NON VEDO L'ORA DI ESSERE IN PISCINA

NON VEDO L'ORA DI ESSERE IN PISCINA

2 Maggio 2020 Off Di Federico

Non vedo l'ora di essere in piscina: chissà quante volte ce lo siamo ripetuti nella nostra testa nelle ore prima di andare a nuotare. Perché in piscina, si sa, tutte le preoccupazioni, tutti i problemi e tutti i dubbi vengono momentaneamente dimenticati. Il desiderio di essere in piscina diventa così un piccolo rituale che si ripete ogni volta che qualcosa va storto: l'interrogazione va male? Non vedo l'ora di essere in piscina. Agitato per l'esame? Non vedo l'ora di essere in piscina. Ti lascia la ragazza? Non vedo l'ora di essere in piscina.


Odi et amo

Certo, non sempre la voglia di nuotare è così intensa... a essere sincero, da piccolo ho odiato la piscina. Una volta che scendevo in vasca avevo sempre freddo, l'acqua non faceva che entrare nel naso e nella bocca, le orecchie si tappavano e stappavano in continuazione e gli occhi bruciavano costantemente.

Piano piano, mi resi conto che era tutta questione di cura dei dettagli. Dovevo stare attento a indossare correttamente gli occhialini e a stringerli il giusto; dovevo stare attento a respirare correttamente e sopratutto, dovevo rimaner fermo il meno possibile: così non avrei preso freddo.

Imparai a tuffarmi in acqua, prima da bordo vasca e poi dal blocchetto; imparai la virata e scoprii con gran stupore che quella capriola in fondo alla vasca non mi rallentava, bensì mi dava una spinta in più durante la gara. L'odio in questo sport tanto complicato si trasformò piano piano in un sentimento di fascino nei confronti di quei movimenti precisi e maestosi effettuati in ripetizione da chi sapeva nuotare per davvero.


L'amore per il nuoto nasce un poco alla volta...

All'inizio la concentrazione è tutto: la posizione della testa, il movimento delle gambe, la mano tesa, il braccio allungato, la respirazione, la virata, la spinta, la fase subacquea. Piano piano iniziano poi a innescarsi una serie di automatismi... non sai bene come succeda, eppure a un certo punto ti trovi a pensare ad altro: alla versione di latino, alla ragazza che ti piace, a cosa mangerai dopo allenamento.

Accade quasi per caso... e scopri che il nuotare può essere un ottimo modo per trovare delle soluzioni ai tuoi problemi; un ottimo modo per rilassarti quando sei troppo agitato; un ottimo modo per trovare la pace quando il caos del mondo fuori sembra sopraffarti. Così, quando tutto sembra andare nella direzione storta, quando hai bisogno di liberarti un po', inizia a farsi nella tua mente un desiderio semplice: 'non vedo l'ora di essere in piscina'.


Non vedo l'ora di essere in piscina

Non so quante volte mi son detto 'non vedo l'ora di essere in piscina' in queste ultime settimane. Ho iniziato a lavorare, ho finito di scrivere la tesi magistrale e mi sono laureato... il tutto senza fare nemmeno 50m. È un po' come se il tuo amico fidato, o il tuo consigliere prediletto, non fossero stati al tuo fianco durante il momento più importante (finora) della tua vita.

Non vedo l'ora di essere in piscina: per sentire quel brivido strano che corre attraverso tutta la schiena durante il tuffo, per sentire il profumo di cloro che ti avvolge, per sentire i muscoli che bruciano, per sentire il rumore delle bracciate e delle gambate e il silenzio dell'acqua durante l'apnea, per vedere il mondo capovolto durante la virata, per riflettere, per pensare, per ridere, per fermarmi al muretto e prendere freddo. Perché la verità è che dopo un po' manca anche quello.

Non vedo l'ora di essere in piscina. Sperando che a quell'ora x, manchi sempre meno.


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Profilo Autore

Federico
Federico
Una breve parentesi da nuotatore agonista, poi sono scappato dalle gare per dedicarmi alla filosofia. Dopo 5 anni di università non ho capito se sia peggio Kant o un 400 misti. Nel 2010, in una serata post allenamento, ho creato nuoto uno stile di vita, da quel giorno mi sono fermamente convinto di una cosa: "tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si nuota" (semicit). Da bambino Magnini era il mio idolo, crescendo ho iniziato ad amare il personaggio di Lochte, anche se quella di Ervin è la storia che mi affascina maggiormente. Regista e scenografo di film mentali da premio oscar, lettore a tempo perso, perdi tempo, mi sono laureato nel corso magistrale di Filosofia teoretica a Pavia e ora lavoro in una scaleup tecnologica italiana con sede a Pavia. Così, tra un json e una nuotata in piscina, mi diletto scrivendo articoli, curando la redazione del sito e pubblicando contenuti sui social.