SHAYNA JACK & IL DOPING: "ORA INIZIA LA VERA LOTTA"

SHAYNA JACK & IL DOPING: "ORA INIZIA LA VERA LOTTA"

20 Maggio 2020 Off Di Marta

Dopo un periodo di silenzio è tornata a parlare Shayna Jack, la nuotatrice australiana accusata di doping e condannata recentemente a quattro anni di squalifica.


CONDANNATA A QUATTRO ANNI PER DOPING

La sentenza è arrivata il 13 marzo e la pena prevede che la Jack stia lontana da qualsiasi manifestazione per quattro anni. Lei ha fatto appello alla Corte arbitrale dello sport, ma non è ancora stata fissata la data per l'udienza.

Qualche giorno fa ha scritto sulla sua pagina Instagram:

Ora inizia la vera lotta.

Quasi dodici mesi fa il mio mondo è stato messo sottosopra a causa dell'accusa di aver usato una sostanza proibita. Nonostante una vita di competizioni pulite e sapendo che non avevo usato nessuna sostanza proibita, la mia vita è cambiata e mi sono ritrovata in un mondo sconosciuto di avvocati, politica e macchinazioni che mi era completamente estraneo. […]

Ora però ho l'opportunità di difendere la mia carriera e la mia reputazione. Ho intenzione di vincere questa battaglia e di rimettermi in gioco. Di rivendicare la mia posizione di membro della squadra di nuoto australiana.


IL CASO

Questa storia inizia nel giugno del 2019, a poche settimane dai mondiali di Gwangju. Shayna Jack si trova al raduno di rifinitura della sua nazionale, ma all'improvviso torna a casa. Il 14 luglio dichiara sui social che si sarebbe ritirata dal mondiale per "motivi personali". Due settimane dopo, il 27 luglio, viene diffusa la notizia che la nuotatrice è risultata positiva ad una sostanza proibita. Il test in questione è stato eseguito durante il ritiro nazionale, quel ritiro dal quale la Jack era andata via dopo che le era stato riferito l'esito. La sostanza che avrebbe preso è il ligandrol.

Shayna nega e affida ancora ad Instagram le sue parole:

Non ho preso questa sostanza consapevolmente. Il nuoto è la mia passione da quando avevo 10 anni e non prenderei mai volutamente una sostanza vietata che mancherebbe di rispetto al mio sport e metterebbe a rischio la mia carriera.

Le accuse le costano caro. Il 29 luglio l'International Swimming League annuncia in un comunicato stampa che la Jack è sospesa, Shayna perde così la possibilità di gareggiare con la squadra dei cali condors.


IL BACIO DA COCAINA

I mesi passano. Le indagini proseguono. La versione dell'australiana non cambia: è entrata in contatto con la sostanza inconsapevolmente. Arriviamo a dicembre. Shayna comincia a credere che ha assunto quella sostanza tramite un'altra persona.

C'è stato un caso chiamato bacio da cocaina. Qualcuno aveva preso della cocaina, poi il partner, che era un'atleta, ha baciato quella persona ed è stato contaminato.

La vicenda che tira in ballo la Jack risale al 2016 e vede coinvolto Shawn Barber, un atleta canadese di salto con l'asta. Il ragazzo fu trovato positivo alla cocaina e venne immediatamente sospeso. In seguito riuscì a dimostrare che ne era entrato in contatto perchè aveva baciato una consumatrice di cocaina e che ignorava che la ragazza ne facesse uso.

E' successa la stessa cosa con la 21enne australiana? O è solo una scusa per coprire il suo uso di sostanze proibite? L'unica cosa certa al momento è che Shayna Jack è stata condannata a quattro anni per doping.


MACK HORTON E LA SUA LINEA ANTIDOPING

Mack Horton è compagno di squadra di Shayna. Lui è uno degli atleti più attivi nella lotta al doping. Tanto da rifiutarsi di salire sul podio per la premiazione dei 400 stile proprio a Gwangju. Il gesto era un segno di protesta verso Sun Yang, accusato di essere dopato, che vinse quella gara. (sul terzo gradino del podio c'era Gabriele Detti)

8 ANNI A SUN YANG: LA SENTENZA DEL TAS

Sulla vicenda che coinvolge la Jack, vicecampionessa del mondo nel 2017 con due staffette, Horton si è espresso così:

Plaudo alla decisione di ritirare immediatamente l'atleta in questione da ulteriori competizioni fino a quando la questione non sarà risolta. La mia posizione rimane ferma, lo sport pulito deve essere una priorità per tutti gli atleti, tutti gli sport e tutte le nazioni.


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Profilo Autore

Marta
Marta
18 anni, studentessa liceale all'ultimo anno. Sei anni di nuoto alle spalle, ora si dedica solo alla palestra. Sogna un futuro da giornalista. Quando non si dispera per aver deciso di iscriversi al liceo scientifico legge o guarda film, sopratutto thriller mentre odia quelli romantici troppo sdolcinati. Se si diploma, dopo frequenterà l'università di scienze della comunicazione. Non vede l'ora di abbandonare per sempre la matematica e di dimostrare che non serve essere raccomandati o particolarmente belli per avere successo.