GRAVIDANZA E PISCINA: UN BINOMIO PERFETTO

GRAVIDANZA E PISCINA: UN BINOMIO PERFETTO

24 Agosto 2020 Off Di Redazione

Che il nuoto faccia bene ormai è risaputo. Che sia uno sport completo ce l’hanno ripetuto fin da bambini.

All’epoca i nostri genitori ci portavano in piscina perché imparassimo a nuotare (non fa mai male, soprattutto in vista di future vacanze al mare con amici/partner/famiglia), ma anche per aiutare lo sviluppo di un fisico capace di crescere in maniera armoniosa e robusta.

L’acqua, inoltre, è l’elemento dei neonati che, dopo aver trascorso 9 mesi nuotando nel liquido amniotico possono ritrovare quasi subito (dai 6 mesi di vita, di solito) il piacere del galleggiamento nell’elemento che gli è ben noto, grazie ai corsi di acquaticità organizzati apposta per loro in quasi tutte le piscine.

Nuotare o comunque fare movimento in piscina è un vero toccasana per molte ragioni:

  • innanzitutto, il carico sulla struttura scheletrica è ridotto, quindi possono praticarlo anche quelle persone che, per problemi di sovrappeso o danni alle articolazioni si vedono precludere molte opzioni sportive,
  • come tutti gli sport, libera endorfine contribuendo a migliorare l’umore,
  • aiuta a mantenere sotto controllo il peso corporeo,
  • migliora la tonicità muscolare,
  • facilita la flessibilità, stimolando elasticità muscolare e tendinea
  • influisce in maniera positiva su patologie quali l’asma o il colesterolo.

Ma esiste una categoria di persone per cui il nuoto e gli esercizi in piscina sono una vera e propria manna dal cielo: le donne in gravidanza.


HAI SCOPERTO DI ESSERE INCINTA? È IL MOMENTO DI INIZIARE A NUOTARE!

Molte cose cambiano, per una donna, con la scoperta della gravidanza. Il bene del bambino diventa la priorità principale su cui impostare uno stile di vita che richiede alcuni accorgimenti.

Uno di questi è proprio il rapporto con lo sport. Molte leggende ruotano attorno alla gravidanza e una di queste, ormai sfatata per fortuna, è quella che riguarda il riposo assoluto della donna in stato interessante.

Ormai è dimostrato che, in presenza di una gravidanza fisiologica che non manifesti particolari motivi di attenzione, spiaggiarsi sul divano per nove mesi non solo non è necessario alla salute del bambino, ma anzi, è consigliato proprio l’atteggiamento opposto ovvero uno stile di vita attivo.

Non solo perché una madre sana (oltre che appagata e soddisfatta) vive uno stato di benessere psicofisico che si trasmette al feto, ma anche perché il movimento aiuta l’apparato respiratorio e quello cardiocircolatorio a funzionare meglio. Aumenta la capacità di trasporto di ossigeno nel sangue e anche di sostanze nutritive per il feto. Favorisce la circolazione, limitando i disturbi prodotti da gonfiore, limita i crampi e rafforza la muscolatura di gambe e schiena.

Detto questo occorre fare una precisazione. L’attività che si sceglie deve essere rispettosa delle esigenze di mamma e bambino. No agli sport estremi, quindi, ma anche a quelli che possono avere effetti traumatici o microtraumatici sul fisico. Le corse serali per tenersi in forma andranno rimandate al periodo successivo alla nascita mentre camminate più o meno lunghe sono incoraggiate.

Sicuramente uno degli sport più indicati per le donne incinte è il nuoto. Non solo si può praticare dai primissimi mesi, ma ci sono anche molti corsi, dedicati alle gestanti, con esercizi appositamente pensati per le loro esigenze e spazi riservati per evitare contati troppo ravvicinati con altri nuotatori che, nella foga dell’allenamento, potrebbero inavvertitamente colpire la pancia.

Come già detto i vantaggi di questa attività sono moltissimi. Quello che cambia sono i bisogni della gestante nel corso della gravidanza.

  • Nei primi mesi di gestazione la pancia è ancora piccola e il peso di feto, utero, placenta e liquido amniotico non si fa sentire in maniera importante. In questa fase nuotare influisce più che altro sull’umore, sulla sensazione di benessere generale e sulla reattività. Si mantiene sotto controllo il peso (altra leggenda da sfatare: in gravidanza non bisogna assolutamente mangiare per due anzi, bisogna stare particolarmente attente all’incremento del peso per il bene del bambino e per non dover impazzire dopo il parto nel tentativo di rientrare nei pantaloni) e ci si sente attive, inoltre si prepara il corpo, irrobustendolo, per i cambiamenti a cui andrà incontro nei momenti successive.
  • Con il passare dei mesi e l’ingresso nel secondo e soprattutto nel terzo trimestre cominciano a comparire alcuni disturbi tipici della gravidanza che, anche non essendo preoccupanti o problematici, sono comunque poco piacevoli: sciatica, gonfiore a mani e caviglie, dolore alle articolazioni e alla schiena, irrigidimento muscolare. Il nuoto e gli esercizi in piscina aiutano a risolvere o quantomeno ad alleviare questi disturbi.
  • Senza considerare che soffiare fuori l’aria sott’acqua è estremamente utile in vista e del parto. L’acqua, infatti è più pesante dell’aria e se ci si abitua allo sforzo richiesto per espirare mentre si nuota, la respirazione, fattore fondamentale durante il travaglio, risulterà agevolata proprio in un momento in cui è così importante riuscire a praticarla in maniera corretta.

UNA PISCINA PRIVATA PER AMICA

Ma qual è la frequenza suggerita per il nuoto o gli esercizi in piscina?

In generale sono consigliati almeno 30 minuti di attività fisica al giorno. Certo, andare in piscina ogni giorno diventa impegnativo e non tutte le donne riescono a incastrare gli impegni di lavoro con gli orari della piscina e le tempistiche richieste dagli spostamenti. Oltretutto i corsi premaman organizzati dalle piscine pubbliche o private generalmente si svolgono una o due volte alla settimana.

L’Ideale sarebbe avere una piscina privata come quelle proposte da Poolmaster, azienda che da oltre 70 anni si occupa della progettazione, produzione e commercializzazione di piscine private. Che sia una piscina interrata o una piscina fuori terra non è importante, quel che conta è avere la possibilità di uscire in giardino o sul terrazzo di casa per praticare almeno mezz’ora di esercizi, magari ripetendo quelli svolti durante i corsi.

E quando il vostro bambino sarà nato potrete divertirvi tutti i giorni con lui in acqua, senza dover andare sempre in piscina ma ripetendo quegli stesi esercizi visti e provati, magari una sola volta a settimana, durante il corso di baby nuoto.

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“nuoto uno stile di vita” nasce nel 2010 grazie all'idea di due giovanissimi nuotatori (allora quindicenni) di condividere online la propria passione per il nuoto. Attraverso news, articoli, aforismi, foto, video e poesie, cerchiamo di offrirvi tutto quello che desiderate leggere sul mondo degli sport acquatici.