Sara Curtis entra nella storia del nuoto mondiale. Nella semifinale dei 50 dorso agli Europei di Parigi 2026, l’azzurra nuota 26”63 e firma il nuovo record del mondo, migliorando di 23 centesimi il precedente primato di Kaylee McKeown.
Curtis era arrivata a Parigi da primatista europea con il 27”07 del Settecolli. In poche settimane porta il proprio limite giù di altri 44 centesimi, diventa la prima donna europea sotto i 27 secondi e soprattutto la più veloce di sempre sulla distanza.
Nel giorno in cui un’eclissi solare attraversa l’Europa, a Parigi nasce una nuova stella del nuoto mondiale. Pochi minuti dopo l’inizio dell’eclissi parziale visibile sulla capitale francese, Sara Curtis si presenta sui blocchi della seconda semifinale degli Europei di Parigi 2026 e nuota 26”63. È il nuovo record del mondo. A Parigi l’eclissi è iniziata alle 19:22 e raggiungerà il massimo poco dopo le 20:17, con oltre il 92% del disco solare coperto: una coincidenza quasi troppo precisa per non entrare nel racconto di una serata destinata a restare nella storia del nuoto italiano.
Il dato che conta, però, è quello del cronometro. 26”63 significa togliere 23 centesimi al 26”86 con cui Kaylee McKeown deteneva il record mondiale dal 20 ottobre 2023. Su una gara di cinquanta metri è un margine enorme. Curtis non si limita inoltre a diventare la prima europea sotto i 27 secondi: quel confine, che fino a poche settimane fa rappresentava il suo prossimo obiettivo, viene superato di colpo di 37 centesimi.
E qui sta forse la parte più impressionante del record.
Curtis era arrivata agli Europei già da primatista continentale grazie al 27”07 del Settecolli, tempo che a giugno aveva cancellato il 27”10 di Kira Toussaint. In meno di due mesi il limite europeo passa quindi da 27”07 a 26”63: 44 centesimi di progresso, una misura che nei 50 dorso rappresenta un vero cambio di scala.
Dal record europeo al vertice mondiale
La progressione del 2026 raccontava già una Curtis in rapida trasformazione. Prima il record italiano di 27”33 agli Assoluti, poi il 27”23 nelle batterie del Settecolli e infine il 27”07 con cui aveva portato per la prima volta il primato europeo in Italia.
A Parigi sembrava esserci ancora spazio per limare qualcosa. In mattinata Curtis aveva guidato le batterie in 27”31, senza bisogno di avvicinarsi al proprio limite. Ma in semifinale accade qualcosa di completamente diverso.
Quando compare 26”63, anche il confronto con le avversarie aiuta a comprendere la portata della prestazione. Alina Gaifutdinova realizza a sua volta un enorme 26”91, diventando un’altra atleta capace di infrangere la barriera dei 27 secondi, eppure termina a 28 centesimi dall’azzurra. Mary-Ambre Moluh è terza in 27”25. Non si tratta quindi soltanto di vincere una semifinale: Curtis produce un tempo che stacca nettamente una concorrenza di livello mondiale.
Cade inevitabilmente anche il record dei campionati, il 27”19 appartenuto a Kathleen Dawson dal 2021. Curtis lo abbassa di 56 centesimi.
Non un lampo isolato
Sarebbe facile raccontare il 26”63 come un’esplosione improvvisa. In realtà arriva al termine di una crescita che negli ultimi due anni ha progressivamente allargato il profilo tecnico dell’azzurra.
Curtis si è imposta inizialmente soprattutto come velocista dello stile libero, ma nel dorso ha trovato una dimensione sempre più internazionale. Prima i risultati giovanili, poi la crescita in vasca corta, infine il salto definitivo nella vasca lunga.
Il 26”63 modifica però la prospettiva. Fino al Settecolli Curtis era una delle migliori dorsiste europee e una candidata credibile alle medaglie internazionali. Da questa sera è il riferimento mondiale della distanza.
E c’è un dettaglio importante: siamo ancora in semifinale.
La finale dei 50 dorso agli Europei di Parigi deve ancora essere disputata e il record, per quanto enorme, non assegna una medaglia.
Nel cielo di Parigi l’eclissi continua il suo corso. In piscina, intanto, una nuova stella ha già trovato il proprio tempo di riferimento.
26”63. Sara Curtis.
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Autore

- Una laurea Magistrale in Filosofia presso l'Università di Pavia, un'innata passione per la scrittura, la comunicazione e i social network. Nel 2010, in una serata post allenamento, ho creato nuoto uno stile di vita, da quel giorno mi sono fermamente convinto di una cosa: "tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si nuota" (semicit). No, dopo 5 anni di università non ho capito se sia peggio Kant o un 400 misti.
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