MICHAEL PHELPS: LO SQUALO DI BALTIMORA

Ci sono alcune storie che sembrano direttamente essere scritte dal fato. Quella di Michael Phelps è una di queste. Il copione della sua straordinaria vita sembra essere stato dettato direttamente da una divinità greca: da Sidney ad Atene, da Pechino a Londra e infine l’ultimo capitolo nella leggendaria Rio de Janeiro. Quella che vi apprestate a leggere è la storia del Kid di Baltimora, il bambino diventato leggenda, il nuotatore più forte che il mondo abbia mai conosciuto, l’atleta che ha battuto qualsiasi record.

Michael Fred Phelps nasce a Baltimora il 30 giugno 1985, inizia a nuotare a 7 anni perché dotato di una grande energia interna da sfogare. Quando aveva 9 anni la maestra elementare disse a Debbie, la madre di Michael, che il bambino non riusciva a concentrarsi su una cosa a lungo. Si sbagliava. Lui nel nuoto si riusciva a concentrare, eccome. A 12 anni, seguendo il consiglio dell’allenatore Bob Bowman (da cui verrà seguito per tutta la carriera) inizia a dedicarsi seriamente al nuoto, due anni più tardi deterrà il record della categoria ragazzi su 400m e 800m stile libero, su 100 e 200m farfalla e su 200 e 400m misti.

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Ai Giochi Olimpici di Sidney 2000, a soli 15 anni, fa la sua prima comparsa in campo internazionale. Gareggia nei 200 farfalla, chiude la finale al quinto posto con con il tempo di 1’56″50. Il 30 marzo 2001 ai campionati Statunitensi di Austin, all’età di 15 anni e 9 mesi, vince i 200 farfalla con il tempo di 1’54’’92: diviene il più giovane nuotatore a battere un record del mondo; questo sarà solo il primo di una lunga serie di primati che andrà a conquistare nei suoi 16 anni di carriera. Pochi mesi dopo, ai campionati di Fukuoka 2001, abbassa ulteriormente quel crono e conquista il primo titolo mondiale.

Due anni dopo, ai campionati mondiali di Barcellona 2003, mostra in anteprima assoluta al mondo le sue doti sovrannaturali: partecipa a 4 gare individuali e 2 staffette, porta a casa 4 ori, 2 argenti e 5 record del mondo. Il Kid di Baltimora inizia a diventare leggenda: è il primo a battere 5 record mondiali in una singola edizione dei giochi. A soli 18 anni viene eletto miglior nuotatore dell’anno, conquistando quello scettro che dal 2001 era nelle mani di Ian Thorpe.

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Ai Giochi Olimpici di Atene 2004 arriva con un preciso obiettivo: battere il record di Mark Spitz (7 ori olimpici a Monaco ’72 – LEGGI LA BIO), conquistando 8 ori nella stessa edizione. L’impresa sfuma il 16 agosto 2004 quando arriva solo terzo nella finale dei 200 stile libero; il bronzo che non va comunque a cancellare quella che è senza dubbio una delle pagine più affascinanti della storia del nuoto, Michael Phelps da Atene se ne va con un bottino di 6 ori, 2 bronzi, 3 record mondiali e 3 record olimpici. Con 8 medaglie vinte nella stessa olimpiade Phelps ha un posto assicurato nella HALL of FAME del NUOTO.

Ai campionati di Montreal 2005 vince 5 ori e un argento, mentre 2 anni dopo, ai campionati di Melbourne 2007, sono 7 gli ori che vince e 5 i record mondiali che abbatte. Il suo nome diviene leggenda: Phelps diventa sinonimo di squalo, di vittoria, di immortale. Ai Giochi Olimpici di Pechino 2008 arriva da super-favorito: quella che compie è una di quelle imprese che stanno al confine tra realtà e l’immaginazione, una di quelle storie che rendono uomini comuni eroi immortali. Vince otto ori e abbatte 7 record del mondo. 100 e 200m farfalla, 200m stile libero, 200 e 400m misti, e le staffette 4×100 e 4×200 stile libero e 4×100 misti. Il Kid di Baltimora non è più semplicemente il nuotatore più forte mai nato: è uno dei migliori atleti di tutti i tempi.

Ai campionati mondiali di Roma 2009 replica la prestazione di Melbourne: 5 ori, 1 argento e 4 nuovi record mondiali. Due anni dopo, ai campionati mondiali di Shanghai 2011, incrementa ulteriormente il suo palmares iridato vincendo 4 ori, 2 argenti e un bronzo. L’anno successivo sembra essere giunto l’ultimo glorioso capitolo della sua immensa carriera: ai giochi Olimpici di Londra 2012 Phelps vince 4 ori e 2 argenti (nella 4×100 maschile e nei suoi 200 farfalla); batte il record assoluto di medaglie olimpiche vinte (record precedentemente detenuto dalla ginnasta sovietica Larisa Latynina) e per questo viene premiato come “miglior atleta olimpico di tutti i tempi”.

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Terminati i giochi olimpici annuncia il suo ritiro dalle competizioni sportive, è il 4 agosto 2012. Nel palmares vanta 23 medaglie olimpioniche, di cui 19 d’oro; 26 ori mondiali; 13 ori conquistati ai Giochi PanPacifici: come lui mai nessuno. Eppure qualcosa continua a turbare l’animo inquieto di Michael; poco importa essere l’atleta più medagliato della storia, poco importa essere il nuotatore più forte di sempre: lui non può concludere la sua carriera con l’argento olimpico nei suoi 200 farfalla.

“Avevo qualche questione in sospeso
prima di dire definitivamente addio alle gare.”

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Non è finita come doveva finire: Phelps crede fermamente che ci sia ancora un pezzetto di storia da scrivere e così il 24 aprile 2014, dopo un anno e 8 mesi dal suo ritiro, torna a gareggiare a livello agonistico. Obiettivo: Rio 2016. Ai Giochi PanPacifici 2014 conquista 4 ori e due argenti. Nella stagione 2015 ai campionati statunitensi di San Antonio (tenutisi nello stesso periodo dei mondiali di Kazan, cui Phelps non poté partecipare causa squalifica), lo Squalo di Baltimora mostra a tutti di essere tornato ad alti livelli: nelle tre gare individuali cui partecipa vince realizzando il miglior crono dell’anno; 50″45 sui 100 m farfalla, 1’52″94 sui 200 farfalla e 1’54″75 sui 200 m misti, abbassando tutti e 3 i tempi realizzati dai rispettivi neo campioni mondiali coronati a Kazan. La sua leggenda sembra destinata a non finire mai.

Nel 2016 dopo essersi fidanzato con Miss California ed essere diventato papà, vince le finali dei 100 e dei 200 farfalla e dei 200 misti ai Trials Olimpici Americani e diviene così il primo nuotatore americano a partecipare a 5 diverse edizioni dei giochi olimpici. L’atmosfera si scalda, il pubblico diventa trepidante, Michael Phelps scenderà in vasca anche in Brasile!

Ai Giochi Olimpici di Rio 2016 si compie l’ultimo atto della sua carriera: il 7 agosto, nuotando come staffettista nella 4×100 stile statunitense, vince la sua diciannovesima medaglia d’oro. Nei giorni successivi vince la medaglia d’oro anche nei 200 farfalla, nei 200 misti, nella 4×100 stile, nella 4×100 mista e nella 4×200 stile; solo un argento, quello nei 100 farfalla (leggi l’articolo): il suo PALMARES arriva così alla straordinaria quota di 23 ori olimpici. Terminati i Giochi Phelps annuncia il suo definitivo ritiro dal nuoto. Record su record, vittorie su vittorie: il suo nome resterà scolpito per sempre negli annali del nuoto e dello sport mondiale.

Questa è la leggenda dello squalo di Baltimora.
Questo è Michael Phelps, la leggenda.

“una macchina stupefacente,
capace di allenarsi più di qualsiasi rivale,

di recuperare prima di ogni avversario,
di resistere più di ogni nemico”

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