Un record italiano e 11 pass: la quinta mattinata degli Europei di Parigi 2026 parla con decisione italiano. Il segnale più forte arriva dalla rana, dove Simone Cerasuolo porta il primato nazionale dei 50 a 26″20 e chiude davanti a tutti, con Nicolò Martinenghi secondo.

Ma la profondità azzurra attraversa tutto il programma: Sara Curtis è terza nei 50 stile libero, Federica Toma sesta nei 100 dorso, Alberto Razzetti firma il miglior tempo dei 200 farfalla e Anita Gastaldi entra tra le prime cinque dei 200 misti. A completare il quadro, la 4×100 stile libero mixed centra la finale con il terzo crono. Una sessione molto solida, nella quale anche le esclusioni interne raccontano il livello della squadra: Ludovico Blu Art Viberti e Federico Burdisso restano fuori pur avendo rispettivamente il sesto e il settimo tempo assoluto sulle loro distanze.


I RISULTATI DELLE BATTERIE

Nei 50 stile libero donne avanzano Sara Curtis, terza in 24″33, e Silvia Di Pietro, 14ª in 24″94. Nei 50 rana uomini Simone Cerasuolo firma il nuovo record italiano in 26″20 e guida le batterie davanti a Nicolò Martinenghi, secondo in 26″65. Ludovico Blu Art Viberti nuota 26″90, sesto tempo assoluto, ma viene escluso perché terzo italiano.

Nei 100 dorso donne Federica Toma conquista la semifinale con un convincente 1’00″56, sesto crono complessivo. Costanza Cocconcelli non prende invece il via. Doppia presenza azzurra anche nei 200 farfalla uomini. Alberto Razzetti è il più veloce di tutti in 1’54″64, mentre Andrea Camozzi chiude quinto in 1’55″95. Beffa per Federico Burdisso: il suo 1’56″08 vale il settimo tempo assoluto, ma non la semifinale per il limite di due atleti per nazione.

Nei 200 misti donne passano Anita Gastaldi, quinta in 2’12″57, e la debuttante Chiara Della Corte, 11ª in 2’13″85. Dopo la delusione di ieri della staffetta maschile, la 4×100 stile libero mixed gira benissimo con Carlos D’Ambrosio, Manuel Frigo, Emma Virginia Menicucci e Alessandra Mao nuotano 3’23″96, terzo tempo delle batterie, e finale conquistata.

In chiusura di mattinata Luca De Tullio conquista la finale dei 1500 stile libero con il nono tempo complessivo. Segue il recap delle batterie del quinto giorno di gare.


50 stile libero donne

  • Record del mondo: 23″55 – Gretchen Walsh
  • Record europeo: 23″61 – Sarah Sjöström
  • Record italiano: 24″09 – Sara Curtis

Sara Curtis parte subito forte nei 50 stile libero e chiude le batterie con il terzo tempo assoluto in 24″33. L’azzurra vince nettamente la propria serie e si inserisce alle spalle soltanto di Milou van Wijk, migliore del mattino in 24″13, e Sarah Sjöström, seconda in 24″21. Marrit Steenbergen è quarta in 24″34, appena un centesimo dietro Curtis: il livello davanti è già molto alto e la semifinale si annuncia particolarmente compatta.

Passa il turno anche Silvia Di Pietro, 14ª assoluta in 24″94, mentre Elena Capretta resta fuori in 25″08. Emma Virginia Menicucci non prende invece il via. Curtis conferma così di essere pienamente dentro la zona che conta anche nella gara più breve dello stile libero, con un crono ancora distante dal suo record italiano di 24″09 ma già sufficiente per presentarsi in semifinale tra le principali candidate alla finale.

I migliori 10 tempi delle batterie

  1. Milou van Wijk (Paesi Bassi) – 24″13
  2. Sarah Sjöström (Svezia) – 24″21
  3. Sara Curtis (Italia) – 24″33
  4. Marrit Steenbergen (Paesi Bassi) – 24″34
  5. Katarzyna Maria Wasick (Polonia) – 24″39
  6. Beryl Gastaldello (Francia) – 24″65
  7. Neza Klancar (Slovenia) – 24″70
  8. Petra Senanszky (Ungheria) – 24″71
  9. Valerie van Roon (Paesi Bassi) – 24″73
  10. Arina Surkova (NAB) – 24″75

14. Silvia Di Pietro (Italia) – 24″94
18. Elena Capretta (Italia) – 25″08

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50 rana uomini

  • Record del mondo: 25″95 – Adam Peaty
  • Record europeo: 25″95 – Adam Peaty
  • Record italiano: 26″20 – Simone Cerasuolo

Simone Cerasuolo firma il miglior tempo delle batterie, migliorando il record italiano dei 50 rana. L’azzurro domina la propria serie in 26″20, abbassando di sette centesimi il precedente 26″27 di Ludovico Blu Art Viberti e mettendo un margine importante su tutta la concorrenza. Alle sue spalle c’è Nicolò Martinenghi, secondo assoluto in 26″65, mentre il tedesco Melvin Imoudu è terzo in 26″84.

La forza e la profondità della rana italiana si vede anche dal destino di Ludovico Blu Art Viberti: il suo 26″90 vale il sesto tempo assoluto, ma non la semifinale perché è il terzo azzurro della graduatoria. Cerasuolo e Martinenghi avanzano dunque con i due migliori crono del turno, un dato che li mette subito al centro della corsa alla finale e alle medaglie.

I migliori 10 tempi delle batterie

  1. Simone Cerasuolo (Italia) – 26″20 – record italiano
  2. Nicolò Martinenghi (Italia) – 26″65
  3. Melvin Imoudu (Germania) – 26″84
  4. Koen de Groot (Paesi Bassi) – 26″85
  5. Ilya Shymanovich (NAA) – 26″89
  6. Ludovico Blu Art Viberti (Italia) – 26″90 – eliminato per limite nazionale
  7. Ivan Kozhakin (NAB) – 26″96
  8. Kirill Prigoda (NAB) – 26″99
  9. Valentin Bayer (Austria) – 27″06
  10. Stepan Babenko (Ucraina) – 27″08


100 dorso donne

  • Record del mondo: 57″13 – Regan Smith
  • Record europeo: 57″99 – Mary-Ambre Moluh
  • Record italiano: 58″92 – Margherita Panziera

Federica Toma centra la semifinale con il sesto tempo complessivo in 1’00″56. L’azzurra chiude terza la propria batteria, alle spalle di Marrit Steenbergen e Camila Rodrigues Rebelo, e si inserisce con margine nella zona qualificazione. Davanti a tutte chiudono appaiate proprio Steenbergen e Mary-Ambre Moluh, entrambe in 59″66, uniche sotto il minuto nella sessione del mattino.

Toma si presenta quindi al turno serale da una posizione interessante, a nove decimi dalle due leader ma già davanti a diverse avversarie di livello. Costanza Cocconcelli non prende invece il via. Il riferimento europeo merita inoltre un aggiornamento: Moluh ha portato il primato continentale a 57″99 pochi giorni fa proprio a Parigi, abbassando il precedente limite di Kathleen Dawson.

I migliori 10 tempi delle batterie

  1. Marrit Steenbergen (Paesi Bassi) – 59″66
  2. Mary-Ambre Moluh (Francia) – 59″66
  3. Pauline Mahieu (Francia) – 1’00″25
  4. Irene Ciercoles Galve (Spagna) – 1’00″38
  5. Camila Rodrigues Rebelo (Portogallo) – 1’00″43
  6. Federica Toma (Italia) – 1’00″56
  7. Katie Shanahan (Gran Bretagna) – 1’00″62
  8. Maaike de Waard (Paesi Bassi) – 1’00″62
  9. Alina Gaifutdinova (NAB) – 1’00″63
  10. Lise Seidel (Germania) – 1’00″72

200 farfalla uomini

  • Record del mondo: 1’50″34 – Kristof Milak
  • Record europeo: 1’50″34 – Kristof Milak
  • Record italiano: 1’54″28 – Federico Burdisso

Alberto Razzetti è il migliore delle batterie dei 200 farfalla. L’azzurro prende subito il controllo della propria serie e chiude in 1’54″64, miglior tempo complessivo della mattinata davanti ad Arbidel Gonzalez Alvarez, 1’55″07, e Krzysztof Chmielewski, 1’55″77. Molto convincente anche Andrea Camozzi, secondo nella stessa batteria di Razzetti e quinto assoluto in 1’55″95. Leon Marchand, tra i nomi più attesi, gestisce invece il turno con il quarto crono in 1’55″90.

La selezione interna costa invece la semifinale a Federico Burdisso: il primatista italiano nuota 1’56″08, settimo tempo assoluto, ma è il terzo azzurro della graduatoria e resta escluso per il limite di due atleti per nazione. Razzetti e Camozzi si presentano dunque al turno serale rispettivamente con il primo e il quinto crono, due riferimenti che li collocano già nel gruppo più competitivo della gara.

I migliori 10 tempi delle batterie

  1. Alberto Razzetti (Italia) – 1’54″64
  2. Arbidel Gonzalez Alvarez (Spagna) – 1’55″07
  3. Krzysztof Maciej Chmielewski (Polonia) – 1’55″77
  4. Leon Marchand (Francia) – 1’55″90
  5. Andrea Camozzi (Italia) – 1’55″95
  6. Kregor Zirk (Estonia) – 1’55″96
  7. Federico Burdisso (Italia) – 1’56″08 – eliminato per limite nazionale
  8. Michal Antoni Chmielewski (Polonia) – 1’56″11
  9. Richard Marton (Ungheria) – 1’56″15
  10. Martin Espernberger (Austria) – 1’56″59

200 misti donne

  • Record del mondo: 2’05″70 – Summer McIntosh
  • Record europeo: 2’06″12 – Katinka Hosszú
  • Record italiano: 2’09″30 – Sara Franceschi

Anita Gastaldi e Chiara Della Corte conquistano entrambe la semifinale dei 200 misti, chiudendo rispettivamente con il quinto e l’undicesimo tempo complessivo. Gastaldi costruisce una prova solida e regolare, passando in 1’00″87 ai 100 e chiudendo in 2’12″57, a sette decimi dal miglior tempo di Anastasia Gorbenko, prima in 2’11″87. Bene anche la debuttante Chiara Della Corte, che tocca in 2’13″85 e si guadagna con margine il turno serale.

Resta invece fuori Anna Pirovano, 18ª in 2’15″97. Davanti, oltre a Gorbenko, si inseriscono Ellen Walshe in 2’12″12 e Abbie Wood in 2’12″23. Gastaldi entra dunque in semifinale già dentro la prima metà della graduatoria, mentre Della Corte conferma un esordio europeo molto convincente e avrà la possibilità di cercare un ulteriore salto di qualità.

I migliori 10 tempi delle batterie

  1. Anastasia Gorbenko (Israele) – 2’11″87
  2. Ellen Walshe (Irlanda) – 2’12″12
  3. Abbie Wood (Gran Bretagna) – 2’12″23
  4. Amalie Smith (Gran Bretagna) – 2’12″45
  5. Anita Gastaldi (Italia) – 2’12″57
  6. Justina Anna Kozan (Polonia) – 2’12″67
  7. Nikoletta Pavlopoulou (Grecia) – 2’13″38
  8. Lea Polonsky (Israele) – 2’13″43
  9. Alba Vazquez Ruiz (Spagna) – 2’13″51
  10. Roos Vanotterdijk (Belgio) – 2’13″83

11. Chiara Della Corte (Italia) – 2’13″85
18. Anna Pirovano (Italia) – 2’15″97


4×100 stile libero mixed

  • Record del mondo: 3’18″48 – Stati Uniti
  • Record europeo: 3’19″68 – Neutral Athletes B
  • Record italiano: 3’21″48 – Italia

L’Italia centra senza problemi la finale della 4×100 stile libero mixed, chiudendo le batterie con il terzo tempo complessivo in 3’23″96. Carlos D’Ambrosio apre in 48″01, Manuel Frigo prosegue in 48″07, quindi Emma Virginia Menicucci nuota 53″86 e Alessandra Mao completa la prova in 54″02. Il quartetto azzurro resta a soli due centesimi dai Paesi Bassi, secondi in 3’23″94.

Davanti a tutti c’è la Repubblica Ceca in 3’23″41, mentre Neutral Athletes B e Gran Bretagna seguono poco più indietro. La finale si presenta quindi molto aperta, con cinque squadre racchiuse in poco più di un secondo: l’Italia parte già da una posizione competitiva e avrà margine per modificare la formazione nell’atto decisivo.

Le qualificate alla finale

  1. Repubblica Ceca – 3’23″41
  2. Paesi Bassi – 3’23″94
  3. Italia – 3’23″96
  4. Neutral Athletes B – 3’24″35
  5. Gran Bretagna – 3’24″50
  6. Svezia – 3’25″58
  7. Francia – 3’25″77
  8. Spagna – 3’26″03

1500 stile libero uomini

  • Record del mondo: 14’30″67 – Bobby Finke
  • Record europeo: 14’32″80 – Gregorio Paltrinieri
  • Record italiano: 14’32″80 – Gregorio Paltrinieri

Luca De Tullio conquista la finale dei 1500 stile libero con il nono tempo complessivo. L’azzurro nuota una prova regolare, resta a lungo sui 30″ bassi per vasca e chiude in 14’59″49. Il suo ingresso tra gli otto finalisti arriva grazie al limite di due atleti per nazione: davanti a lui ci sono infatti tre tedeschi, con Sven Schwarz quinto assoluto ma escluso dalla finale. Il miglior tempo è di Oliver Klemet, primo in 14’48″51 davanti al connazionale Johannes Liebmann, 14’50″83, e al francese Sacha Velly, 14’51″49.

Resta invece fuori Matteo Diodato, decimo in 15’01″30, appena 1″81 alle spalle di De Tullio. Per il pugliese arriva così un pass importante verso la finale di sabato, anche se il distacco dai migliori è già significativo: per avvicinare il gruppo di testa servirà una gara più vicina ai suoi riferimenti migliori.

Le qualificate alla finale

  1. Oliver Klemet (Germania) – 14’48″51
  2. Johannes Liebmann (Germania) – 14’50″83
  3. Sacha Velly (Francia) – 14’51″49
  4. Zalan Sarkany (Ungheria) – 14’51″94
  5. Daniel Wiffen (Irlanda) – 14’52″29
  6. David Betlehem (Ungheria) – 14’57″96
  7. Andrei-Theodor Proca (Romania) – 14’57″97
  8. Luca De Tullio (Italia) – 14’59″49

10. Matteo Diodato (Italia) – 15’01″30


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Autore

Lorenzo
Lorenzo
Orami ex studente di ICT e comunicazione a Torino, sono il GEEK del gruppo (quello che cerca di far funzionare il sito). Mi occupo di IT, consulenza, UX & UI. Divido il mio tempo libero tra PC, progetti più o meno utili e sessioni fotografiche (prevalentemente in orari improponibili).