Ryan Lochte è il padrone incontrastato della vasca corta. Il suo palmares vanta 14 ori, 5 argenti e 4 bronzi: tutti podi conquistati singolarmente. Ad oggi, nessun nuotatore ha vinto tanto quanto lui. Lo statunitense detiene anche il titolo di atleta più medagliato in una sola edizione dei Campionati mondiali in vasca da venticinque metri. Nel 2010, infatti, ottenne cinque medaglie. Tutte del metallo più pregiato.

Lochte, specialista del dorso, dello stile libero e dei misti, è senza alcun dubbio uno dei personaggi più controversi del nuoto; al netto di alcune situazioni in cui si è ritrovato. Dalla rapina inventata a Rio 2016, fino alla squalifica per doping due anni dopo. Tuttavia, nonostante questi – sicuramente spiacevoli eventi – è stato e resterà uno dei più forti di sempre in piscina.


Il giovane Ryan Lochte alla conquista del mondo

I numeri che avete letto pocanzi sono impressionati, soprattutto se pensiamo che i titoli di Lochte sono molti di più. E che quelli citati sono solo i risultati delle singole gare. Se aggiungiamo le medaglie vinte con i suoi connazionali nelle diverse staffette, arriviamo a 21 ori, 10 argenti e 7 bronzi. Sono questi i titoli conquistati complessivamente dal classe 84, in tutte le edizioni dei campionati in corta a cui ha preso parte. Numeri enormi, ancora mai eguagliati.

La sua prima apparizione in un mondiale in vasca da venticinque arriva nel 2004. Ryan Lochte ha vent’anni ed è reduce da una medaglia d’argento nei 200 misti (dietro a Michael Phelps) e da un oro con la staffetta 4×200. Tali metalli hanno un valore inestimabile: sono le prime medaglie e i primi podi olimpici. Pochi mesi dopo si presenta a Indianapolis e si prende il secondo posto nei 200 misti. Ottiene anche il bronzo nei 200 stile e l’oro con la staffetta 4×200, come ad Atene.

La scalata al successo è sono al principio. Due anni dopo è la volta di Shanghai 2006. Qui, fa doppietta d’oro nei 200 e 400 misti e trionfa nei 200m dorso. Lochte, incontenibile, è d’argento nella 4×100 mista e di bronzo nella 4×100 stile e nella 4×200.

All’edizione seguente dei mondiali in corta arriva con l’esperienza dei giochi Olimpici di Pechino, che aveva concluso con l’oro nei 200 dorso e il miglioramento del record del mondo, già suo. Così a Manchester 2008 porta a casa altri tre titoli, tutti nei misti: il mondo ora sa che il padrone incontrastato è lui. Complice l’assenza di Phelps – che in carriera ha partecipato solo una volta, a Indianapolis 2004, ai mondiali in corta – Lochte si prende il palcoscenico e trionfa nei 100, 200 e 400 misti.

Sale sul gradino più alto anche con la 4×100 stile. Nei 200 dorso, invece, è costretto ad abdicare al trono occupato due anni prima, ma riesce comunque a distinguersi laureandosi vicecampione.

Il valore della sconfitta, in una società dominata dal successo

L’apice della carriera

A Dubai 2010 Lochte ha lasciato da diverso tempo la fase del “giovane promettente”. Non è più l’astro nascente. Adesso è una delle stelle più luminose del movimento natatorio; è uno dei protagonisti più attesi in ogni manifestazione. Negli Emirati Arabi non delude le aspettative, anzi. Ottiene l’oro nei 200 stile e nei 200 dorso. E vince, inevitabilmente i 100, i 200 e i 400 misti.

Quest’edizione lo incorona come miglior atleta, capace di andare cinque volte sul podio. Diventa così il nuotatore più medagliato in un campionato mondiale in corta. Nessuno aveva mai compiuto un’impresa del genere e nessuno è ancora riuscito a ripeterla. Ryan Lochte è definitivamente una leggenda. In quel di Dubai guadagna un ulteriore primo posto con la staffetta 4×100 mista; mentre è vicecampione del mondo con i suoi compagni della 4×200 stile.

LA REGINA DEI MONDIALI IN VASCA CORTA: KATINKA HOSSZU

Ai mondiali di Roma 2009, Shangai 2011 e alle Olimpiadi di Londra 2012 riesce a distinguersi brillantemente, accumulando medaglie su medaglie, record su record. E riesce a battere più di una volta il connazionale considerato il nuotatore più forte di sempre: Michael Phelps.

Su questa magica scia di successi arriviamo al mondiale in corta di Istanbul 2012.  Lochte in questa occasione si impadronisce di altre tre medaglie d’oro: nei 200 stile, nei 100 e 200 misti. In quest’ultima distanza stabilisce anche il nuovo record del mondo: 1’49″63. Un tempo che oggi è sempre lì e aspetta che arrivi qualcuno a farlo cadere. Sempre in Turchia Rayan guadagna il metallo più pregiato nella 4×100 stile, nella 4×200 e nella 4×100 mista.

E’ d’argento nei 200 dorso e bronzo nei 100m farfalla, eguagliando così il suo record di medaglie stabilito nel 2010: stesso numero, ma distribuite su tutti e tre i gradini del podio.

L’ultima edizione dei mondiali in vasca da venticinque a cui partecipa è quella di Doha 2014. In questa occasione pur avendo ancora discreti successi, non riesce a prendere un oro individuale. Agguanta l’argento nei 200 misti e nei 200m dorso, così come nella 4×50 e nella 4×100 mista. È terzo nei 200 stile, nei 100m misti e nella 4×100. L’unico oro al suo collo sarà quello della 4×200 stile.

Da qui ha inizio il lento ma costante declino di Ryan Lochte.


Controversie e il declino di Lochte

Ai mondiali in vasca lunga di Kazan 2015, trionfa nei 200 misti e diventa il secondo nuotatore più medagliato nella competizione, dietro a Federica Pellegrini.

L’anno seguente chiude i giochi Olimpici di Rio 2016 con nessuna medaglia individuale e con una clamorosa brutta figura, fatta non tra le corsie ma in strada. Una sera infatti insieme ad altri connazionali, tutti in stato di ebbrezza, avevano vandalizzato una stazione di benzina. Salvo poi far finta di essere stati vittime di una rapina: un goffo tentativo di farla franca, naufragato grazie alle autorità. A causa di questi comportamenti Lochte venne squalificato dalla squadra statunitense.

Nel 2018 ricomincia un periodo di allenamenti che terminerà a luglio, con una seconda squalifica. Stando ai fatti, l’agenzia antidoping del suo paese aveva trovato le prove di una trasfusione di sangue di volume superiore al consentito. Esattamente dodici mesi dopo termina la sua sospensione e Lochte torna a gareggiare negli US Open. Il suo sogno era essere presente alle Olimpiadi di Tokyo, ma ha mancato la qualificazione.

La sua carriera vede la fine ai trials statunitensi: ultimo atto di uno spettacolo agonisticamente straordinario.


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Marta
Marta
18 anni, studentessa liceale all'ultimo anno. Sei anni di nuoto alle spalle, ora si dedica solo alla palestra. Sogna un futuro da giornalista. Quando non si dispera per aver deciso di iscriversi al liceo scientifico legge o guarda film, sopratutto thriller mentre odia quelli romantici troppo sdolcinati. Se si diploma, dopo frequenterà l'università di scienze della comunicazione. Non vede l'ora di abbandonare per sempre la matematica e di dimostrare che non serve essere raccomandati o particolarmente belli per avere successo.