MARTINA CARAMIGNOLI - IL BRONZO E LA RINASCITA

MARTINA CARAMIGNOLI - IL BRONZO E LA RINASCITA

7 Dicembre 2019 Off Di Sara

Martina Caramignoli: 29 anni e la grinta di una ragazzina! Perché rialzarsi non è facile, eppure la forza e la determinazione possono davvero smuovere le cose. E la medaglia che Martina ha al collo ne è la dimostrazione. 1930 giorni in cui Martina ha dovuto ritrovare sé stessa perché come anche lei scrive sui social: "Non ti arrendere mai. Di solito è l'ultima chiave del mazzo quella che apre la porta ". E dopo i festeggiamenti per il bronzo negli 800 stile libero - e in attesa dei 1500 di domani - abbiamo raggiunto Martina telefonicamente per farci raccontare a caldo emozioni della sua meravigliosa medaglia.

Ciao Martina! Insomma, una stagione iniziata benissimo. Prima di parlare del meraviglioso bronzo appena vinto, raccontaci un po’ come va la tua vita, i tuoi allenamenti …

Diciamo che la mia vita è cambiata molto. Dopo un breve periodo nel quale sono stata a casa, mi sono traferita in caserma. Sono molto più rigida, non esco mai. L’anno scorso è stato un anno di prova fino a giugno. A giugno è scattato qualcosa in me, ho cominciato a fare 4 doppi, 10 allenamenti a settimana e sono arrivati i primi risultati, come si è visto agli Assoluti. Ho cambiato allenatore e modo di allenarmi.

A Glasgow un ritrovato bronzo e il punto di partenza per quello che, speriamo, possa essere un nuovo inizio ancora più bello. Come hai vissuto la gara, i momenti prima, pensavi davvero di poter conquistare una medaglia o hai cercato, un po’ per scaramanzia, di allontanare il pensiero?

A pranzo ero molto agitata, sono andata subito in camera a dormire (ndr. ride).

Cercavo di allontanare il pensiero, ma non ci riuscivo. Non volevo tornare a casa a mani vuote. Per un momento ho sognato l’argento ma ero davvero morta, l'ungherese (ndr. Ajna Kesely ) ha tempi personali molto più bassi dei miei. Ho combattuto fino all’ultimo e va bene così. In 2 giorni ho migliorato i miei tempi, sono molto felice.

1930. Sono i giorni che sono passati dalla tua ultima medaglia (bronzo nei 1500 stile libero agli Europei di Berlino 2014). Qual è stato il momento più difficile di questi 1930 giorni, un momento in cui hai pensato “okay bene, ora mollo tutto!”.

Dopo la medaglia del 2014, l’anno successivo è stato buono: ho vinto 2 medaglie alle Universiadi, di cui un oro (ndr. oro nei 1500 sl e argento negli 800 sl alle Universiadi di Gwangju 2015 ). Poi è mancata la qualificazione per Rio, nel 2016. Mi sono buttata in acque libere perché in piscina non avevo più stimoli. Ma anche lì ero esausta mentalmente e l'esperienza è durata poco. Finito lì, ho lasciato il Centro Federale di Ostia in accordo con Morini - che ringrazio infinitamente - e sono tornata a casa. Non so dove ho ritrovato la voglia di ricominciare, ne sono uscita da sola. È scattato qualcosa nella mia testa, forse quel sogno mai realizzato.

A chi hai dedicato questa medaglia, il primo pensiero appena hai realizzato quanto era appena successo?

A mio padre e ai miei allentori. Mio padre è il mio tifoso e mi spiace che si sia perso le mie medaglie più importanti: a Berlino non è riuscito a venire, e neppure ora a Glasgow. In generale, alla mia famiglia, a mia madre, a mio padre, a mio fratello. Ai miei 2 allenatori: è grazie a loro se sono qui. Alle Fiamme Oro che non mi hanno mai messo in difficoltà di scegliere e mi hanno sostenuto anche quando sono tornata a casa.

RESILIENZA: è una parola che ti appartiene, è tatuata sulla tua spalla sinistra. E la tua storia è un grandissimo esempio di resilienza. Che significato dai a questa parola?

Con la medaglia ho dato una risposta. Vuol dire rialzarsi dopo i momenti traumatici della vita, il bronzo è stato la dimostrazione.

E’ stato molto bello l’abbraccio tra te e Simona in zona mista, dopo la premiazione. Che rapporto hai con Simona?

Quando ho lasciato il nuoto lei è diventata fortissima. Ritrovarmi su quel podio assieme a lei è stato un onore. È una ragazza molto dolce, simpatica. In camera di chiamata ha visto che ero molto agitata e mi ha aiutato moltissimo.

 Come ti stai trovando a Glasgow? Hai ritrovato alcuni vecchi compagni di Nazionale affiancati da dei giovani davvero strabilianti …

Devo essere sincera, alla vigilia della partenza avevo paura di non riuscire ad integrarmi col resto del gruppo. Siamo un bel gruppo, ci sono i giovani come la Pilato e la Cocconcelli che ci danno molta carica.

Oltre alla medaglia, cosa ti porti a casa da Glasgow?

Mi porto tanto. Sono cresciuta tanto, ho saputo affrontare al meglio le gare. Per ora mi porto tanta gioia. Vedremo domani cosa succederà... (ndr. domani Martina avrà i 400 stile libero )


Ringraziamo di cuore Martina per la sua grandissima disponibilità nonostante i tanti impegni che ancora la vedono coinvolta. Le facciamo i nostri più grandi e sinceri complimenti con la certezza che questo è solamente un nuovo inizio!


Appuntamento alle 18:00 con le finali e semifinali di stasera → PROGRAMMA COMPLETO


Per leggere altre interviste:

INTERVISTA A RACHELE CERACCHI

INTERVISTA A FRANCESCA FANGIO

INTERVISTA A SIMONE BARLAAM

INTERVISTA A ILARIA CUSINATO E SHANE TUSUP

INTERVISTA A MARCO ORSI

INTERVISTA A ILARIA CUSINATO


Road to Tokyo 2020

ABBONATI ALLA NEWSLETTER

Profilo Autore

Sara
Sara
Studentessa al secondo anno di Scienze Linguistiche per le Relazioni Internazionali, è una delle scrittrici di nuotounostiledivita.it. Appassionata di Sport, ha praticato nuoto sin da bambina. Ora gestisce @lefotodellastoriadelnuoto, con l’intento di raccontare gli eventi più belli che hanno fatto la storia di questo sport. Ama leggere, viaggiare e guardare serie TV!