MAGNINI: CONFERMATA LA SQUALIFICA DI 4 ANNI

MAGNINI: CONFERMATA LA SQUALIFICA DI 4 ANNI

0 Di Sara

È arrivata proprio qualche istante fa la notizia, e pesa come un macigno: Filippo Magnini, 2 volte campione del Mondo nei 100 stile ibero, è stato condannato a 4 anni di squalifica per "tentato uso di sostanze dopanti". Inutile, quindi, l'appello al Tribunale Nazionale Antidoping 2: la sentenza della Procura Nado di Italia, dello scorso 6 novembre,  viene confermata. Assolto, invece, il compagno di squadra Michele Santucci, anch'esso sotto accusa dallo scorso ottobre. Sale invece da 4 a 5 anni lo stop per il fisioterapista Emiliano Farnetani.

"Tentato uso di sostanze dopanti" è l'accusa che si legge, associata al nome di quello che è stato un grandissimo campione del nuoto italiano e mondiale. Un'accusa che porta il campione pesarese, Filippo Magnini, a una squalifica di 4 anni. Secondo il Tribunale Nazionale Antidoping, il "tentato uso" è giustificato dal fatto che l'atlete si facesse affiancare dal dottor Guido Porcellini (condannato a 30 anni) per delle "integrazioni plus", riconducibili a degli ordini fatti da Antonio Maria de Grandis (condannato a 25 anni). Inoltre, sempre secondo l'accusa, assieme a questi "integratori plus", venivano chiesti dei controlli privati a Perugia sulle urine dell'atleta.


IL PROCESSO

Il Processo era iniziato già lo scorso Ottobre. Il Procuratore nazionale Pierfilippo Laviani aveva chiesto 8 anni per la violazione dell'articolo 2.2 del codice Wasa,  abbassati poi, in primo appello, a 4 dal TNA presieduto da Adele Rando. Assieme all'accusa di "tentato uso di sostanze dopanti", Magnini era sotto processo anche per "favoreggiamento" e "somministrazione o tentata somministrazione di sostanza vietata", accuse dalle quali era stato assolto.


FACCIAMO UN PASSO INDIETRO → rileggi la nostra ricostruzione della vicenda

L'inchiesta non è nuova: la procura NADO aveva aperto un fascicolo su Filippo Magnini e Michele Santucci  nello scorso ottobre, muovendosi dall'inchiesta penale della Procura di Pesaro sul medico romagnolo Guido Porcellini, accusato di commercio di prodotti dopanti, falso e ricettazione, e somministrazione di medicinali scaduti.

Guido Porcellini era il medico e dietologo di Filippo Magnini ed è proprio per questo che l'ex campione mondiale dei 100sl è entrato, in un primo momento, nel registro degli indagati (in qualità di possibile testimone) dell'inchiesta penale a carico di Porcellini. Tuttavia, la Procura di Pesaro, in data 1° giugno 2017, ha accertato che l'ex capitano del nuoto azzurro fosse completamente estraneo alla vicenda.


L'INCHIESTA NADO

Il processo nei confronti di Guido Porcellini ha condotto all'apertura di un fascicolo su Filippo Magnini e Michele Santucci da parte della NADO (l'organizzazione antidoping nazionale) che ha iniziato un'inchiesta autonoma per verificare possibili violazioni al codice dell'agenzia mondiale antidoping WADA (l'indagine in corso, quindi, riguarda esclusivamente la giurisdizione sportiva antidoping).

La procura NADO ha quindi chiesto Otto anni di squalifica per doping a Filippo Magnini, contestando le seguenti violazioni al codice WADA:

  • consumo o tentato consumo di sostanze dopanti (articolo 2.2)
  • favoreggiamento (articolo 2.9)
  • somministrazione o tentata somministrazione di sostanza vietata (articolo 2.8)

Al centro dell'inchiesta un colloquio di Magnini con Santucci sulla fornitura di “funghi”, la richiesta a Guido Porcellini di inviargli "dati per il mio amico", e una frase - contestata nell'interrogatorio di aprile - in cui Magnini, rivolgendosi a Santucci, parla dell’inutilità di andare al Mondiale senza assumere i prodotti indicati dal medico amico (Fonte: Gazzetta dello Sport).


LE CONSEGUENZE

Magnini l'addio al nuoto l'aveva dato ormai un anno fa, ma questa condanna rischia di andare a macchiare la sua carriera, sopratutto agli occhi di chi non prova nemmeno lontanamente ad approfondire la questione. Ecco allora che il nuoto italiano subisce una grave sconfitta, perché Magnini, innocente o presunto tale, era un punto di riferimento, un simbolo, un'autorità. E quando una figura del suo calibro finisce sulle prime pagine dei giornali a fianco di parole come squalifica e doping, a risentirne è tutto il movimento natatorio.

 

I DUE ORI MONDIALI

Filippo Magnini raggiunge l'apice della sua carriera tra il 2005 e il 2007. Nel 2005, a Montreal, diventa il primo italiano a vincere il titolo mondiale nella gara regina (100sl), il suo crono 48"12 è il nuovo record italiano, seconda prestazione all time, a soli 28 centesimi dal record mondiale di van den Hoogenband. Due anni dopo, a Melbourne, Re Magno riesce nella storica impresa di difendere il titolo mondiale: nuota la finale dei 100sl in 48"43, oro pari-merito con  Brent Hayden, canadese. Il successo lo fa diventare il terzo nuotatore di tutti i tempi a confermarsi campione mondiale nella gara regina per due edizioni mondiali consecutive (in precedenza erano riuscite nell'impresa solamente due leggende del nuoto mondiale: Matt Biondi e Aleksandr Popov).

LEGGI LA BIOGRAFIA DI RE MAGNO

Il 2 dicembre 2017 Filippo Magnini ha annunciato il suo ritiro dal nuoto agonistico. Queste le sue parole: "Spero di aver scritto pagine importanti. Spero di aver insegnato qualcosa. Se andavo avanti a nuotare, era anche perché tanti giovani mi chiedevano di non smettere. E' un pensiero che maturavo in questi giorni (...) ho deciso di dire addio al nuoto. Io sono felice con me stesso, voi per 27 anni siete stati la mia famiglia". LEGGI L'ARTICOLO


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Profilo Autore

Sara
Sara
Studentessa al secondo anno di Scienze Linguistiche per le Relazioni Internazionali, è una delle scrittrici di nuotounostiledivita.it. Appassionata di Sport, ha praticato nuoto sin da bambina. Ora gestisce @lefotodellastoriadelnuoto, con l’intento di raccontare gli eventi più belli che hanno fatto la storia di questo sport. Ama leggere, viaggiare e guardare serie TV!