A Baku è iniziata la Coppa del Mondo 2026, prima tappa del Silk Road Tour che nelle prossime due settimane porterà i protagonisti del nuoto internazionale anche a Tashkent e Astana. Tre giornate in vasca corta che hanno già prodotto tempi di primo piano, con il record mondiale eguagliato da Egor Kornev nei 100 stile libero a prendersi inevitabilmente la copertina.

Il russo è stato il grande protagonista della tappa: tre vittorie, nei 50 dorso, 100 stile libero e 50 farfalla, più l’argento nei 50 stile. Tra le donne il bilancio migliore è invece quello di Marrit Steenbergen, capace di vincere quattro gare. Per l’Italia arrivano tre medaglie, tutte firmate Alberto Razzetti: argento nei 200 misti e bronzo nei 200 farfalla e 400 misti.

Baku ha offerto anche il 20″22 di Cameron McEvoy nei 50 stile libero, il record asiatico di Yu Yiting nei 200 misti e le tre vittorie del versatile Luke Barr. Indicazioni importanti in una Coppa del Mondo che quest’anno accompagna direttamente verso i Mondiali in vasca corta di Pechino.

Segue il recap con i risultati principali della prima tappa della Coppa del Mondo di nuoto 2026.


Kornev si prende Baku

Il risultato della settimana arriva nella seconda giornata. Egor Kornev passa ai 50 metri dei 100 stile libero in 21″62 e torna in 23″22: 44″84, esattamente il tempo con cui Kyle Chalmers detiene dal 2021 il record mondiale.

Per Kornev significa anche cancellare uno dei primati europei più longevi della vasca corta, il 44″94 nuotato da Amaury Leveaux nel 2008.

Il russo aveva già mostrato la propria condizione nei 50 stile libero, chiusi al secondo posto in 20″26 alle spalle del 20″22 di Cameron McEvoy. Poi sono arrivati il successo nei 50 dorso in 22″23, a dodici centesimi dal record mondiale di Kliment Kolesnikov, e quello nei 50 farfalla in 21″64, nuovo record russo e terza prestazione mondiale di sempre.

Quattro gare e tre specialità differenti che fanno di Kornev il primo grande protagonista della Coppa del Mondo 2026.

Tema forte di questa tappa è stato il ritorno a pieno titolo degli atleti russi sulla scena internazionale, nuovamente in gara con bandiera e inno. Un rientro che ha avuto subito un peso anche tecnico: oltre alle tre vittorie di Egor Kornev, sono arrivati il successo di Evgeniia Chikunova nei 200 rana, quello di Kirill Prigoda nei 100 rana e diversi altri podi.

Dopo anni di presenza limitata o sotto status neutrale, Baku ha mostrato quanto il ritorno della Russia possa incidere sugli equilibri del nuoto internazionale, soprattutto in vista dei Mondiali in vasca corta di Pechino.


Steenbergen, quattro vittorie in tre specialità

Al femminile è Marrit Steenbergen a lasciare Baku con il bottino più ricco. L’olandese ha vinto i 50 dorso in 25″75, i 100 misti in 56″82, i 100 dorso in 55″17 e infine i 100 stile libero in 50″78.

A questi risultati ha aggiunto anche il secondo posto nei 200 misti, confermando una versatilità che le permette di attraversare dorso, stile libero e misti mantenendosi ai vertici.

Proprio nei 200 misti è arrivato uno degli altri tempi più significativi della tappa: Yu Yiting ha vinto in 2’02″80, nuovo record asiatico. La cinese aveva già conquistato i 400 misti in 4’24″09.

Tra le sorprese della tappa c’è anche Luke Barr, 23enne statunitense cresciuto nel programma dell’Indiana University. Ancora poco conosciuto sulla scena internazionale, a Baku ha vinto tre gare: 100 e 200 misti, questi ultimi davanti ad Alberto Razzetti, e 200 rana, dove in 2’01″73 ha battuto anche il primatista mondiale Caspar Corbeau.


Razzetti tre volte sul podio

La spedizione italiana, ridotta nei numeri, trova in Alberto Razzetti il suo protagonista. L’azzurro lascia Baku con tre medaglie in altrettante specialità.

La giornata più intensa è stata la seconda. Nei 200 misti Razzetti ha conquistato l’argento in 1’52″41, dietro a Luke Barr (1’51″34), per poi tornare in acqua nei 200 farfalla e chiudere terzo in 1’51″53, alle spalle di Chen Juner e So Ogata.

«Stanco sicuramente. È sempre una doppietta difficile, ma è sempre divertente farla. Ormai ci sono abbastanza abituato», ha commentato dopo le due finali.

Il terzo podio è arrivato nei 400 misti, dove il 4’01″25 dell’azzurro è valso il bronzo dietro a Carson Foster, autore di un notevole 3’57″23, e Ilia Borodin.

Tre piazzamenti che rappresentano un buon punto di partenza nel percorso verso i Mondiali in vasca corta di Pechino. Lorenzo Mora, l’altro azzurro presente a Baku, si è invece fermato nelle batterie di 50 e 200 dorso.


Da Baku a Tashkent

Tra gli altri risultati della tappa spiccano il 20″22 di Cameron McEvoy nei 50 stile libero, nuovo record oceanico, il 49″11 con cui Pieter Coetze ha stabilito il primato africano dei 100 dorso e le vittorie di Evgeniia Chikunova nei 200 rana, Siobhan Haughey nei 200 stile libero e Carson Foster nei 400 stile e 400 misti.

Il circuito ripartirà quasi immediatamente: dall’8 al 10 ottobre la Coppa del Mondo farà tappa a Tashkent, prima del gran finale di Astana dal 15 al 17 ottobre.

E dopo quanto visto a Baku, soprattutto una domanda accompagnerà il viaggio verso l’Uzbekistan: il 44″84 di Kornev resterà un record mondiale condiviso ancora a lungo?


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Autore

Federico
Federico
Una laurea Magistrale in Filosofia presso l'Università di Pavia, un'innata passione per la scrittura, la comunicazione e i social network. Nel 2010, in una serata post allenamento, ho creato nuoto uno stile di vita, da quel giorno mi sono fermamente convinto di una cosa: "tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si nuota" (semicit). No, dopo 5 anni di università non ho capito se sia peggio Kant o un 400 misti.