I Criteria racchiudono in loro stessi qualcosa di speciale, un valore differente da qualsiasi altra gara. Lo si vede negli occhi sognanti dei più piccoli che si accendono di luce nuova per la prima volta quando entrano allo Stadio del Nuoto di Riccione e improvvisamente si sentono grandi. Catapultati nella piscina che ha visto le gesta di Federica Pellegrini, Gregorio Paltrinieri, Simona Quadarella e Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi e Sara Curtis. Non è solo emozione, è la scoperta improvvisa di potersi sentire grandi, di poter appartenere, anche solo per un istante, a qualcosa di immensamente più grande di loro.

I Criteria portano con sé emozioni uniche. Sono le emozioni dei giovani, sognatori per definizione e maestri di speranze. Ogni sorriso custodisce una promessa, ogni lacrima racconta quanto si è disposti a rischiare per inseguirla. Perché a quell’età si sogna senza difese, senza compromessi. E proprio per questo si sente tutto, fino in fondo.

I Criteria non sono solo una competizione. Sono un passaggio. Un confine sottile tra ciò che si è stati e ciò che si può diventare. Sono il primo vero palcoscenico, quello in cui si impara a stare sotto le luci, ma soprattutto a convivere con le proprie aspettative, con le proprie paure, con la propria voce interiore.

E poi ci sono le voci, appunto. Tremanti, spezzate, oppure piene, luminose, esplosive. Voci che raccontano storie ancora in divenire, che non hanno ancora trovato una forma definitiva. È questo il loro valore più autentico: essere imperfette, sincere, vive. Il filo che lega tutto? Sogni e speranze. Sempre loro. Gli stessi che oggi prendono forma nelle parole e nelle emozioni di Carlos D’Ambrosio e Lucrezia Mancini, due tra le voci più forti di questa edizione. Non perché siano le uniche, ma perché in loro – come in tanti altri – si riflette perfettamente l’essenza dei Criteria: il coraggio di sognare, quando tutto è ancora possibile.


Carlos D’Ambrosio abbiamo imparato a conoscerlo negli ultimi due anni: prima le Olimpiadi, poi i Mondiali e i poco tempo é già diventato una certezza della nostra Nazionale. Lucrezia Mancini, invece, impareremo a conoscerla nei prossimi anni: é una giovane ranista, specialista dei 200, già a podio agli scorsi Assoluti in vasca corta.

Quando chiediamo a entrambi come sia andato il proprio Criteria, entrambi rispondono con un entusiasmo devastante. Seppur per entrambi sia un appuntamento di passaggio, con focus principale sugli Assoluti, la voglia di confrontarsi con i propri coetanei rende questo momento magico.

Lucrezia: I Criteria sono da sempre per me una tappa fondamentale ma semplicemente perché quando ero piccola li vedevo come un sogno. Volevo onorare questa tappa. Il mio Criteria è iniziato subito con i 200 rana al mattino. Non nego che avevo un po’ di tensione non avendo scaricato (il focus è sugli Assoluti) avevo quell’ansietta di non riuscire a fare quello che volevo fare, migliorare il mio tempo. Per me è stato bellissimo perché quando sono arrivata ho visto tutte le persone accanto a me, le persone a cui voglio veramente bene. I camera di chiamata parlavo con le altre ragazze, del fatto che siamo cresciute assieme, il nuoto ci ha legato tantissimo. È partito tutto da là, da quel Criteria, da quel divertimento. Con il mio primo Criteria, ho fatto la mia prima Nazionale e poi è stato un susseguirsi.
Sui 100 pensavo di andare meglio, il 50 non è la mia gara… ho cercato di tenere alta la concentrazione! Mi congratulo con Francesca Petrillo che ha vinto la gara e mi ha tolto la tripletta.

Il valore della sconfitta, in una società dominata dal successo

Carlos: A me i Criteria piacciono tanto, è un’esperienza fantastica: gareggiare con persone con cui sono cresciuto, con amici e avversari, è sempre stupendo. Anche quest’anno sono andati bene i 200 stile libero, ho fatto Record italiano come lo scorso anno pur non avendoli preparati – ho allegerito solo due giorni. Riprendermi il Record Italiano era una sfida, anche se solo di un centesimo.

Non stavo male in acqua, mi aspettavo un buon tempo ma 1’40”6 è davvero molto buono!

Oltre ai 200, il giovane stileliberista si è particolarmente distinto anche sui 100: 45″68 e seconda prestazione di sempre in Italia, oltre che tra i migliori dieci tempi Mondiali stagionali. Carlos D’Ambrosio non è solo una solida certezza dei 200 stile libero ma anche della gara regina, dove ormai sa battersi con i migliori. E chissà, un giorno sarà suo anche quel Record?

Carlos: Sicuramente, non lo nego, non stavo malissimo e ho provato a fare un buon tempo, non puntavo al Record italiano ma volevo scendere sotto i 46”. Speriamo di migliorare in futuro. È un obiettivo alla portata, ci proverò ma l’importante è sempre migliorare.

Per Lucrezia Mancini, invece, un 200 rana di livello Assoluto: con il suo 2’21″78, a soli 18 anni entra di diritto tra le Atlete capaci di insidiare il Record di Lisa Angiolini che si, pare ancora lontano, ma assolutamente non irraggiungibile!

Lucrezia: Io penso che in questo momento non so quale sia il mio limite. So che ho lavorato tanto per questo e tutti questi lavori che abbiamo fatto fino ad ora mi porteranno ad avere un buon risultato. Abbiamo lavorato sempre passo dopo passo ma senza affrettare nulla. Il Record di Lisa è un obiettivo che un giorno vorrei raggiungere ma in questo momento faccio le cose con calma e senza correre. È un gran record quello che Lisa ha fatto agli Assoluti, già poter gareggiare assieme a loro è stata un’emozione davvero tanto forte. Quando ho vinto la medaglia agli Assoluti a novembre per me è stato un’emozione davvero tanto forte: sapere che sono vicina ad atlete che hanno partecipato alle Olimpiadi è un onore.

Per entrambi, da domani, l’appuntamento con la vasca lunga e gli Assoluti.

Carlos: Porterò 100 e 200 stile libero più le staffette delle Fiamme Gialle. Il mio obiettivo è provare a fare un buon tempo e qualificarmi all’Europeo, c’è solo quello come obiettivo in questa stagione. Vorrei qualificarmi e togliermi il pensiero. Sicuramente se faccio il tempo, sarò più tranquillo e potrò fare qualcosa di diverso, divertirmi di più per poi provare a preparare l’Europeo per bene.

Lucrezia: L’obiettivo per me è riuscire a fare il tempo per gli Europei junior, abbassare il mio tempo e magari provare ad arrivare tra le prime tre. In vasca lunga il livello è più alto rispetto alla corta, ci sono tante atlete forti in cerca di risultato. Il mio obiettivo è migliorare il mio tempo e magari tornare tra le prime tre come in vasca corta.

Che poi, prime tre può aprire a qualcosa di ancora più grande…

Mantengo i piedi per terra! So di non avere niente da perdere, me lo ripeto sempre: “non hai niente da perdere, solo da guadagnare”. Io andrò li e proverò a dare il mio meglio.

Non volevamo alzare le aspettative però, beh, a 18 anni sognare é più che lecito

Io penso che sognare sia una delle parti più divertenti dello sport. Io so che lo sport è un sogno ad occhi aperti. Io parlo sempre di sogni, perché tornando indietro, se penso a tutto ciò che sono diventata ora e come ero da piccola, penso: “ma quanta strada ho fatto?” Da piccola questo era il mio sogno, credo che sognare sia una parte fondamentale dello sport perché non te lo vieta nessuno!

E se la giovane Lucrezia sogna ad occhi aperti, ma sempre con i piedi per terra, Carlos D’Ambrosio ha già conquistato alcuni dei suoi sogni nel cassetto. Lo scorso Campionato mondiali di Singapore lo ha definitivamente consacrato ed esaltato nel nuoto mondiale, con una finale che gli ha regalato la sesta posizione iridata. Ai prossimi europei, dati e risultati alla mano, si presenterà da favorito e a 19 anni é davvero un gran risultato.

Carlos: A livello italiano c’è un po’ più di pressione perché ho fatto il Record italiano, quindi.. A livello mondiale o europeo la soffro di meno perché non ci sono aspettative su di me. Cerco di stare tranquillo e di godermi. Anche perché di fatto sarà il mio primo europeo!

Nei suoi allenamenti c’è anche Alessandro Ragaini, grande amico e talento, come lui, dei 200 stile libero. Un connubio che sta funzionando e che sprona i due amici negli allenamenti di tutti i giorni.

Alessandro è un grandissimo atleta e un grandissimo amico! Siamo avversari ma siamo davvero grandi amici, è un bravissimo ragazzo. È importantissimo avere qualcuno con cui allenarsi, ha preso questa decisione proprio per questo. Lavoriamo sempre assieme, sull’aerobico, sui passi del 200, mi trovo bene a lavorare con lui, sono contentissimo che sia venuto qui a Verona.

I CRITERIA 2026 RACCONTATI DAI SUOI PROTAGONISTI: CARLOS D’AMBROSIO E LUCREZIA MANCINI 4

Infine, abbiamo chiesto ad entrambi un consiglio per i più giovani. Da parte di Carlos con gli occhi di chi ha già fatto passi da gigante, da parte di Letizia con gli occhi di chi sta vivendo il suo sogno.

Carlos: Sicuramente quello di guardare sé stessi e non avere paura di approcciarsi alle gare, insistere su qualche passaggio. Ma soprattutto, essere felici, non avere paura in gara, divertirsi sempre!

Un po’ di leggerezza natatoria?

Si leggerezza!

Letizia: Penso che il grande step sia stato quello mentale: mi reputo una ragazza che quando si pone un obiettivo cerca di raggiungerlo in tutti i modi possibili. Ho fatto uno step quando mi sono resa conto delle mie potenzialità. Prima vedevo le prime tre come irraggiungibili, poi mi sono resa conto delle mie potenzialità, che non ho nulla da perdere e solo da guadagnare.

E dove credi di poter ancora migliorare?

Io penso di poter migliorare sulla gestione della gara, ho sempre la stessa gestione da quando sono piccola: sparare all’ultimo! Probabilmente migliorando i primi 100, i margini di miglioramento sono là.


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Profilo Autore

Sara
Sara
Laureata in Scienze Linguistiche, è entrata in piscina per la prima volta alla tenera età di 3 anni e da quel momento non se n'è più andata. Aspirante giornalista e intervistatrice per diletto, le piace parlare (dicono sia anche logorroica) e vivere di emozioni. Lo Sport è così importante che ha scelto un Master in Sport Digital Marketing & Communication.