EQUILIBRIO E CONCENTRAZIONE

EQUILIBRIO E CONCENTRAZIONE

28 Maggio 2020 Off Di Jacopo

A volte mi capita di ripensare alle gare di nuoto, più precisamente ai valori che mi hanno trasmesso.

Ho sempre amato le sfide, di ogni tipo; che si tratti di confrontarmi con me stesso o con altre persone, nell’ambito sportivo raramente riesco a non entrare in competizione con qualcuno.

Dentro di me le uniche vere Gare restano quelle che ho affrontato nella vasca di una piscina, non c’è niente da fare; oggi sono passato al bordo vasca ma l’agonismo continua a fare parte della mia vita, sebbene in altri sport. Tuttavia, che io stia affiancando da bordo vasca i miei atleti prima di una competizione o che io stesso stia partecipando ad una, costantemente riaffiorano tutti gli insegnamenti il Mio sport mi ha trasmesso.

È noto, una gara di nuoto non inizia sul blocco di partenza bensì ben prima. Chiunque abbia deciso di entrare a competere nel mondo agonistico sa bene di cosa sto parlando. Sin dalla colazione mattutina si comincia pian piano a immaginare la piscina, il riscaldamento, la gara…

È chiaro che all’avvicinarsi del fischio del via la concentrazione vada aumentando, ma tutto il processo di preparazione fisica e soprattutto mentale appartiene strettamente al nuoto. Ognuno di noi ha la sua “tabella di lancio” in testa con tutti i vari step da spuntare: cosa provare nel riscaldamento, che esercizi di stretching fare, che musica ascoltare, quante volte controllare che tutta l’attrezzatura sia a posto…

Tutto questo insieme di piccoli dettagli rende unica ogni nostra preparazione personale. Dal più insignificante al più assurdo è in tutti questi gesti che riusciamo a ricercare una sorta di tranquillità interiore, equilibrio e concentrazione, visualizzando la gara nella nostra testa più e più volte fino a ritrovarci sul blocco pronti a partire e a dare il 100%.

Quando ero un atleta queste cose le notavo poco perché cercavo di isolarmi con le cuffie, il mondo intorno a me spariva e restavo solo con me stesso; ma da allenatore mi sono davvero reso conto di quanto sia un processo comune eppure così diverso per ogni nuotatore.

In camera di chiamata si scherza e si ride perché è l’unico modo per far passare il tempo, per allentare la tensione, in attesa che dicano il tuo nome e ti ritorni la tachicardia; ogni volta sembra facciano apposta a metterci più tempo a chiamarti, quasi volessero verificare se la sensazione che hai di sentirti esplodere possa davvero diventare realtà.

C’è come un’ossessione per i dettagli nella preparazione di ogni gara: ma a cosa serve controllare l’attrezzatura che hai usato fino alla sera prima o riflettere per decine di minuti sugli esatti movimenti che dovrai fare in 100m di gara? Eppure ogni volta ti senti come se fosse la prima, non importa quante volte tu abbia già fatto quella distanza e messo quelle pinne. Immagini in continuazione la gara, a ritmo della tua musica preferita.


«Quel solo minuto. Il minuto del soldato. In una battaglia è tutto ciò che hai, un minuto di tutto… tutto insieme. Ogni cosa prima di esso è niente, ogni cosa dopo… niente. Niente in confronto a quell’unico minuto».

Peaky Blinders, 1×06


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Profilo Autore

Jacopo
Jacopo
Ex agonista di nuoto pinnato, studente di ingegneria aerospaziale e allenatore della squadra agonistica della società Valtellina Sub. Ha gareggiato per oltre dieci anni nel circuito nazionale, ottenendo 21 medaglie italiane. Appassionato di fotografia e sport, cerca di trasmettere nei suoi racconti le emozioni personali del mondo del nuoto pinnato.