PER CHI NON SI ARRENDE MAI

PER CHI NON SI ARRENDE MAI

8 Febbraio 2021 Off Di Stefano Ciollaro

Quel pomeriggio ero presente anch’io con loro sul bordo vasca durante il riscaldamento a secco, quando l’allenatore, con al seguito i fogli su cui trascrive sempre il lavoro di giornata da svolgere, gli comunicò ufficialmente che i campionati italiani di categoria erano stati annullati, ancora una volta, per il secondo anno consecutivo.

Istintivamente cercai subito gli sguardi di ognuno e devo ammettere che la reazione fu diversa da ciò che mi aspettavo: rimasero tutti in silenzio, non una sola parola, accettando l’amara notizia con maturità e subito dopo erano già in acqua, dal primo all’ultimo, a spendere ogni goccia di energia.


Nonostante fosse crollato un obiettivo fondamentale della stagione in corso, o quantomeno radicalmente modificato e adattato su base regionale, nessuno di loro si era arreso gettando via la cuffia e gli occhialini, piuttosto avevano trovato la tenacia di mostrare il carattere che li contraddistingue e questo gli faceva davvero onore.

Tra loro, in prima linea, c’era Alessandro, sempre fedele alla sua cuffietta grigia, con lo sguardo determinato, un atleta giovanissimo ma già pronto per mostrarsi al panorama del nuoto nazionale.

Al suo fianco Nicolò, esempio di caparbietà, non disposto a cedere un solo centimetro agli avversari mentre si arrampica sull’acqua nel suo stile libero elegante.

Poco più in là Sara, la più piccola del gruppo, che si cimenta sempre nelle lunghe distanze dello stile libero e le piace anche andare a nuotare nel lago in estate. Poi, c’erano Sonia e Gabriel, sempre insieme in corsia, che invece si dedicano alla velocità. C’erano i dorsisti, Gio, Fede e Leo, che si sfidano sempre in allenamento, e negli scatti col viso acceso si migliorano a vicenda. C’era Michele che non si ferma mai, anche quando l’unica cosa che vorrebbe è solamente una manciata di secondi di recupero in più prima di ripartire per l’ultima ripetizione a delfino. Infine, i ranisti, Lav, Nico, Dani, e le ragazze, Souad e Martina. Questi atleti, nonostante tutto, continuano ad allenarsi e a credere nei loro obiettivi, come tantissimi altri nuotatori in giro per l’Italia.


In un’altra piscina, molto più a sud in termini geografici, anche Anastasia aveva appena appreso che nemmeno quell’anno avrebbe potuto partecipare ai campionati italiani giovanili. Aveva promesso di farsi tingere i capelli di colore blu e biondo per l’occasione, rito a cui si sottopongono tutte le cosiddette matricole che si presentano per la prima volta a questa manifestazione così importante, chissà cosa stava a significare quel ciuffo di capelli a forma di punto interrogativo che mi lasciarono dietro la nuca la mia prima volta.

Anastasia è un’atleta di appena quattordici anni e la sua specialità sono le lunghe distanze dello stile libero, di cui conosco benissimo i risultati sportivi perché il suo allenatore, Fabrizio, è un mio caro amico, e perciò mi tiene sempre aggiornato, è molto fiero di lei. A causa della pandemia e di tutte le conseguenze che da essa ne sono scaturite, Fabrizio ha dovuto modificare la programmazione generale degli allenamenti, non più annuale, ma spesso addirittura deve necessariamente variarla di giorno in giorno, in base a diversi fattori ed imprevisti.

E come lui, tantissimi altri tecnici delle squadre agonistiche del Paese si sono dovuti adattare a cambiamenti repentini e drastici, mi riferisco a Umberto, Luisa, Pio, Ottorino... a nessuno di loro il pensiero di arrendersi li ha mai minimamente sfiorati. Ti prego Anastasia, segui il loro esempio, non mollare proprio adesso, continua a credere in te stessa e negli obiettivi che ti sei prefissata, la tua gara è stata solamente rimandata.

E voi future matricole dal taglio di capelli incerto, non abbandonate il nuoto proprio adesso distruggendo inevitabilmente il sogno in cui credevate e credete ancora fermamente, ne sono certo.


In un’altra piscina del nord Italia, dietro la sua scrivania e scartoffie varie, siede Nicola, attentissimo direttore del centro sportivo, che ogni giorno si confronta con i suoi colleghi, qualcuno di questi purtroppo è stato costretto a svuotare le vasche, lasciando così i suoi utenti all’asciutto col borsone ancora in spalla. Nicola, non mollare proprio adesso, ma continua come hai sempre fatto finora a sorridere ponendo lo sport al primo posto, davanti ad ogni qualsivoglia interesse, infondo, il tuo motto è proprio “Lo sport è sempre una buona idea”.

In quella stessa piscina, poi, ci sono Tania e Arianna, che lavorano presso la segreteria, filtro fondamentale di ogni struttura, continuate a credere anche voi che le cose saranno migliori un giorno, presto, e quando squilla il telefono e dall’altra parte della cornetta una voce quasi disperata vi domanda “Quando potrò iscrivere mio figlio in piscina?” rispondetegli di avere ancora un po’ di pazienza, per favore.

Sedute lì fuori su una panchina ci sono due mamme, incappucciate e munite di thermos. Aspettano che i loro ragazzi finiscano l’allenamento, anche se piove e il freddo pizzica la faccia, ma all’interno proprio non possono rimanere a causa delle restrizioni vigenti. Come loro, ci sono tanti altri genitori che non aspettano altro di poter percorrere di nuovo chilometri su chilometri per accompagnare i propri figli in piscina e tifare per loro dagli spalti durante le gare.


In tutto il Paese, intanto, ci sono tanti istruttori costretti a rimanere a casa, e sappiamo benissimo che insegnare a nuotare è una missione di vita piuttosto che un lavoro. Pensate anche a quei giovanissimi e teneri nuotatori che aspettano solo di poterli riabbracciare, mentre giocano insieme nella vasca piccola chiamandoli ancora una volta “Maestro” e gli consegnano un regalino realizzato con le loro manine. Tutti quei bambini che avevano appena cominciato a stare a galla formando una stellina con le braccia e con le gambine.

Ci sono, infine, gli utenti del nuoto libero e tutti quelli dei vari corsi in acqua, a cui basta semplicemente immergersi con i compagni di corsia e tutto va subito per il meglio. Non aspettano altro di poter ritornare alla loro vitale fonte di benessere fisico e mentale, disposti a rispettare persino ulteriori regole e restrizioni, non sono certo quelle che temono, per ricominciare semplicemente a stare bene praticando il loro sport preferito.


Anche tu che stai leggendo non devi assolutamente mollare, tieniti forte, la tempesta non è ancora finita, ma possiedi i mezzi e l’energia necessari per superarla, sfrutta proprio quell’onda spaventosa per farti accompagnare in abbrivio verso il porto sicuro. E allora sarai pronto per affrontare tutte le altre sfide che ti attendono con più esperienza e consapevolezza nel tuo animo.

Metti in pratica quanto hai imparato finora, e ti basterà un solo tuffo dal blocco di partenza per dimenticare gli allenamenti andati persi, per mettere tutto alle spalle definitivamente già dopo i primi 25 metri e non preoccuparti di quella sensazione un po’ strana alle primissime bracciate a stile libero. Il cloro ti scorre ancora, sempre, nelle vene e nelle arterie e ti assicuro sulla mia pelle che i valori che ti insegna il nuoto, questo sport più di tutti e lo affermo con gran forza, non ti tradiranno mai e poi mai. Il nuoto non ti ha mai abbandonato in tutto questo tempo, ma è sempre lì ad attenderti, come l’approdo che raggiungeremo finalmente al termine di questa tempesta.

Queste parole sono state scritte per Voi che fate parte del magnifico mondo del nuoto e che non vi arrendete, mai.


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Profilo Autore

Stefano Ciollaro
Stefano Ciollaro
Mi chiamo Stefano Ciollaro, sono nato nel 1990 e la mia vita, da sempre, gravita intorno ad un unico elemento, l’acqua: quella salata dei nostri splendidi mari, quella dolce dei laghi, quella che profuma di cloro delle piscine. A tutto ciò si lega indissolubilmente il magnifico mondo del nuoto, che per me rappresenta gioia, armonia, equilibrio.