LA NOSTRA ACQUA: RIFLESSIONI SUL NUOTO...

LA NOSTRA ACQUA: RIFLESSIONI SUL NUOTO...

27 Aprile 2020 Off Di Jacopo

Premessa: l’intenzione era descrivere le mie esperienze personali nel nuoto pinnato, ma nel farlo mi sono reso conto che non è un mondo a sé stante; parlare delle emozioni del nuoto pinnato significa allargare la visione ad ogni variante di questo fantastico sport, significa parlare del nuoto e basta.


Alzi la mano l’atleta o il dilettante che in quella benedetta vasca non si sia mai fermato un attimo a riflettere su quante volte nella vita abbia fatto avanti e indietro. Nessuno penso. Chi più chi meno, si tratta in ogni caso di un numero di passaggi enorme, spesso incalcolabile.

Eppure, durante l’allenamento non teniamo mai il conto di quante vasche nuotiamo. O meglio, il conto lo teniamo in ogni serie, perché nuotare ci piace ma ci piace anche quando arriva l’ora di tornare a casa. Sappiamo quindi quante vasche dobbiamo fare, la lunghezza e il numero di ogni ripetuta e, più o meno, come ci viene chiesto di farle. Tutto lì.

È vero, a volte a fine allenamento riflettiamo sui metri fatti, ma quasi mai sul numero di vasche: come se ci dimenticassimo della monotonia del nostro sport; o forse perché il nostro sport in realtà è tutto fuorché monotono.

Quante volte ci siamo sentiti dire che il nuoto lo è? Cosa c’è di meglio del trascorrere il tempo all’aria aperta con gli amici?

Ebbene sì, non c’è niente da fare, il nostro è forse lo sport più solitario che esista anche se paradossalmente siamo sempre immersi in una piscina piena di persone, alcune delle quali sono nostri compagni di squadra. Ciononostante, dal momento in cui entriamo in acqua siamo soli, completamente.

Noi e l’acqua, in verità.

Sembra scontato ma non lo è. Quella stessa acqua che non ci fa sentire niente, che ci ostacola nei movimenti e ci avvolge completamente fino a rimanere perennemente nel boccaglio quando usciamo dall’apnea; quell’acqua è la nostra acqua.

In acqua ci siamo soltanto noi e nient’altro; noi con la nostra nuotata, i nostri obiettivi, i nostri errori e le nostre incertezze. Ogni tanto siamo più concentrati, ogni tanto pensiamo a tutt’altro e a fine allenamento il cronometro ce lo dimostra.

Ma nonostante siano sempre le stesse piastrelle quelle che fissiamo avanti e indietro per migliaia di volte, ogni vasca è unica. Ogni virata sfocia in una nuova gara contro sé stessi, contro le proprie convinzioni e quelli che si ritengono essere i propri limiti.

In tutto questo l’acqua è la componente fondamentale, l’unica cosa che ci mantiene sempre totalmente isolati dal mondo esterno.

Ed è qui il punto, l’isolamento. Non credo ci sia nessun altro sport che ti lasci così in balia di te stesso fin da subito, ed è questo che rende il nuoto unico. Appena in acqua, ti rendi conto che ancora prima di essere in gara contro il cronometro sei in gara contro te stesso; dal momento del tuffo in vasca ci sei solo tu, nessuna voce esterna che ti dice se stai facendo bene o male né responsi cronometrici da poter controllare; soltanto i tuoi pensieri che si aggrovigliano uno sopra all’altro.

Il nuoto ti forma dentro prima che fuori; ti insegna a fare i conti con te stesso ancora prima che con il cronometro; ti cresce, ti impone controllo e confronto; è autodisciplina ma soprattutto introspezione.

Jacopo


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Profilo Autore

Jacopo
Jacopo
Ex agonista di nuoto pinnato, studente di ingegneria aerospaziale e allenatore della squadra agonistica della società Valtellina Sub. Ha gareggiato per oltre dieci anni nel circuito nazionale, ottenendo 21 medaglie italiane. Appassionato di fotografia e sport, cerca di trasmettere nei suoi racconti le emozioni personali del mondo del nuoto pinnato.