Swimming Stories – ritorna l’appuntamento con i vostri racconti

Quella delle Swimming Stories è una delle più longeve e celebri rubriche della nostra pagina. I protagonisti di queste storie che profumano di cloro sono i nostri fan, o meglio, tutti coloro che ci inviano un racconto che parli di nuoto e di emozioni, di sogni e di sacrifici. Ebbene, a partire da giovedì 19 aprile ritorna l’appuntamento con questa incredibile rubrica che ci accompagnerà tutti i giovedì fino a fine settembre. Nell’attesa vi proponiamo 4 brevi racconti che ci avete inviato nelle scorse settimane → INVIACI IL TUO

Swimming Story di Sara

“Inconsapevole del pericolo, gattonavo verso il mare, già attirata da quella meravigliosa distesa di acqua. Forse già presagivo quanto avrebbe contato nella mia vita. Perché una buona nuotata ha raddrizzato la schiena e tante giornate storte, mi ha motivato in tanti momenti difficili, ingannato le attese e le angosce, placate a suon di vasche. Mi ha aiutato anche a strappare chi amo da una brutta situazione, con la forza di uno squalo. Perché con il nuoto apprendi anche il ritmo della vita, impari ad affrontare le sue improvvise correnti. Il cadenzare delle bracciate è una voce… perché nuotare è più forte dell’amicizia.”

Swimming Story di Julia – SCOPRI LE MIGLIORI SWIMMING STORIES

“Quando mia madre mi ha immersa in acqua per la prima volta avevo pochi giorni di vita. Lei era già un’appassionata del mondo del nuoto, ma come capita a tutte le neo-mamme, per un periodo è rimasta a casa. Ho imparato a sguazzare ancor prima di camminare, forse perché “sono una figlia d’arte”, forse perché mi è sempre piaciuto il fatto che l’acqua non crea i traumi della forza di gravità. Crescendo, non ho mai abbandonato l’ambiente: prima come allieva, poi come atleta, infine come istruttrice in tutto.

La genetica mi ha “regalato” un gene un po’ speciale, visto che sono malata di fibrosi cistica, una patologia genetica degenerativa per la quale non esiste cura. Eppure io penso che fino ad oggi, in 29 anni, il nuoto mi abbia salvato la vita, che sia stato terapeutico e penso che sia per me una sfida affrontare un lavoro fisico e coinvolgente, che mi regala 1000 emozioni. I bambini che crescono con me nei corsi, la squadra di propaganda che alleno, gli adulti che superano le loro paure, tutti loro che mi donano fiducia, sono per me fonte di enorme gioia e passione. L’acqua è certamente il mio elemento e spero che anche altri di voi trovino in essa un salva-vita.”

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Swimming Story di Victoria

“Ho sempre amato stare in acqua,per fare una doccia, per giocare o semplicemente per nuotare. Nuoto da molti anni ormai, ma non mi stufo mai. Sono una persona molto insicura, che crede poco in se stessa e nelle sue capacità, ha paura di fare qualsiasi cosa, vive sempre con l’ansia per ogni minima stupidaggine. Ma quando nuoto, cambia tutto: mi sento sempre pronta a mettermi in gioco, mi diverto, sono sicura di ogni mio singolo movimento. So di essere brava e mi piace farlo vedere, perché ne vado fiera, riesco ad essere me stessa. Il nuoto è una parte di me da sempre, e lo sarà sempre. L’odore del cloro sulla pelle, costume, cuffia, occhialini… tutto ha un significato molto particolare per me e fanno parte della mia vita.”

Swimming Story di Emanuela – SCOPRI LE MIGLIORI SWIMMING STORIES

“Io sono una “diversamente giovane”, ho ben più di 60 anni, ma continuo ad andare in piscina. Quando facevo le gare, 50 anni fa, arrivavo sempre ultima o penultima, motivo per cui non sono mai andata più in là dei provinciali e a 14 anni ho smesso. O il ginnasio, o il nuoto. Allora non c’erano le cuffiette con la musica, gli psicologi non esistevano, il massimo della strategia era il mister che correva a bordo vasca e urlava fino a sgolarsi “vai, vai, muovi quelle gambe”… non c’erano neppure gli occhialini!

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Si usciva con gli occhi iniettati di sangue e si restava così per giorni. Per fare solo braccia ti legavano una camera d’aria alle caviglie e per fare solo gambe le tavolette erano di sughero, quando c’erano… Ma ancora adesso, due volte la settimana, le mie 60 vasche non me le toglie nessuno, fissare la linea nera sul fondo è uno splendido relax e lasciatemi essere orgogliosa del fatto che a 60 anni suonati riesco ancora a fare i 100 mt. a delfino… poi stramazzo, però in piscina sono sempre felice!

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