PHELPS, CAVIC E LA LEGGENDARIA FINALE DEI 100 DELFINO A PECHINO 2008

Ci sono alcune gare che più di altre entrano nella storia, una di queste è senza dubbio la finale dei 100 farfalla ai Giochi Olimpici di Pechino 2008. Era la mattina del 16 agosto, penultimo giorno per il nuoto in vasca, e al centro acquatico nazionale di Pechino si trovava il meglio del nuoto mondiale.

Terminata la finale dei 200 dorso femminile - che aveva visto coronarsi campionessa olimpica la nuotatrice dello Zimbabwe Kirsty Coventry, con tanto di record del mondo (in 2.05.24) - lentamente entrarono sul piano vasca i finalisti dei 100 delfino. Ryan Pini,  Takuro Fujii, Andrii Serdinov, Jason Dunford, Ian Crocker, Andrew Lauterstein, Michael Phelps e Milorad Čavić si posizionarono dietro il rispettivo blocco armati di cuffia, occhialini e costumone; nessuno di loro si trovava lì per caso. Ian Crocker deteneva il record mondiale sulla distanza, Jason Dunford – Keniano – e Milorad Čavić – serbo – nelle rispettive batterie avevano migliorato il record olimpico che Phelps (campione in carica) aveva fatto segnare ad Atene. L'elite mondiale del delfino si stava per dar battaglia in quella che sarebbe divenuta una delle finali più storiche del nuoto.

Milorad Čavić, vincente sia nelle batterie che in semifinale, scendeva in corsia 4 da favorito. Ma doveva fare i conti con un Michael Phelps (leggi la bio) che proprio a Pechino aveva deciso di entrare definitivamente nella leggenda. Lo squalo di Baltimora aveva già vinto 6 ori e con la vittoria nei 100 delfino avrebbe eguagliato l’incredibile record di Mark Spitz. LEGGI LA BIOGRAFIA DI MARK SPITZ

Se Phelps si tuffò per la finale dei 100 delfino da imbattuto, Milorad Čavić si tuffò con il desiderio di impedire al campione statunitense di conquistare gli ipotetici 8 ori. Non ce ne vogliano gli altri, tutto il mondo sapeva che la finale si sarebbe giocata tra questi due mostri dello sport, ma nessuno si aspettava che a decretare il vincitore sarebbe stata la più piccola differenza di tempo che fosse mai stata registrata: un solo centesimo. GUARDA IL VIDEO DELLA GARA

Ai 50m Čavić virò primo, Phelps solo settimo. E mentre i più scettici e pessimisti gridano alla disfatta, lo squalo nuota una vasca di ritorno che entrerà nella storia. Lo statunitense mette il turbo, le sue bracciate e le sue gambate si esibiscono in una nuotata di pura potenza e armonia; quando mancano ormai 5 metri ha recuperato 5 posizioni: davanti a lui rimane soli il serbo.

Lo stadio è tutto in piedi. Milorad Čavić è ormai arrivato: tra lui e la piastra mancano pochi centimetri, a Phelps, invece, manca ancora una bracciata; le sue mani volano come angeli portati dal vento, il suo corpo si allunga come uno squalo che vuole catturare la sua preda. Tocca la piastra. L’oro è suo. Uno solo centesimo, tanto basta a rendere immortale la leggenda del Kid di Baltimora. (video della gara)

Basta una minima minuscola frazione di secondo a separare un oro da un argento. Destino beffardo o strane congiunzioni astrali, tra la gloria infinita e l’eterno rimpianto il passo è estremamente breve. Alla fine Phelps vince, con un centesimo di vantaggio su Čavić. Il serbo arriva all’arrivo leggermente lungo e Michael ne approfitta. A nulla vale il record europeo di Čavić  e a nulla valgono i ricorsi presentati dal comitato serbo: la vittoria è dello statunitense.

Andrew Lauterstein toccherà la piastra 45 centesimi dopo, cosa che gli varrà il bronzo olimpico e il nuovo record oceanico. Si dovette accontentare del quarto posto il primatista mondiale Ian Crocker e non andò oltre la sesta posizione Takuro Fujii che in 51.50 segnò il nuovo record asiatico, dietro anche al Keniano Jason Dunford. LEGGI LA BIOGRAFIA DI MICHAEL PHELPS

Spettatori, telecronisti e giudici di gara erano estasiati dallo spettacolo che si era appena concluso. Ed era davvero difficile rimanere impassibili rivedendo al rallenty l'ultima bracciata di Phelps, sul confine tra pura fantascienza e realtà. Poi lentamente tutto ritornò alla normalità. Nella finale successiva Alessia Filippi avrebbe vinto uno straordinario argento, e il giorno dopo Michael Phelps avrebbe conquistato il suo ottavo sigillo olimpico, che lo avrebbe fatto diventare il più medagliato atleta di tutti i tempi in una singola edizione dei giochi. Ma questa è un'altra storia. (video della gara)

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