Rio de Janeiro, 7 agosto 2016
E’ arrivato in modo quasi inaspettato il primo oro di Michael Phelps all’edizione numero XXXI dei giochi olimpici in corso in Brasile. Compare all’ultimo sul piano vasca come staffettista della 4×100 stile statunitense, e con una frazione incredibile riesce a trasportarla sul gradino più alto del podio. Si allunga così la striscia di successi di Phelps, arrivando a quota 23 medaglie olimpiche (di cui ben 19 sono proprio del metallo più pregiato).
Questa la classifica finale della 4×100 stile maschile:
- Stati Uniti 3:09.92
- Francia 3:10.53
- Australia 3:11.37
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Il cannibale di Baltimora è tornato ed è più affamato che mai. E’ tornato “per sistemare quello che aveva lasciato in sospeso a Londra 2012” – così ha dichiarato nelle interviste dei giorni scorsi – è tornato per spostare ancora un po’ più in là quel confine che lo divide dal resto del mondo. Lui dio del nuoto, gli altri comuni mortali. E’ tornato perché non può stare lontano dal nuoto, dall’adrenalina, dal continuo desiderio di migliorarsi, ancora e ancora.
Questa sera alle 18 scenderà in vasca per la prima delle sue tre gare individuali, saranno le batterie dei 200 delfino, forse la gara più ostica per il pluri-medagliato americano, di fatto sembrano super-favoriti su questa distanza Laszlo Cseh e Daiya Seto, ma Phelps si è mostrato particolarmente aggressivo, particolarmente in forma, particolarmente Phelps, oserei dire.
Non pesano i suoi 31 anni, non pesa il fatto che sia diventato padre. Michael Phelps sembra quell’eterno giovane che non invecchia mai, gli anni passano per tutti, ma non per lui. Ogni tanto sulla terra nascono uomini a cui il destino regala la straordinaria possibilità di stravolgere la storia. Uomini in grado di abbattere qualsiasi record, capaci delle più memorabili imprese, capaci di sradicare ed eliminare anche le variabili più avverse. Questi uomini sembrano provenire direttamente dall’olimpo degli Dei, questi uomini diventano protagonisti di storie che sembrano eterne, avventure che sembrano non smettere mai di stupire e meravigliare e impressionare i fortunati spettatori. Questi uomini non sono semplicemente in grado di oltrepassare quel confine che divide i comuni mortali dai campioni o i fenomeni, no, questi uomini tracciano nuovi limiti, divenendo così leggende. Michael Phelps è una di queste.
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