TOKYO 2020 +1: COSA PENSANO GLI ATLETI?

TOKYO 2020 +1: COSA PENSANO GLI ATLETI?

28 Marzo 2020 Off Di Marta

È di pochi giorni fa la notizia dello slittamento delle Olimpiadi al prossimo anno. Il CIO, il Comitato Olimpico Internazionale, ha infatti optato per fermare l'organizzazione dei giochi e rimandarli al 2021, probabilmente nelle stesse date in cui erano previsti quest'anno. La decisione è stata dettata dalla situazione che sta vivendo tutto il mondo a causa del coronavirus. Ma... cosa pensano gli atleti di tale scelta?


Per evitare assembramenti e contenere il contagio tutti i paesi stanno adottando misure restrittive, tra le quali la chiusura di moltissimi impianti sportivi (quasi tutti). Proprio per questo sono pochissimi gli atleti che si stanno allenando e comunque non con la stessa frequenza di prima. Il gruppo di Ostia si arrangia come può, qualcun' altro si allena solo una volta al giorno, ma la maggior parte dei nuotatori italiani (e non) è ferma. Ecco i loro pensieri dall'Italia e dal mondo:


LA PAROLA DI MARTINENGHI, PALTRINIERI, PANZIERA E QUADARELLA

Anche per questa differenza di preparazione, alcuni dei più forti atleti azzurri hanno dichiarato di essere d'accordo con la decisione del CIO.

Gregorio Paltrinieri ha dichiarato:

Giusto spostare le Olimpiadi. Inoltre molti atleti nel mondo non si stanno allenando e non sarebbe stato giusto per loro.


Margherita Panziera, che aveva già staccato il pass per Tokyo nei 200 dorso, ha detto:

Sono al top della forma, non so se fra uno o due anni riuscirò a ripetermi. Ma posticipare i giochi olimpici è stata la scelta più sicura. Non sarebbe giusto gareggiare contro atleti che non possono allenarsi, sarebbe mancato il fair play alla base delle Olimpiadi.

Della stessa idea sono Nicolò Martinenghi e Simona Quadarella, anche loro avevano già assicurata la partecipazione ai giochi rispettivamente nei 100 rana e nei 1500 stile libero. La romana ha anche pubblicato un post dove con sottile ironia dà appuntamento all'anno prossimo.


IL DESTINO NON VUOLE CHE LA DIVINA SMETTA DI NUOTARE

Federica Pellegrini attraverso la sua pagina Instagram fa sapere cosa pensa:

Non posso smettere di nuotare. [ride ndr.] Se non fosse successo tutto questo, avrei preferito gareggiare quest'anno. Ma molti atleti non hanno la possibilità di allenarsi, di nuotare… saremmo arrivati ad un'olimpiade non essendo preparati per fare un'olimpiade. La decisione di spostarle di un anno è giusta, sono d'accordo. Ci prepareremo al meglio, si tratta solo di riprogrammare tutto quanto. Speriamo che il fisico tenga botta ancora per un anno.


Katinka Hosszu posta invece una foto con il nonno che porta al collo le sue medaglie olimpiche e aggiunge una commovente descrizione:

Volevo condividere una delle mie foto preferite con mio nonno che indossa le mie medaglie. Mi ha insegnato a nuotare quando avevo 4 anni e mi ha aiutato a diventare la persona che sono oggi. Lo sport e le Olimpiadi sono molto più delle medaglie.


I PENSIERI DELLE OLANDESI

Anche le nuotatrici olandesi dicono la loro attraverso le rispettive pagine Instagram, in particolare parlano le due olandesi volanti, le velociste Ranomi Kromowidjojo e Femke Heemskerk. La prima scrive:

Si parte per Tokyo 2021. Per quanto possa sembrare folle, questa è davvero una luce per me in questi tempi folli. Sono lieta che ci sia chiarezza ora, ma ci sono altre priorità e preoccupazioni.

La seconda, che nel frattempo si è sposata, rivela:

Sono così sollevata, perché è la cosa migliore che avrebbero potuto decidere. I primi pensieri di non avere i giochi olimpici quest'anno mi hanno reso molto triste, ma mi è molto chiaro qual è la cosa più importante. Ci siamo dentro insieme. Supereremo tutto questo insieme, per favore prenditi cura di te.


Dagli USA parla la pluricampionessa statunitense Katie Ledecky che cerca di dare la carica a tutti quanti, affermando:

Mentre siamo uniti per fronteggiare le sfide di oggi, possiamo sognare una meravigliosa olimpiade in un bellissimo paese. Ora è il momento di sostenere tutti coloro che lavorano per guarire i malati e mantenerci tutti sani. Ce la faremo insieme.


GLI ATLETI AUSTRALIANI SONO D'ACCORDO

La squadra dell'Australia, insieme a quella del Canada, avevano dichiarato che non sarebbero partiti per Tokyo anche se le Olimpiadi fossero state regolarmente svolte. Così, uno dei pilastri della nazionale verde-oro, Bronte Campbell racconta:

E' ora di fare un respiro e godersi le piccole cose della vita. Tutti sono dentro per qualche mese difficile, siamo gentili l'uno con l'altro. State tutti al sicuro.

Il loro astro nascente, Ariarne Titmus (è uscita dai mondiali dello scorso anno con l'argento nei 200 metri stile libero, il bronzo negli 800 e il titolo di campionessa del mondo davanti alla Ledecky nei 400) scrive:

Penso che sia la migliore decisione per tutti. Salvare vite umane è la cosa più importante adesso.


Insomma, gli atleti di tutto il mondo sono d'accordo con il posticipo dei giochi, per salvaguardare la salute di tutti. Ognuno crede che questa sia la decisione più giusta, per tutelare loro stessi, le loro famiglie e le loro società; perché non era corretto non competere alla pari, dati gli allenamenti compromessi di quasi tutti, e perché l'eventualità di gareggiare a porte chiuse avrebbe fatto perdere all'olimpiade tutta la sua bellezza. La scelta, quindi, è stata condivisa da tutti: dall'Italia fino agli Stati Uniti, dalle maggiori potenze europee sino all'Australia.


GLI ENERGY STANDARD

Emblematico è il caso della squadra degli Energy Standard: Chad Le Clos &co si trovavano in Turchia per un allenamento che doveva durare 6/7 settimane. Ma, visto come si stavano mettendo le cose, il paese ha obbligato tutti gli atleti ad andarsene entro 36 ore. La squadra si è sciolta e i suoi componenti sono rientrati nei rispettivi paesi natali. Chad Le Clos ha poi dichiarato al South Africa’s Sunday Times:

Non ho programmi a breve termine. Niente allenatore, niente compagni di allenamento. Potrei rimanere bloccato qui fino alle Olimpiadi. Se anche qui dovessero chiudere gli impianti sportivi, non ho un piano B. È pauroso. Ho sentito altri nuotatori letteralmente segregati in casa. Penny Oleksiak è a Toronto e non nuota da venti giorni.


RESTATE A CASA

Un momento duro per tutti, che dobbiamo cercare di superare con lucidità e un pizzico di ironia. Una volta passato sarà tutto ancora più bello. Ci vediamo il prossimo anno a Tokyo. Per il momento, restate a casa.


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Profilo Autore

Marta
Marta
18 anni, studentessa liceale all'ultimo anno. Sei anni di nuoto alle spalle, ora si dedica solo alla palestra. Sogna un futuro da giornalista. Quando non si dispera per aver deciso di iscriversi al liceo scientifico legge o guarda film, sopratutto thriller mentre odia quelli romantici troppo sdolcinati. Se si diploma, dopo frequenterà l'università di scienze della comunicazione. Non vede l'ora di abbandonare per sempre la matematica e di dimostrare che non serve essere raccomandati o particolarmente belli per avere successo.