro è la 4×100 stile libero mixed 34 punti.

Vittoria Bianco, Tommaso Morandi, Xenia Francesca Palazzo e Simone Barlaam vincono in 4’07″97, consegnando all’Italia il ventinovesimo e ultimo titolo della manifestazione.

È una chiusura particolarmente rappresentativa della settimana azzurra: una staffetta che mette insieme atleti con percorsi ed esperienze differenti e porta sul gradino più alto del podio anche Tommaso Morandi, alla sua prima esperienza europea.


Italia seconda nel medagliere con 29 ori

Il medagliere definitivo vede la Russia prima con 33 ori, 39 argenti e 20 bronzi, per 92 medaglie complessive. L’Italia chiude seconda con 29 ori, 16 argenti e 16 bronzi, davanti all’Ucraina, terza con 25 titoli.

Ventitré atleti su ventiquattro sono saliti sul podio, gli ori sono diventati 29 e i risultati sono arrivati da classi, distanze e generazioni diverse. È questo, più del totale finale, il dato che resta: una Nazionale che non vive di pochi nomi, ma che riesce a distribuire il proprio valore lungo quasi tutto il programma.

A due anni da Los Angeles, l’Europeo turco lascia quindi una certezza e una domanda: la certezza è che l’Italia resta stabilmente tra le grandi potenze del movimento; la domanda è quanto ancora possa crescere un gruppo che, a Kocaeli, ha mostrato di avere già basi molto solide.


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Nati nel 2010, siamo cresciuti a piccoli passi, cercando ogni giorno di condividere con il maggior numero di persone le emozioni che il pianeta acqua ci fa vivere.

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