129 anni fa, come oggi, l’11 aprile 1896, si disputavano ad Atene le prime gare di nuoto dei Giochi Olimpici moderni. Non c’erano corsie, blocchi di partenza, cronometri digitali. Non c’era nemmeno una piscina. C’erano il mare, il freddo, il vento, le onde della Baia di Zea. C’erano tre distanze: 100, 500 e 1200 metri. C’era un’idea antica e nuova allo stesso tempo: che lo sport potesse essere misura dell’uomo.
Da quel giorno è iniziata una lunga traversata, fatta di cambiamenti tecnici, culturali e simbolici. Il nuoto è evoluto come evolve ciò che resta vivo: si è adattato, ha cambiato forma e ritmo.
Un secolo che ha cambiato tutto
Nel 1904 si gareggiò per la prima (e unica) volta in yard, a St. Louis.
Nel 1908, il dorso e la rana divennero ufficialmente stili olimpici, e per la prima volta si nuotò in una piscina costruita appositamente, lunga 100 metri, all’interno dello stadio di Londra.
Nel 1912, a Stoccolma, le donne entrarono nel programma del nuoto olimpico, segnando una tappa fondamentale per l’inclusività dello sport.
Nel 1924, a Parigi, si gareggiò finalmente in una piscina da 50 metri, dando forma alla lunghezza standard che conosciamo oggi.
Poi, nel tempo, arrivarono le virate moderne, i separatori di corsia le piastre…
Nel 1956 il farfalla divenne stile a sé.
Nel 1988, dopo quasi un secolo, arrivò anche il 50 stile libero. Da quel momento, anche la velocità pura trovò il suo spazio anche ai Giochi.
E alla fine arrivarono i cinquantini
Per anni il 50 stile libero è stato l’unico sprint riconosciuto ai Giochi. Chi nuotava 50 rana, 50 dorso, 50 farfalla poteva esprimersi solo ai Mondiali o agli Europei. Oggi non è più così.
Pochi giorni fa, il CIO ha annunciato l’introduzione ufficiale di 50 rana, 50 dorso e 50 farfalla nel programma olimpico, a partire da Los Angeles 2028. Il programma olimpico di nuoto salirà così a 41 gare. Un numero record.
Uno sport in costante evoluzione
C’è chi vede nei cinquantini una resa allo show, una spettacolarizzazione eccessiva. Ma la verità è che questa scelta parla il linguaggio del tempo in cui viviamo. Viviamo nell’era della massima specializzazione, dell’istante assoluto, del gesto perfetto. I cinquantini sono espressione radicale di controllo, forza, esplosività, dettaglio.
Un errore non si corregge. Non c’è ritorno. Non c’è strategia. Solo istinto e precisione. Non sono gare per chi nuota bene. Sono gare per chi nuota alla perfezione. In 22 secondi si gioca una vita. E questo, nel bene o nel male, è profondamente olimpico.
Come è stata accolta la notizia
L’annuncio dell’introduzione dei 50 metri dorso, rana e farfalla nel programma olimpico di Los Angeles 2028 ha suscitato diverse reazioni tra i grandi nomi del nuoto internazionale. Adam Peaty ha accolto con entusiasmo la notizia, sottolineando come questa decisione offra nuove opportunità agli specialisti dello sprint:
“Questo è il miglior risultato per il nostro sport. Permetterà a più persone di farne parte più a lungo. Ho una buona sensazione per i prossimi tre anni”.
Anche Sarah Sjöström, detentrice del record mondiale nei 50 farfalla, ha espresso soddisfazione:
“Tutti i 50 finalmente inseriti nel programma olimpico. La notizia migliore di sempre per il mondo del nuoto“.
Celebra anche Michael Andrew che sui social racconta:
“Oggi è il giorno più bello della mia carriera sportiva. Non pensavo sarebbe mai successo. L’impatto che avrà questa decisione sul nostro sport sarà enorme”.
Acqua e tempo: una storia che scorre
Dal mare del 1896 alle piscine hi-tech del 2028, il nuoto ha seguito il passo della storia. Si è lasciato attraversare dal cambiamento, come fa l’acqua con il tempo. Ha custodito le sue radici e ha saputo evolversi. Ha accolto nuove forme, nuovi corpi, nuovi modi di vincere e perdere.
E ora, nel gesto secco e assoluto di un cinquantino, continua a trovare e promuovere il suo senso originario: misurare l’essere umano con l’unico elemento che non si lascia dominare del tutto. L’acqua.
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Profilo Autore

- Una laurea Magistrale in Filosofia presso l'Università di Pavia, un'innata passione per la scrittura, la comunicazione e i social network. Nel 2010, in una serata post allenamento, ho creato nuoto uno stile di vita, da quel giorno mi sono fermamente convinto di una cosa: "tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si nuota" (semicit). No, dopo 5 anni di università non ho capito se sia peggio Kant o un 400 misti.
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