Martina Caramignoli: 29 anni e la grinta di una ragazzina! Perché rialzarsi non è facile, eppure la forza e la determinazione possono davvero smuovere le cose. E la medaglia che Martina ha al collo ne è la dimostrazione. 1930 giorni in cui Martina ha dovuto ritrovare sé stessa perché come anche lei scrive sui social: “Non ti arrendere mai. Di solito è l’ultima chiave del mazzo quella che apre la porta “. E dopo i festeggiamenti per il bronzo negli 800 stile libero – e in attesa dei 1500 di domani – abbiamo raggiunto Martina telefonicamente per farci raccontare a caldo emozioni della sua meravigliosa medaglia.
Ciao Martina! Insomma, una stagione iniziata benissimo. Prima di parlare del meraviglioso bronzo appena vinto, raccontaci un po’ come va la tua vita, i tuoi allenamenti …
Diciamo che la mia vita è cambiata molto. Dopo un breve periodo nel quale sono stata a casa, mi sono traferita in caserma. Sono molto più rigida, non esco mai. L’anno scorso è stato un anno di prova fino a giugno. A giugno è scattato qualcosa in me, ho cominciato a fare 4 doppi, 10 allenamenti a settimana e sono arrivati i primi risultati, come si è visto agli Assoluti. Ho cambiato allenatore e modo di allenarmi.
A Glasgow un ritrovato bronzo e il punto di partenza per quello che, speriamo, possa essere un nuovo inizio ancora più bello. Come hai vissuto la gara, i momenti prima, pensavi davvero di poter conquistare una medaglia o hai cercato, un po’ per scaramanzia, di allontanare il pensiero?
A pranzo ero molto agitata, sono andata subito in camera a dormire (ndr. ride).
Cercavo di allontanare il pensiero, ma non ci riuscivo. Non volevo tornare a casa a mani vuote. Per un momento ho sognato l’argento ma ero davvero morta, l’ungherese (ndr. Ajna Kesely ) ha tempi personali molto più bassi dei miei. Ho combattuto fino all’ultimo e va bene così. In 2 giorni ho migliorato i miei tempi, sono molto felice.
1930. Sono i giorni che sono passati dalla tua ultima medaglia (bronzo nei 1500 stile libero agli Europei di Berlino 2014). Qual è stato il momento più difficile di questi 1930 giorni, un momento in cui hai pensato “okay bene, ora mollo tutto!”.
Dopo la medaglia del 2014, l’anno successivo è stato buono: ho vinto 2 medaglie alle Universiadi, di cui un oro (ndr. oro nei 1500 sl e argento negli 800 sl alle Universiadi di Gwangju 2015 ). Poi è mancata la qualificazione per Rio, nel 2016. Mi sono buttata in acque libere perché in piscina non avevo più stimoli. Ma anche lì ero esausta mentalmente e l’esperienza è durata poco. Finito lì, ho lasciato il Centro Federale di Ostia in accordo con Morini – che ringrazio infinitamente – e sono tornata a casa. Non so dove ho ritrovato la voglia di ricominciare, ne sono uscita da sola. È scattato qualcosa nella mia testa, forse quel sogno mai realizzato.
A chi hai dedicato questa medaglia, il primo pensiero appena hai realizzato quanto era appena successo?
A mio padre e ai miei allentori. Mio padre è il mio tifoso e mi spiace che si sia perso le mie medaglie più importanti: a Berlino non è riuscito a venire, e neppure ora a Glasgow. In generale, alla mia famiglia, a mia madre, a mio padre, a mio fratello. Ai miei 2 allenatori: è grazie a loro se sono qui. Alle Fiamme Oro che non mi hanno mai messo in difficoltà di scegliere e mi hanno sostenuto anche quando sono tornata a casa.
RESILIENZA: è una parola che ti appartiene, è tatuata sulla tua spalla sinistra. E la tua storia è un grandissimo esempio di resilienza. Che significato dai a questa parola?
Con la medaglia ho dato una risposta. Vuol dire rialzarsi dopo i momenti traumatici della vita, il bronzo è stato la dimostrazione.
E’ stato molto bello l’abbraccio tra te e Simona in zona mista, dopo la premiazione. Che rapporto hai con Simona?
Quando ho lasciato il nuoto lei è diventata fortissima. Ritrovarmi su quel podio assieme a lei è stato un onore. È una ragazza molto dolce, simpatica. In camera di chiamata ha visto che ero molto agitata e mi ha aiutato moltissimo.
Come ti stai trovando a Glasgow? Hai ritrovato alcuni vecchi compagni di Nazionale affiancati da dei giovani davvero strabilianti …
Devo essere sincera, alla vigilia della partenza avevo paura di non riuscire ad integrarmi col resto del gruppo. Siamo un bel gruppo, ci sono i giovani come la Pilato e la Cocconcelli che ci danno molta carica.
Oltre alla medaglia, cosa ti porti a casa da Glasgow?
Mi porto tanto. Sono cresciuta tanto, ho saputo affrontare al meglio le gare. Per ora mi porto tanta gioia. Vedremo domani cosa succederà… (ndr. domani Martina avrà i 400 stile libero )
Ringraziamo di cuore Martina per la sua grandissima disponibilità nonostante i tanti impegni che ancora la vedono coinvolta. Le facciamo i nostri più grandi e sinceri complimenti con la certezza che questo è solamente un nuovo inizio!
Appuntamento alle 18:00 con le finali e semifinali di stasera → PROGRAMMA COMPLETO
Per leggere altre interviste:
→ INTERVISTA A RACHELE CERACCHI
→ INTERVISTA A FRANCESCA FANGIO
→ INTERVISTA A ILARIA CUSINATO E SHANE TUSUP
→ INTERVISTA A ILARIA CUSINATO
Road to Tokyo 2020
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Profilo Autore

- Laureata in Scienze Linguistiche, è entrata in piscina per la prima volta alla tenera età di 3 anni e da quel momento non se n'è più andata. Aspirante giornalista e intervistatrice per diletto, le piace parlare (dicono sia anche logorroica) e vivere di emozioni. Lo Sport è così importante che ha scelto un Master in Sport Digital Marketing & Communication.
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