Da Baku ad Astana, passando per Tashkent, lungo una moderna Via della Seta. Domani, 1° ottobre, prenderà il via la Coppa del Mondo di nuoto 2026, tre settimane di gare in vasca corta che accompagneranno alcuni dei migliori nuotatori del panorama internazionale verso i Mondiali di Pechino, in programma dall’1 al 6 dicembre.
World Aquatics ha ribattezzato l’edizione 2026 Silk Road Tour, costruendo il circuito attraverso tre città legate, in maniera diversa, alle antiche rotte commerciali che per secoli hanno messo in comunicazione Oriente e Occidente. La Via della Seta non era infatti un’unica strada, ma una vasta rete di percorsi attraverso l’Eurasia lungo i quali viaggiavano merci, persone, culture e conoscenze. Baku ne rappresentava uno degli snodi occidentali sul Mar Caspio, Tashkent sorge nel cuore dell’Asia centrale e l’area dell’attuale Kazakhstan era attraversata da importanti diramazioni settentrionali.
Il viaggio della Coppa del Mondo seguirà la stessa direzione: Baku dall’1 al 3 ottobre, Tashkent dall’8 al 10 e Astana dal 15 al 17. Un calendario compatto che quest’anno assume un significato particolare, perché il circuito è stato collegato direttamente ai Mondiali in vasca corta di Pechino attraverso il nuovo programma di wild card.
Dalla Via della Seta a Pechino
La scelta delle sedi permette a World Aquatics di portare la Coppa del Mondo in territori ancora relativamente poco frequentati dal grande nuoto internazionale. Baku ospiterà il primo evento World Aquatics nella storia dell’Azerbaigian, mentre anche Tashkent rappresenterà una tappa inedita per il circuito, all’interno della nuova Olympic City della capitale uzbeka. Astana chiuderà invece il Tour in Kazakhstan.
La componente geografica si intreccia però con quella sportiva. A meno di due mesi dai Mondiali, le tre tappe offriranno un primo confronto diretto in vasca corta e, soprattutto, una possibilità concreta di conquistare un posto a Pechino attraverso il nuovo Wild Card Programme.
Per ottenere l’invito sarà necessario partecipare ad almeno due tappe, salire sul podio in una gara individuale e realizzare nella stessa specialità il tempo limite A previsto per i Mondiali. La Coppa del Mondo diventa così parte integrante dell’avvicinamento a Pechino: non soltanto un circuito a premi, ma anche una delle strade attraverso cui costruire la partecipazione all’ultimo grande appuntamento internazionale del 2026.
La Coppa del Mondo diventa una via di qualificazione
La principale novità del 2026 è il Wild Card Programme, introdotto in via sperimentale da World Aquatics proprio per collegare il circuito ai Mondiali.
Il meccanismo richiede tre condizioni precise. Un atleta deve partecipare ad almeno due delle tre tappe della Coppa del Mondo, salire almeno una volta sul podio di una gara individuale e, nella stessa prova, ottenere un tempo pari o migliore dello standard A previsto per Pechino.
La wild card appartiene direttamente all’atleta che l’ha conquistata e non può essere trasferita dalla federazione a un altro nuotatore. Ogni nazionale può ottenere al massimo tre atleti wild card, indipendentemente dal genere, e non più di una wild card nella stessa gara individuale.
L’aspetto più interessante riguarda però le quote. Gli atleti invitati attraverso questo percorso si aggiungono al limite ordinario di due nuotatori per gara e anche al tetto di 26 uomini e 26 donne previsto per ciascuna federazione. In determinate condizioni sarà quindi possibile vedere tre atleti della stessa nazione nella medesima prova individuale.
La Coppa del Mondo diventa così qualcosa di diverso rispetto al passato: non soltanto occasione per accumulare premi, confrontarsi in vasca corta e cercare tempi importanti, ma un passaggio che può modificare concretamente la composizione delle squadre presenti a Pechino.
Dieci corsie: il test continua fino ai Mondiali
Il collegamento tra Coppa del Mondo e Pechino passa anche attraverso il formato di gara. World Aquatics sta infatti sperimentando l’utilizzo di dieci corsie nelle fasi decisive delle prove individuali fino ai 400 metri, ampliando il tradizionale formato a otto.
La sperimentazione proseguirà anche ai Mondiali in vasca corta, dove semifinali e finali delle prove individuali fino ai 400 metri utilizzeranno dieci corsie. Staffette, 800 e 1500 continueranno invece a essere disputati su otto. L’obiettivo dichiarato è ampliare il numero di atleti e federazioni in grado di raggiungere le fasi decisive.
È un cambiamento apparentemente semplice, ma che può incidere sulle dinamiche di qualificazione e sulla profondità delle finali, soprattutto nelle distanze dove pochi centesimi separano spesso l’ottavo dal decimo posto.
Pechino chiude la stagione internazionale
Il punto d’arrivo sarà il National Aquatics Centre di Pechino, il celebre Water Cube costruito per i Giochi Olimpici del 2008 e successivamente utilizzato anche durante Pechino 2022. Dal 1° al 6 dicembre ospiterà la diciottesima edizione dei Mondiali in vasca corta, con oltre mille atleti attesi da più di 200 Paesi.
Il periodo di qualificazione resterà aperto fino al 15 novembre 2026, quindi quasi un mese dopo la conclusione della Coppa del Mondo. Gli standard di ingresso possono essere ottenuti in manifestazioni riconosciute da World Aquatics sia in vasca da 25 sia da 50 metri, all’interno della finestra iniziata il 27 luglio 2025.
Appuntamento a domani per la prima tappa del Silk Road Tour 2026.
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Autore

- Una laurea Magistrale in Filosofia presso l'Università di Pavia, un'innata passione per la scrittura, la comunicazione e i social network. Nel 2010, in una serata post allenamento, ho creato nuoto uno stile di vita, da quel giorno mi sono fermamente convinto di una cosa: "tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si nuota" (semicit). No, dopo 5 anni di università non ho capito se sia peggio Kant o un 400 misti.
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