TOKYO 2020: IL CORONAVIRUS METTE A RISCHIO LE OLIMPIADI?

TOKYO 2020: IL CORONAVIRUS METTE A RISCHIO LE OLIMPIADI?

7 Marzo 2020 Off Di Marta

L'epidemia di Coronavirus alla quale stiamo assistendo dallo scorso dicembre incomincia a far tremare le prossime olimpiadi estive. Il Covid-19, partito dalla città cinese di Wuhan, si è diffuso in molti paesi e il numero dei contagiati è in costante crescita. Gli scienziati al lavoro sul vaccino non prevedono che questo sia pronto prima della fine dell'estate.


A livello mondiale uno dei paesi con più contagi è l'Italia, che ora si ritrova a dover gestire un'emergenza sanitaria parzialmente inaspettata. Per contenere il contagio ed evitare la diffusione del virus il governo ha messo in atto diverse misure precauzionali; oltre a raccomandare le norme igieniche basiche, sono stati chiusi i luoghi particolarmente affollati: scuole, cinema, teatri, palestre. Sono stati inoltre rimandate conferenze, incontri pubblici e sospese tutte le attività sportive. Tali misure sono state prese (o stanno per essere adottate) da svariati paesi.


TOKYO 2020

Ad oggi, data la situazione di indeterminatezza e data la gravità del contagio a livello mondiale, non si può non mettere in discussione il regolare svolgimento delle olimpiadi, a causa del Covid-19.

I XXXII giochi olimpici si dovrebbero tenere a Tokyo, in Giappone, dal 24 luglio al 9 agosto prossimi (→ tutte le info). Il condizionale è d'obbligo: Le Olimpiadi sono la più importante competizione sportiva, la più attesa e desiderata, quella per la quale tutti gli atleti si preparano da quattro anni... possono essere messe seriamente a rischio dalla situazione attuale?


Le istituzioni mantengono la calma

Il primo ministro giapponese Shinzo Abe non ha, ad ora, espresso la possibilità di rinvio o annullamento dei giochi. Il presidente del CIO Thomas Back ha comunque dichiarato che:

"i preparativi procedono come previsto. Le Olimpiadi si svolgeranno con successo."

Il presidente del CIO ha sottolineato che in una recente riunione in Svizzera non si sono neanche menzionati termini quali posticipo o cancellazione. Il presidente del Comitato Organizzatore delle Olimpiadi, Yoshiro Mori, respinge tutte le preoccupazioni ma, per evitare l'assembramento di molte persone, ha deciso di ridurre le manifestazioni per il passaggio della torcia olimpica, in accordo con le amministrazioni locali.

Il ministro dello sport giapponese, Seiko Hashimoto, non prende ad oggi in considerazione la possibilità di annullare o spostare in altra sede i giochi; al più ha suggerito la possibilità - in accordo con il contratto firmato con il CIO - di posticipare i Giochi verso la fine del 2020:

"l'accordo tra il Giappone e il Comitato Olimpico Internazionale prevede lo svolgimento dei giochi entro il 2020."


Olimpiadi Tokyo 2020: si faranno(?)

Sulla questione si è espresso anche il presidente del CONI Giovanni Malagò che ha affermato di aver sentito il CIO e che:

"i giochi olimpici non sono a rischio"

Ma il Coronavirus potrebbe cambiare le carte in tavola e costringere gli organizzatori a prendere decisioni drastiche: il CIO è in costante contatto con l'OMS (l'Organizzazione Mondiale della Sanità).

Secondo Dick Pound - membro canadese del Comitato Olimpico Internazionale - la decisione finale sui Giochi olimpici di Tokyo 2020 sarà presa solamente in maggio, in accordo con le misure che esprimerà ed imporrà l'OMS stessa. Non ci resta che aspettare e sperare di uscire al più presto da questa nuova e grave situazione.

Il 17 marzo il CIO ha ribadito ancora una volta la volontà di andare avanti secondo i piani prestabiliti.


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Profilo Autore

Marta
Marta
18 anni, studentessa liceale all'ultimo anno. Sei anni di nuoto alle spalle, ora si dedica solo alla palestra. Sogna un futuro da giornalista. Quando non si dispera per aver deciso di iscriversi al liceo scientifico legge o guarda film, sopratutto thriller mentre odia quelli romantici troppo sdolcinati. Se si diploma, dopo frequenterà l'università di scienze della comunicazione. Non vede l'ora di abbandonare per sempre la matematica e di dimostrare che non serve essere raccomandati o particolarmente belli per avere successo.